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Mondo del calcio in lutto per la morte di Maradona a soli 60 anni

Morte di Maradona -the web coffee

Il 2020 non si risparmia: arriva la notizia della morte di Maradona a spezzare i nostri cuori.

A 60 anni muore Diego Armando Maradona. Il mondo del calcio in lutto. Un arresto cardiaco ha portato via uno dei più grandi calciatori dei nostri tempi.

La notizia della morte di Maradona è stata diffusa dai media argentini e in particolare dal quotidiano Clarin. Soltanto dieci giorni fa era stato dimesso in seguito ad un delicato intervento al cervello. Diverse sono state le volte in cui Maradona ha dovuto fronteggiare problemi di salute, ma questa è stata la sua ultima lotta.

Quello che sappiamo è che rimarrà per sempre un’icona del mondo del calcio.

Morte di Maradona: chi era il Pibe de oro?

Nato a Lanùs, in Argentina, Diego crebbe in una zona poco raccomandabile di Buenos Aires, ma tra polvere e rottami, riuscì a trovare la sua strada. Venne infatti notato, mentre giocava a pallone, dal quotidiano locale che scrisse su di luì e da allora fu tutto in ascesa.

Soprannominato il Pibe de oro (il ragazzo d’oro) Diego Armando Maradona è stato una leggenda. Michel Platini, diceva di lui “Quel che io faccio con un pallone Maradona lo fa con un’arancia”. Questo perché Maradona era un artista del pallone, era colui che con il suo piede sinistro faceva magie sul campo, facendo voltare tutti. Come dimenticare la Mano de Dios, quel goal che Maradona aveva segnato di mano, appunto, nei quarti di finale del Mondiale 1986, contro l’Inghilterra?

La sua carriera calcistica è stata segnata da alcuni importanti traguardi. Primo fra tutti il Mondiale del 1986 con l’Argentina, per poi seguire con la finale di Italia ’90, ma diventa mito indiscusso nel nostro paese quando con il Napoli ha conquistato due scudetti (1987 e 1990).

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Morte di Maradona-The Web Coffee

Diego Armando Maradona ha sempre fatto parlare di sé. Che sia stato per le sue prodezze in campo o per l’eccentricità della sua vita privata. Non ha di certo aiutato la sua “esperienza” con la droga, che gli hanno valso ben due sospensioni, una volta per uso di cocaina nel 1991 e un’altra volta per positività ai test antidoping, al mondiale degli Stati Uniti 1994. In seguito alla sua dipendenza da cocaina, Maradona ha subito un aumento eccessivo di peso (risolto con l’aiuto di un bypass gastrico). 

In ogni caso, rimarrà un idolo soprattutto per l’Argentina e per i napoletani. È considerato al pari di una divinità tanto che a Rosario, in Argentina, i suoi tifosi fondarono nel 1998 la Iglesia Maradoniana; il loro calendario personale si basa sugli anni di Maradona: il suo quarantatreesimo compleanno, nel 2003, rappresentò l’inizio dell’anno 43 d.D. – después de Diego (dopo Diego). A Napoli gli venne dedicato un altarino nel quale Maradona indossa la maglia della squadra della città. D’altra parte, anche Diego stesso aveva un legame forte con la città italiana.  “A Napoli ho passato sette anni, ma nel mio cuore contano il triplo per il legame che ho con quella splendida gente”.

La notizia della morte di Maradona ha già fatto il giro del mondo e dai social iniziano ad arrivare i primi pensieri su di lui. Tutti concordi nell’ammettere che è stato un mito, e che proprio perché un mito è sotto i riflettori, è anche normale che possano essere notate le debolezze. Qualunque siano state le decisioni che hanno portato Diego Armando Maradona ad essere ciò che era, indubbiamente si sarà unanimi nell’affermare che, per quanto riguarda la sua passione e talento calcistico, non vi sia da dire altro se non che “ne avremmo voluti altri di momenti per poterti guardare segnare l’ennesimo goal”.

Hasta luego Diego Armando Maradona, descansa en paz!

 

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