I piatti tipici italiani: 3 specialità di cui non fare a meno

I piatti tipici italiani, che appartengano alla vecchia tradizione o siano nuove proposte degli chef stellati del nostro bel paese rappresentano la cucina italiana.

Noi stessi italiani ci accorgiamo, appena valicato il confine, di quanto ci manchi la cucina di casa nostra così come vediamo quanto i turisti stranieri amino gustare le nostre prelibatezze. Sicuramente una delle più apprezzate e invidiate al mondo.

Che si tratti della più classica lasagna della nonna, gustata in famiglia intorno al tavolo della domenica o del raffinato dolce realizzato con ingredienti inusuali, la cucina italiana è parte integrante della nostra cultura insieme alla storia dei nostri monumenti, città, artisti e letterati. Insomma, per gli italiani, la tavola rappresenta un vero e proprio momento di convivialità, condivisione e piacere.

 

Dieta Mediterranea

Quando parliamo di “cucina italiana” viene subito alla mente la conosciuta dieta mediterranea, basata su ingredienti semplici come:

  • verdure
  • cereali
  • pesce
  • carne bianca
  • olio extravergine di oliva
  • zuccheri semplici
  • pochi grassi

e sono proprio questi gli alimenti alla base di moltissime ricette della nostra cucina per donarci un’alimentazione che ci regala benessere, salute e longevità e che ritroviamo sempre nei piatti tipici italiani.

 

Varietà dei piatti tipici italiani da regione a regione

Se ci spostiamo lungo lo stivale, da regione a regione, ci accorgiamo di quanto siano diversi i piatti tipici italiani. Ogni luogo ci accoglie con le sue tradizioni, il suo dialetto, i suoi sapori, con piatti in cui vengono sfruttati al meglio gli ingredienti e le risorse del territorio.

Di questo si sarà accorto chi ha avuto la fortuna di toccare, anche per un solo giorno, il terreno delle diverse regioni, non facendosi sfuggire l’occasione di gustare qualche piatto tipico, meglio ancora se preparato in piccole osterie o trattorie dove si respira l’atmosfera e l’odore della cucina casalinga.

Moltissimi dei piatti tipici italiani che portiamo in tavola hanno una lunga storia e tradizione.

Alcuni sono nati per caso, sfruttando spesso gli avanzi di una cucina povera.

Altri sono nati per sbaglio, unendo ingredienti improbabili che insieme hanno creato un ottimo connubio. Altri ancora sono frutto di lunghe ricerche e sperimentazioni per esaltare al meglio i singoli ingredienti o il piatto nella sua completezza.

 

Piatti tipici italiani: Specialità regionali

Confermare quali siano i piatti tipici italiani più rappresentativi di una regione è sicuramente difficile anche perché spesso, all’interno di esse, ogni provincia, o addirittura città ne ha uno proprio.

È semplice, però, pensare alle Trenette al pesto se parliamo della cucina ligure, dei Canederli in Trentino, del Ragù alla bolognese in Emilia-Romagna, degli Arrosticini in Abruzzo, la Pasta con le sarde in Sicilia.

Oggi ne abbiamo scelti tre, dei quali raccontiamo la storia e sveliamo ricette e procedimenti originali: uno tipico della tradizione culinaria del nord, uno del centro e uno del sud. Il nord è rappresentato dalla Lombardia, oggi regione laboriosa e dinamica ma con una cucina legata alla tradizione contadina, il Lazio, regione della nostra capitale, ricco di storia e cultura, con una tradizione culinaria risalente all’Antica Roma è protagonista del centro mentre la Puglia, regione dove terra e mare offrono materie prime che, seppur nella loro semplicità, sono in grado di portare in tavola gusto e genialità, caratterizza il sud.

La scelta è ricaduta sui tre classici per antonomasia: Il Risotto alla milanese (Lombardia), i Bucatini all’amatriciana (Lazio) e le Orecchiette con la cima di rapa (Puglia).

Storia e ricetta del risotto alla milanese

La leggenda narra che, nella metà del 1500, un vetraio belga residente a Milano per realizzare le vetrate del Duomo, in occasione del matrimonio della figlia provò ad aggiungere un pistillo di zafferano, che fino a quel momento veniva usato solamente dai mastri vetrai per ottenere il colore oro nel vetro, ad un risotto bianco al burro, per tingerlo di giallo.

Da qui l’ipotesi che tutto iniziò per caso ma il piatto fu talmente apprezzato che la ricetta entrò a ben presto tra le più rinomate del territorio e tra i piatti tipici italiani più apprezzati.

Con il tempo si scoprirono le proprietà farmacologiche dello zafferano e quindi il risotto giallo si diffuse rapidamente nelle osterie e nelle taverne milanesi reputandolo una pietanza miracolosa!

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 gr. riso carnaroli
  • un cucchiaino di zafferano in pistilli
  • 125 gr. di burro
  • 1 lt. di brodo vegetale
  • 80 gr. di grana padano grattugiato
  • 40 ml di vino bianco
  • una cipolla piccola
  • sale pepe

Procedimento:

Mettere lo zafferano in infusione in poca acqua tiepida, meglio ancora la sera prima della preparazione del risotto.

In una casseruola far sciogliere metà del burro mentre l’altra metà servirà a fine cottura per mantecare. Inserire la cipolla tritata finemente e lasciare stufare a fiamma bassa per 10 minuti circa, aggiungendo, se necessario, qualche cucchiaio di brodo.

Diventata trasparente unire il riso e farlo tostare per 3/4 minuti; aggiungere il vino e lasciare sfumare.

