1 Dicembre 2020
mamme in smart working - The Web Coffee

Mamme in smart working: I pro e contro che dovresti considerare

Tra i “regali” che ci ha portato questo 2020 c’è stato il lockdown dovuto al Covid-19 in primavera, e, vista la seconda ondata, anche quello attuale “attenuato”, abbiamo dovuto riorganizzare la nostra vita personale, familiare, lavorativa. Tra le novità di questa riorganizzazione, c’è lo smart working, che ha coinvolto quasi tutti. Tuttavia, la categoria che ne è stata veramente travolta è quella delle mamme in smart working.

Mamme in smart working: dati generali

Il 90% delle grandi imprese ed il 73% di quelle medie hanno introdotto o esteso lo smart working durante l’emergenza Covid-19 (ISTAT). Anche le piccole imprese hanno iniziato a ricorrere allo smart working: il 37% circa.

Tutt’ora rimane in smart working una significativa quota di personale, e, data la situazione fluida che stiamo vivendo, nessuno si azzarda a fare previsioni sul lungo periodo. Tuttavia, secondo una recente indagine di AIDP (Associazione Italiana Direttori del Personale), il 68% delle imprese continuerà con lo smart working anche nel post-Covid.

Mamme in smart working: che significa? 

Tra scuole chiuse e smart working, le madri sono state messe a dura prova. Già prima del lockdown le donne lavoratrici dedicavano più ore del partner alla cura di casa e figli. Con la quarantena gli squilibri esistenti si sono accentuati.

Il 68% delle donne ha dedicato più tempo al lavoro domestico contro il 40% dei partner, il 61% ha dedicato più tempo alla cura dei figli contro il 51% dei partner. Stereotipi e pregiudizi culturali non hanno inciso in modo significativo sulla distribuzione dei compiti e sul loro riequilibrio. La situazione, ovviamente, si regge meglio in quelle famiglie ove già in precedenza gli equilibri erano migliori.

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Mamme in smart working: aspetti positivi

Dalle inchieste svolte, ci sono principalmente 5 aspetti positivi dello smart working, che valgono per tutti. I primi due (69% di risposte) sono un risparmio di tempi e costi legati agli spostamenti tra casa e lavoro, nonché le possibili ricadute sull’inquinamento dovuto alla riduzione del traffico stradale.

Il terzo (64%) è una maggiore facilità di bilanciamento (almeno teorica) tra vita personale e professionale, grazie al tempo recuperato dagli spostamenti ed alla flessibilità oraria legata allo smart working.

Il quarto aspetto positivo (46%) è una maggior soddisfazione legata all’aumento della responsabilità individuale. Infine, il quinto è una miglior tutela della salute grazie alla riduzione dei contatti con persone ed ambienti condivisi.

Mamme in smart working: aspetti negativi

Vediamo ora quali sono gli aspetti negativi, anche questi validi per tutte le mamme in smart working .

Il primo è la perdita delle relazioni sociali (62%), il secondo la mancanza o difficoltà di separazione tra ambiente domestico e lavorativo (32%) e il terzo il rischio di un sovraccarico di lavoro (21%). Ma esistono alcuni aspetti negativi che riguardano le donne in modo particolare: vediamo quali sono.

Mamme in smart working: una categoria fragile

Ove le aziende mantengano questa formula anche dopo l’emergenza, il rischio è che i gruppi fragili, tra cui le donne, paghino di più. Le aziende potrebbero applicare questa formula contrattuale prevalentemente alle donne creando un circuito apparentemente favorevole (conservi il posto e segui i figli), ma in realtà penalizzante (resti isolata, perdi le dinamiche aziendali, sei penalizzata nella carriera).

Il sondaggio Valore D

Valore D è un’associazione di imprese impegnata a migliorare l’impegno di genere e l’inclusione. Le donne faticano a conciliare impegni familiari e professionali.

Il riequilibrio di ruoli intrafamiliari resta un miraggio anche qualora si rimanga senza aiuti tipo baby sitter o badanti come è successo in questi mesi. In ufficio l’orario di lavoro finisce, a casa non finisce mai. Se le dinamiche casalinghe si rivelano come fattore cruciale, una buona parte di difficoltà è legata anche ad una frequente cultura femminile del tipo “mi immolo pur di avere tutto sotto controllo”.

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Mamme in smart working: La fatica fisica

Infine, l’aspetto dei dolori fisici. Le neo-mamme sono spesso vittime di dolori alla schiena legati al peso del bimbo. Sappiamo che ci vuole la giusta tecnica per sollevare pesi, ed anche il bambino lo è.

Una neo mamma solleva il figlio anche una cinquantina di volte al giorno, e sappiamo quanto velocemente il piccolo aumenta di peso. Il consiglio per sollevarlo da terra è piegarsi sulle ginocchia e non piegare la schiena, e tenere il bimbo vicino a sé mentre lo si solleva.

Fatica fisica: altre indicazioni

Quando si allatta evitare di stare sedute su divani morbidi in cui si sprofonda ed aiutarsi con dei cuscini. Per l’uso del seggiolone, spostare il vassoio anteriore prima di mettere o togliere il bimbo. Tipica delle mamme è anche una infiammazione dei tendini di polso e dita, che crea forti dolori nella zona di polso e pollice.

É bene alternare spesso un braccio e l’altro per tenere il bebè; ancora meglio usare la fascia. Per lo smart working, usare una sedia che sostenga bene la schiena, porre il pc di fronte a sé ed all’altezza dello sguardo. Le braccia devono essere appoggiate sul tavolo.

Libri o scatole possono essere utili per sollevare o inclinare il monitor nella posizione migliore.

Se le dinamiche sociali e familiari possono essere difficili da cambiare, queste semplici indicazioni sono facilmente applicabili e ci consentono di migliorare almeno in alcuni aspetti una situazione che rischia altrimenti di diventare esplosiva, specialmente per le mamme in smart working.

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