1 Dicembre 2020
Polonia contro l'aborto

Polonia contro l’aborto: Cosa succederà dal 22 ottobre?

La Polonia piange lacrime amare, ma non è sola.
Le intense proteste dei movimenti femministi polacchi non sono bastate a fermare la legge che condanna l’aborto.

La Polonia contro l’aborto: il 22 ottobre 2020 ,la Corte costituzionale vieta la pratica anche in caso di grave malformazione del feto, giustificando l’azione come strumento di tutela per la vita di ogni individuo.

La legge è stata proposta da un gruppo di estrema destra, Diritto e Giustizia (in polacco Prawo i SprawiedliwośćPiS) fondato da  Lech e Jarosław Kaczyński  e attualmente rappresentato da Andrzej Duda e Mateusz Morawiecki.

Polonia contro l’aborto: L’iniziativa ha radici lontane

E’ utile ricordare, in primo luogo, che alle spalle di questa sentenza c’è  un quadro storico che fa della Polonia uno degli stati più cattolici e ultraconservatori in Europa, pur essendosi avvicinato maggiormente alla Chiesa cattolica solo dopo la seconda guerra mondiale.

In stretta connessione con tale retroscena religioso, sociale e culturale, vi è l’iniziativa del governo polacco che presenta radici altrettanto remote.

E’ il 1993 quando viene approvata la legge che dichiara legale l’aborto in soli tre casi:

  • rischio di morte della madre
  • stupro e incesto
  • malformazione del feto

I limiti entro cui poter abortire erano già estremamente restrittivi; a questi sono stati aggiunti i vari disegni di legge che nel tempo hanno cercato in tutti i modi di ledere questo diritto già labile di suo.

Nel 2016 infatti, viene avanzata una prima proposta di legge in materia.
Risultato? Non trova terreno fertile. I movimenti femministi si riversano nelle piazze e attraverso la black protestriempiono le strade di Varsavia in vivo segno di protesta.

Polonia contro l'aborto- The Web Coffee

Nel 2020, in pieno lockdown, il governo ripropone lo stesso identico intervento, ma con un enorme vantaggio:  sfruttare la complessa situazione generata dal virus per bloccare le proteste in strada, in virtù del divieto di assembramento.
Cogliere la palla al balzo non è mai stato così semplice!

I dati statistici, infatti,rilevano che il 98% degli aborti in Polonia avviene proprio per malformazione del feto; unico motivo che può essere adottato senza dover incorrere nella dimostrazione pratica di stupro,incesto o grave condizione di salute delle donne.

Polonia contro l’aborto: La sentenza

Dopo la bozza del disegno di legge presentato negli scorsi mesi, con la raccolta di 100.000 firme a favore di questo provvedimento, si sperava in un boicottaggio della proposta di legge considerato che, il Parlamento stesso aveva proposto il rinvio della decisione ad un’apposita commissione parlamentare, piuttosto che attuare un’approvazione immediata o una sua bocciatura.

Ma quel lieve barlume di speranza, nell’ evitare di portare la Polonia contro l’aborto, ha trovato il buio pesto della sentenza emanata dalla Corte costituzionale.

Alla lettura della decisione finale una donna, Julia Przylebska, giudice e presidente del Tribunale costituzionale polacco dal 2016, che ha giustificato il provvedimento paragonando il diritto all’aborto a “pratiche eugenetiche”.  Le stesse che utilizzò Hitler, per intenderci.

Un paragone aberrante, immorale e ingiusto, e per di più sentenziato da una donna.

La condanna alla pratica è esponenziale.

1) perché costringe le donna a sostenere un intervento delicato come quello dell’aborto in condizioni di clandestinità (tra gli  80mila e i 150mila annui) , di conseguenza vi è una pessima regolamentazione che tutela i fondamentali diritti – quello alla vita e alla salute; proprio in questa sede è intervenuta,più volte, la Corte di Strasburgo accusando la violazione dell’articolo 8 -che sancisce il diritto alla libertà privata.

2) perché condanna penalmente tutte coloro che praticano l’aborto e non solo; la sanzione – infatti- investe anche ogni individuo che collabora all’ interruzione volontaria di gravidanza, dai medici a tutti i gruppi femministi pro-choice che nel tempo hanno elaborato reti d’intervento a sostegno delle donne.

3) perché  perpetua una legge (quella del ‘93) già restrittiva e soffocante.

E’ così che vediamo la Polonia contro l’aborto. Non solo per quel minimo di libertà abusata e violentata, ma per i mezzi con cui viene messa a tacere bruscamente.

 

Polonia contro l'aborto-The Web Coffee

 

IMPORTANTE !!! 

Per un aiuto concreto vi segnaliamo una community  – Aborcyjny Dream Team- che attraverso un blog  https://zrzutka.pl/55g5gx , sta raccogliendo fondi per sostenere tutte coloro che avranno serie difficoltà – ora e in futuro- ad attuare l’aborto!

AIUTIAMOCI, E’ FONDAMENTALE!

 

 

 

 

 

 

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