26 Novembre 2020

PORTLAND, OREGON, USA - SEPTEMBER 26: The Proud Boys, a right-wing pro-Trump group, are heavily armed with military weapons gather with their allies in a rally called âEnd Domestic Terrorismâ against Antifa in Portland, Oregon on September 26, 2020. (Photo by John Rudoff/Anadolu Agency via Getty Images)

Proud Boys: il fenomeno estremista americano che sostiene Donald Trump

I Proud Boys sono un’organizzazione di estrema destra neofascista che promuove l’uso della violenza politica negli Stati Uniti e in Canada.

Una sorta di “fight club” che annovera al suo interno alcuni uomini schedati dall’FBI come suprematisti bianchi ed estremisti pericolosi.

 

Proud Boys-The Web Coffee
Proud Boys – Foto di John Rudoff/Anadolu Agency

Nascita e sviluppo del movimento

Il gruppo è nato nel 2016 grazie al Taki’s Magazine, periodico di estrema destra guidato da Gavin McInnes che ha dichiarato in passato: “Amo essere bianco e penso sia una cosa di cui essere molto orgoglioso”.

Quest’ultimo ha nominato il gruppo prendendo spunto dalla canzone “Proud of Your Boy” del musical Disney Aladdin nella quale il ragazzo si scusa con sua madre per essere un figlio cattivo e promette di renderla orgogliosa.

McInnes ha preso le distanze da questo movimento all’inizio del 2017 lasciando il posto da capo gruppo ad Enrique Tarrio, afro-cubano.

Questo è bizzarro perché nonostante il gruppo sia descritto dai media e dai politologi americani come violento, nazionalista, islamofobo, trans fobico e misogino, i suoi membri appartengono ad etnie differenti e i suoi leader si professano antirazzisti.

Il Proud Boys glorificano la violenza politica contro quelli che loro reputano infedeli.

Hanno rivendicato omicidi politici indossando magliette che lodano gli atti di violenza fisica e politica. Queste magliette che ricordano tanto le polo Fred Perry hanno portato la famosa casa di moda a produrre un comunicato stampa in cui prendono distanza dal movimento affermando a gran voce di non aver nulla a che dare con i Proud Boys.

Il fondatore McInnes, crede che la violenza sia “un modo davvero efficace per risolvere i problemi” e ha dichiarato nel 2016 di volere “violenza e pugni in faccia”, lamentandosi del fatto che i seguaci dell’attuale Presidente Trump fossero troppo rammolliti e poco violenti.

L’organizzazione promuove gli stereotipi di genere e vede le donne come sottomesse agli uomini ma, nonostante ciò, prevede un movimento parallelo femminile le “Proud Boys’ Girls” che sostengono la stessa ideologia dei Boys.

L’iniziazione all’interno dei Proud Boys

Per diventare un Proud Boy si deve seguire una rigida iniziazione in quattro fasi caratterizzata da un forte nonnismo. Si parte con un giuramento di fedeltà che vede recitare la fase “Sono un orgoglioso sciovinista occidentale, mi rifiuto di chiedere scusa per aver creato il mondo moderno”.

Il secondo step dell’iniziazione è un’azione violenta: si viene presi a pugni finché non vengono enunciati i nomi di cinque cereali consumati a colazione. Il terzo passaggio è un tatuaggio e la rinuncia alla masturbazione. Sul finale invece vi è il giuramento nell’impegnarsi in una grande battaglia “per la causa”.

Tra le altre regole imposte ai membri dei Proud Boys compare il divieto ad indossare i pantaloncini e a consumare droghe.

Proud Boys-The Web Coffee
Proud Boys durante uno scontro

Il legame con Trump

Il dibattito del 29 settembre che ha visto sfidarsi l’attuale Presidente Trump e il suo avversario Joe Biden, oltre ad essere stato uno dei più strani e poco costruttivi della storia, ha portato alla luce il problema Proud Boys.

Il moderatore del dibattito ha infatti domandato a Trump se avesse intenzione di condannare i suprematisti bianchi e le sommosse da loro create a seguito della morte di George Floyd.

Il presidente cerca di sviare le domande del moderatore e, se prima afferma di non sapere chi siano i Proud Boys, in un secondo momento lancia un appello invitandoli a farsi da parte e lasciar agire la polizia.

Stand back and stand by”, “state indietro, state in allerta” con questa affermazione ambigua Trump non solo non ha convinto l’audience in sala ma ha ottenuto un effetto glorificatore nei cuori dei Proud Boys che si sono sentiti come investiti del ruolo di milizia armata del presidente.

I legami tra l’organizzazione e la Casa Bianca sono molteplici. Tra i loro sostenitori Roger Stone, consigliere e amico di Trump, condannato per frode. I Proud Boys partecipano spesso a manifestazioni pro-Trump, infatti il loro attuale leader Enrique Tarrio è stato fotografato seduto proprio dietro Trump a un comizio a Miami l’anno scorso.

L’organizzazione e i suoi membri sono banditi da tutti i social network ma la loro influenza suprematista non viene placata.

Certo, tutte queste potrebbero essere delle candide coincidenze e Trump potrebbe davvero non sapere chi sono esattamente i Proud Boys. Certo è che il Presidente, messo a conoscenza dei fatti, non li ha voluti comunque condannare e reprimere in modo esplicito.

 

 

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