Attualità

Nuove misure a partire dal 6 novembre: Italia divisa in tre aree.

L'annuncio della conferenza in cui il premier ha parlato delle nuove misure

Nuove misure, più restrittive, per fronteggiare l’impennata dei contagi degli ultimi giorni. L’Italia divisa in tre blocchi in base alla gravità dei numeri. L’annuncio del premier Conte stasera in conferenza stampa, in diretta Facebook e TV.

C’era tanta attesa per queste nuove misure. Nonostante non siano passate neanche 3 settimane dall’ultimo dpcm, quello che ha causato manifestazioni, anche violente, in varie città d’Italia.

Se ne parlava ormai da giorni, con indiscrezioni che giravano ovunque. Alla fine però l’annuncio ufficiale delle nuove misure è arrivato stasera, con la ormai solita conferenza stampa del premier italiano. Si vociferava di un’Italia divisa in tre e così è stato.

conferenza-conte-4-novembre-320x206 Nuove misure a partire dal 6 novembre: Italia divisa in tre aree.
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Che la situazione fosse ormai diventata critica era chiaro a tutti, specialmente dopo l’impennata di contagi degli ultimi giorni, in cui si è superata la soglia di 30 mila contagi giornalieri.

“Il virus corre forte, violento”, ha detto il Presidente del Consiglio, e le misure oggi annunciate hanno lo scopo di “raffreddare” la curva dei contagi.

Si è messo in evidenza l’effettivo aumento del numero degli asintomatici e il numero relativamente non troppo alto dei pazienti che hanno bisogno di un ricovero in terapia intensiva. Questo però non esclude la temuta possibilità di raggiungimento e completamento dei posti letto disponibili negli ospedali di alcune Regioni.

Conte chiede unità nonostante l’Italia divisa in tre: la nuova normativa nel dpcm

Conte ha anche parlato del metodo di analisi con cui si è arrivati all’adozione di queste nuove misure. Si tratta di un piano di monitoraggio basato su 21 parametri che permette di stabilire come e dove intervenire.

Importante e non scontata, o perlomeno non auspicabile, la data a partire dalla quale queste misure saranno valide. Si tratta di venerdì 6 novembre. A più di 24 ore dall’annuncio. Resteranno tali fino al 3 dicembre.

Passiamo ora alla descrizione delle nuove misure.

L’Italia è stata divisa in tre aree: gialla, arancione, rossa. Questo perché misure uniche valide per tutta la Penisola sarebbero risultate, da una parte, non abbastanza efficaci per le aree in cui la situazione è più grave, dall’altra, troppo restrittive per le aree in cui il grado di criticità è meno elevato.

Italia divisa in tre, area gialla: le misure previste

E’ l’area in cui si parla di “criticità moderata”.

Fanno parte di quest’area: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Prov. di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.

In quest’area sarà vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, salute, necessità. E’ inoltre raccomandato di non spostarsi, se non per motivi di lavoro, studio, situazioni di necessità.

E’ prevista la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiusi inoltre i musei.

Per quanto riguarda la didattica: in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari, scuole medie; a distanza per le scuole superiori ad eccezione di studenti con disabilità e quando previsto l’uso di laboratori. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori

I trasporti: ridotta al 50% la capienza massima di mezzi del trasporto pubblico, ad eccezione di quelli che riguardano il trasporto scolastico.

Sono sospese, come già nel dpcm scorso, sale giochi, sale scommesse, bingo. Anche nei bar e nelle tabaccherie.

E’ prevista la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18, mentre invece l’asporto è consentito fino alle ore 22.

Continuano a restare chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi.

Italia divisa in tre, area arancione: le misure

Fanno parte di questa seconda area Puglia e Sicilia. Si tratta di regioni definite di “criticità medio-alta”

Si tratta, qui, di un mezzo lockdown. Vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di salute, lavoro, necessità.

Sono vietati gli spostamenti da una Regione all’altra, da un Comune all’altro (!), ad eccezione dei soliti tre comprovati motivi, più lo studio. Si raccomanda inoltre di evitare spostamenti non necessari all’interno del proprio Comune. Se non è lockdown vero e proprio, è un lockdown consigliato, insomma.

Chiudono bar e ristoranti, 7 giorni su 7. Asporto consentito fino alle ore 22, nessuna restrizione per le consegne a domicilio.

Chiudono, anche qui,  i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione di parafarmacie, farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiudono musei e mostre.

La questione didattica è trattata allo stesso modo dell’area gialla. Didattica a distanza per le superiori con le dovute eccezioni, didattica in presenza fino alle scuole medie, chiusura di università salvo alcune attività per matricole e laboratori.

Anche qui riduzione al 50% per il trasporto pubblico (eccetto quello scolastico), sospensione di attività di sale giochi, bingo ecc. anche in bar e tabaccherie e resta la decisione riguardo la chiusura di piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi.

L’Italia divisa in tre, area rossa: le nuove misure

Veniamo ad una situazione molto vicina al lockdown, prevista per Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

Si tratta di un’area a “rischio alto”

E’ vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di necessità, lavoro, salute. Ovviamente vietati gli spostamenti da una Regione all’altra, da un Comune all’altro.

Sono chiusi bar e ristoranti. Asporto consentito fino alle ore 22, nessuna restrizione per le consegne a domicilio.

Sono chiusi tutti i negozi, tranne supermercati e negozi di beni alimentari e di necessità.

Restano aperte le edicole, le tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. No ai centri estetici.

Didattica a distanza a partire dalla seconda media, chiuse tutte le università, fatte le dovute eccezioni.

Riempimento dei mezzi pubblici consentito fino al 50% della capienza, ad eccezione del trasporto scolastico.

Prevista la chiusura di sale bingo e scommesse, teatri, cinema, palestre, piscine, centri sportivi. Sono sospese tutte le competizioni sportive, ad eccezione di quelle riconosciute di interesse nazionale dal CONI e CIP. Consentita l’attività motoria all’aperto in forma individuale.

Altre informazioni utili sulle nuove misure

Come specificato dal premier, potranno esserci delle modifiche in itinere. Se in una regione i vari parametri dimostreranno sensibili miglioramenti (una situazione migliorata stabile per almeno 14 giorni), potrà cambiare il suo status.

Verranno quindi forniti aggiornamenti – precisa Conte – non arbitrari, citando a questo proposito il continuo lavoro di Iss, Ministero della Salute, rappresentanti delle Regioni, comitato tecnico-scientifico. Con loro si è varata l’Italia divisa in tre.

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Si parla ancora di indennizzi, benefici per gli operatori economici che saranno più colpiti da queste misure, una sorta di “Ristori bis”. Non si scende, però, così nel dettaglio del contenuto del decreto che dovrebbe contenere queste misure.

“Non abbiamo alternative”, dice il premier. “Saranno ancora mesi lunghi, duri e difficili. Si appella all’impegno e alla responsabilità di tutti, nel rispettare le nuove misure, al fine di far scendere la curva dei contagi e di recuperare un margine di serenità”. Dividere l’Italia in tre aree non è stata una decisione semplice e più volte, spesso, le regioni saranno costrette a cambiare il proprio colore. Nonostante questo, Conte chiede unità.

E poi, la solita postilla finale : “E’ un percorso che dobbiamo compiere tutti insieme: sorreggendoci, sostenendoci gli uni con gli altri”.

Il dpcm sarà disponibile e consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale.

 

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