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Salute e Benessere
Covid19 e Vitamina C: quale legame esiste fra le due cose?

Covid19 e Vitamina C: quale legame esiste fra le due cose?

Covid19 e Vitamina C: bufala o prevenzione?

L’acronimo COVID19 (COronaVIrus – Disease/malattia – 2019) identifica una nuova patologia infiammatoria riconosciuta a livello mondiale causata dall’infezione di un nuovo virus: il Coronavirus CoV19, o SARS-CoV2.

La sintomatologia si sviluppa circa due settimane dal contagio con febbre, spossatezza, tosse e fiato corto. Tuttavia, in circa l’80-90% dei casi si presenta in modo asintomatico o paucisintomatico, mentre il 5% dei pazienti sviluppa polmonite, ARDS (Sindrome da Distress Respiratorio Acuto) e disfunzione multiorgano, fino alla morte.

In una situazione di tale portata, lo stato di emergenza riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dunque richiesto alla comunità scientifica di identificare strategie terapeutiche e preventive, fino al raggiungimento della messa a punto del vaccino. Nel frattempo, molte sono le strade valutate dai ricercatori.

Covid19 e Vitamina C: dove sta la verità?

Questa Primavera cominciò a girare sui social e sui più popolari canali di comunicazione una nota vocale che si è diffusa rapidamente, in cui qualcuno che sembrava fonte attendibile, dichiarava che assumere Vitamina C avrebbe protetto dall’infezione da CoV19, scatenando le folle ad accaparrarsi ogni integratore che la contenesse.

La credenza popolare che la Vitamina C prevenga raffreddore e influenza ha radici negli Anni Settanta, quando il chimico statunitense Linus Pauling pubblicò i suoi studi sull’azione terapeutica di alte dosi di vitamine, teorie oggi decadute.

Covid19 e Vitamina C: cosa dice la letteratura scientifica?

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Covid19 e Vitamina C- The Web Coffee

Secondo la Letteratura scientifica, è innegabile che la Vitamina C giochi un ruolo importante nel sistema immunitario, in quanto grazie al suo potere antiossidante protegge le cellule dal danno dei radicali liberi e dallo stress ossidativo e modula l’infiammazione potenziando gli effetti positivi dell’immunità, tuttavia non ci sono evidenze che l’assunzione supplementare di vitamina riduca significativamente il rischio di infezione respiratoria ed è noto che una dieta bilanciata e il conseguente stato nutrizionale ottimale soddisfino l’introito vitaminico quotidiano.

La Vitamina C, o acido ascorbico, è un nutriente essenziale che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare e che quindi deve essere assunto con la dieta: il suo fabbisogno quotidiano è di circa 100 mg (un po’ di più nel sesso maschile, in gravidanza e nei bambini e nei soggetti fumatori per l’aumentato consumo dovuto al maggiore stress ossidativo fumo-correlato).

L’acido ascorbico è contenuto in frutta e verdura fresche come agrumi, ananas, kiwi, fragole, lattuga, radicchio, spinaci, cavolo, broccoli, pomodori, fragole …
Per esempio, per ogni 100 g di prodotto, il ribes nero ne contiene 200 g, i peperoni 151 g, il kiwi 85 g, i cavoletti di Bruxelles 81 g e così via. È quindi facile comprendere che per soddisfare il fabbisogno giornaliero sono sufficienti un paio di arance o di kiwi al giorno o un peperone.

La possibilità di ridurre l’incidenza di malattie virali in individui con uno stato di nutrizione adeguato attraverso integrazione supplementare di vitamina C non è sufficientemente supportata dalla Letteratura.

Molti studi sono stati condotti sull’effetto dell’assunzione di Vitamina C sulla suscettibilità alla polmonite, e benché in alcuni i dati preliminari supportino questa tesi, non ci sono conclusioni valide con risultati soddisfacenti.

Sebbene alcuni studi sostengano l’implementazione di vitamina C nella dieta di soggetti con altre patologie, non ci sono dati disponibili che suggeriscano come l’assunzione di alte dosi di vitamina C riduca il rischio di infezione da SARS-CoV2 nella popolazione sana, inoltre, benché il rischio di sovradosaggio sia irrilevante, in presenza di altri fattori concomitanti è possibile lo sviluppo di effetti collaterali come calcolosi renale o diarrea.

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Covid19 e Vitamina C- The Web Coffee

Sembra tuttavia che l’infusione endovenosa di Vitamina C sia in qualche modo più efficace dell’assunzione orale, per proprietà chimiche della molecola, spingendo così a tentare questo approccio ai pazienti ospedalizzati.

Tuttavia, anche in questo caso, i risultati non si sono dimostrati significativi. In conclusione, quindi, la Vitamina C non si è dimostrata un valido alleato alla guerra contro il mostro che stiamo combattendo, purtroppo, ma è comunque importante sempre un buon introito vitaminico in genere, attraverso frutta e verdura fresche consumate quotidianamente.

 

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