A quel punto iniziare a incorporare il brodo senza smettere mai di mescolare e portare il riso in cottura.

A 5 minuti dalla fine della cottura inserire lo zafferano con la sua acqua di infusione, mescolare bene e togliere dal fuoco.

Mantecare con il grana padano e il burro freddo da frigo. Lasciar riposare qualche minuto e impiattare.

Molti amano porvi sopra un ossobuco creando il piatto unico più caratteristico in assoluto della Lombardia.

 

Abbinare un vino bianco sapido del Trentino-Alto Adige o un Merlot in purezza.

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Piatti tipici delle regioni italiane

Storia e ricetta della pasta alla carbonara

La Pasta alla carbonara, così come la conosciamo oggi, è uno tra i piatti tipici italiani più prelibati ed è una ricetta piuttosto recente, seppur qualche caratteristica la troviamo in piatti preparati già nel 1800. Risale ai tempi della Seconda guerra mondiale e due sono le teorie che si ipotizzano e in entrambe c’entrano gli americani.

La prima racconta che un giovane cuoco di origine bolognese, ingaggiato per preparare i pasti all’esercito americano, utilizzò le loro razioni di cibo (bacon, formaggio, crema di latte e polvere di rosso d’uovo) per preparare un piatto servito a generali e ufficiali che ne apprezzarono la bontà tanto da conquistare presto la fama nell’intera capitale.

La seconda teoria ipotizza che durante l’avanzata degli americani a Roma, arrivati per liberare la nazione dai tedeschi, l’esercito fosse formato da ragazzi molto giovani (tra i 19 ei 22 anni) che sentivano molto la nostalgia di casa. Per compensare questa mancanza, provarono a creare un piatto con ingredienti tipici della colazione d’oltreoceano (bacon, uova e formaggio) per gustare un pasto che ricordasse la loro patria.

Solo nel 1960 il guanciale prenderà il posto della pancetta.

Ingredienti per 4 persone:

  • 350 gr. spaghetti
  • 120 gr. guanciale
  • 30 gr. pecorino romano
  • 20 gr. grana padano o parmigiano grattugiato (facoltativo)
  • 3 uova + 1 tuorlo
  • sale
  • pepe

Procedimento:

Tagliare il guanciale a piccoli cubetti e farlo rosolare in una padella, con un po’ di pepe macinato fresco, fino a che le parti bianche di grasso diventino trasparenti e avrà tirato fuori tutto il suo “olio”. Spegnere il fuoco e tenerlo da parte.

Portare a bollore l’acqua (non abbondante perché deve rimanere ricca di amido), salare e versare la pasta. Intanto in una ciotola sbattere le uova, inserire una macinata di pepe e il pecorino finché non diventerà una crema omogenea.

Quando mancheranno 5 minuti alla fine della cottura della pasta, riportare sul fuoco la padella con il guanciale e versare dentro la pasta al dente facendola insaporire bene. Aggiungere un po’ alla volta l’acqua in cui è stata cotta la pasta fino a completare la cottura.

Spegnere il fuoco e attendere che diminuisca la temperatura (saranno sufficienti 2/3 minuti).

A questo punto versare le uova sbattute e mescolare velocemente facendo attenzione che non si cuociano ma che restino cremose.

Servire subito con una manciata di pecorino e una macinata di pepe fresco.

Da abbinare una birra artigianale di alta qualità o un Chianti toscano.

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piatti tipici delle regioni italiane

Storia e ricetta delle orecchiette alle cime di rapa

L’origine di questo piatto è incerta in quanto, fino ad ora, non sono stati trovati documenti ufficiali che ne attestino la nascita. Si ipotizza che il nome “orecchiette” sia stato dato perché la forma ricorda un piccolo orecchio e che siano state ispirate alla forma del tetto dei trulli, tipica costruzione pugliese.

L’ipotesi più accreditata racconta che le orecchiette sarebbero arrivate in questo territorio in epoca medievale, portate dalla dinastia francese degli Angioini, che governava i territori dell’Italia meridionale e che già in Francia produceva una pasta di grano duro molto simile.

Si trattava di piccoli dischetti molto spessi che venivano incavati al centro mediante la pressione del pollice in modo da facilitarne l’essiccazione.

Però inizialmente venivano utilizzati altri tipi di verdura, non la cima di rapa. Dopo diverse rivisitazioni, solo nella seconda metà del 1500 le orecchiette con la cima di rapa entrano a pieno titolo tra i piatti tipici italiani e della tradizione pugliese.

Ingredienti per 4 persone:

  • 350 gr. di orecchiette
  • 600 gr. di cime di rapa
  • 4 filetti di acciughe sott’olio
  • 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 2 spicchi di aglio
  • peperoncino
  • sale

Procedimento:

Pulire le cime di rapa eliminando le parti dure e lavarle bene sotto acqua corrente.

Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e poco prima che arrivi a bollore inserire la cima di rapa tagliata a piccoli pezzi.

Nel frattempo, in una padella far soffriggere l’aglio nell’olio, aggiungere i filetti di acciuga e un peperoncino tritato finemente.

Appena l’acqua avrà ripreso il bollore, versare le orecchiette e portarle a cottura.

Scolarle con una schiumarola e ripassare tutto in padella in modo da insaporire la pasta.

Servire con un filo di olio extravergine di oliva. Una variante consiste nello spolverare sul piatto una manciata di pane grattugiato reso croccante in padella con un filo d’olio.

Da abbinare un moscato rosé.

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Piatti tipici delle regioni italiane

Buon appetito!

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