Come aiutare una persona depressa – 5 mosse (e cosa evitare)

Come aiutare una persona depressa? Sabato 10 ottobre 2020 è stata la giornata mondiale della salute mentale, come ci dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha come obiettivo la sensibilizzazione di quante piú persone possibili in materia e l’investimento in servizi che permettano l’aiuto a chiunque soffra a causa di un disturbo mentale. Ha cercato, dunque, di dare una risposta a questa domanda tanto delicata quanto impellente.

Un disturbo molto frequente, se non il piú diffuso, è la depressione, considerata come la malattia dell’anima per eccellenza. Colei che spegne la voglia di vivere, facendo subentrare il vuoto. Anche se non ti colpisce in prima persona, molto spesso intacca la salute di amici, colleghi di lavoro, familiari.

Come aiutare una persona depressa? Leggi in nostro articolo, se vuoi sapere le 5 mosse da fare, e cosa, invece, dovresti evitare.

come-aiutare-una-persona-depressa The Web Coffee
come-aiutare-una-persona-depressa The Web Coffee

 

Il tabú attorno alla malattia: come aiutare una persona depressa

Anche se siamo nel 2020, parlare di depressione non è facile. C’è ancora un’aura di vergogna e di oscurità attorno alla parola stessa. Non a caso, sempre piú spesso si sente di suicidi o morti improvvise, di persone che si reputavano essere perfette, felici, calme, tranquille.

C’è ancora uno stigma attorno al termine depressione, tuttavia stiamo facendo dei passi in avanti. Il tema della salute mentale, o “mental health” è sempre piú discusso, soprattutto da grandi star quali Lady Gaga che incoraggiano percorsi terapeutici e confessano di avere per prime avuto a che fare con periodi bui.

Dobbiamo accettare che se si è affetti da depressione non si è un “pazzo” da rinchiudere in sanatorio. Ci sono molte campagne di sensibilizzazione e anche in internet si trovano dei siti quali “The Mighty”, che offrono testimonianze e reti di supporto da chi in prima persona è stato depresso.

Premessa: non esistono sentimenti negativi

La tristezza  e molti altri sentimenti poco piacevoli, quali rabbia, vergogna, collera, solitudine, ecc. vengono ancora oggi considerati  “sentimenti negativi”, preferibilmente da nascondere e dei quali non parlare apertamente. Continuare a legittimare questa divisione all’interno dei sentimenti, ossia distinguere i “positivi” dai “negativi” porta ad una vita non autentica.

Perchè invece, è meglio vivere in autenticità? Perchè lo scopo della vita non è essere felici, ma essere soddisfatti. Esatto, hai capito bene.

Essere felici è un’utopia, perchè sicuramente nel corso della tua vita privata e professionale, ti capiterà di subire delle perdite, ingiustizie, delusioni. È impossibile essere sempre e costantemente felici, specie nell’epoca odierna dominata dal capitalismo, che, instillando in noi nuovi bisogni fittizi, gioca con la nostra psiche e con il nostro desiderio di essere felici.

Meglio essere soddisfatti. E la soddisfazione arriva dopo l’attesa e dopo la fatica, dopo sacrifici e rinunce. Arriva dopo una serie infinita di no e di momenti nei quali si è pensato seriamente di gettare la spugna. La soddisfazione arriva quando siamo in grado di accettare tutti i sentimenti, dalla gioia alla rabbia, al dolore, e alla tristezza.

Aiutare una persona depressa: è tristezza o depressione?

Tristezza: un sentimento primordiale

Alzi la mano a chi, almeno una volta nella vita, non è capitato di essere triste. In realtà, la tristezza è uno di quegli stati d’animo che ci accompagnano fin dalla prima infanzia. Dalla fame, all’assenza della mamma. Dalle cadute, alle prime litigate a scuola. Dagli amori adolescenziali finiti male, alle prime delusioni lavorative. Eppure, nonostante questo sentimento ci sia familiare, la maggior parte di noi lo respinge.

Quando siamo tristi chiedere aiuto non è facile. Sin da bambini, la prima, meccanica reazione quando piangiamo, è quella di coprirci gli occhi con le mani. Ci isoliamo, ci chiudiamo in camera, ci allontaniamo. E non lo facciamo perchè “vogliamo stare da soli”. Lo facciamo perchè non sappiamo come chiedere aiuto.

Il problema è che se non impariamo a rapportarci con questo sentimento, anche in età adulta finiremo per avere le stesse identiche reazioni che avevamo quando eravamo bambini. E questa volta, senza la mamma che ci consola.

Cosa fare quando sei triste?

In primis, accetta il sentimento. Accetta che non sei felice e accetta le lacrime. Lo sapevi, oltretutto, che proprio le lacrime rilasciano ossitocina ed endorfine, contribuendo a risollevarci l’umore e a calmarci? Quindi un buon pianto, oltre che ad essere “liberatorio”, è anche salutare.

come-aiutare-una-persona-depressa The Web Coffee
come-aiutare-una-persona-depressa The Web Coffee

In secondo luogo, osserva i pensieri, soprattutto quelli “brutti”. Non prendere decisioni affrettate, non tirare le somme di nulla, non giudicarti. Non cadere nel binge eating  dove possibile. Soprattutto in questo stato emotivo nel quale sei labile, limitati ad osservare. Accetta la tristezza e permettiti di sentirla. Ti consigliamo anche di distrarti con cose che ti fanno stare bene: dal guardare video divertenti su You Tube, a serie su Netflix. Scrivere è un’ottima terapia pratica, per elaborare le emozioni e fare un po’ di sana introspezione. Se hai un cane o un animale domestico, dedicati a coccolarli e accetta il loro affetto. In alternativa, esci con un amico e parla di come ti senti.

Anche qui, come in tutte le cose, la parola chiave è “moderazione”. Quindi, passare tutto il pomeriggio su Netflix, o mangiare un intero barattolo di Nutella, o esternare la tua tristezza per 3 ore non ti faranno necessariamente sentire meglio.

Ti consigliamo di intraprendere attività pratiche, perchè il cervello umano non è bravo con il multitasking. Di conseguenza, facendo ad esempio un dolce, o costruendo qualcosa, tutta l’attenzione andrà sull’attività svolta, lasciandoti ben poco tempo per pensare. Provare per credere!

Cosa fare se la tristezza dura a lungo.

Ci sono delle differenze tra tristezza e depressione: quest’ultima implica a volte dei sentimenti di tristezza, la prima invece no, altrimenti, tutte le persone tristi sarebbero appunto depresse.

Tristezza è il sentimento che segue eventi dolorosi dai quali, di solito nel giro di qualche settimana, ci si riprende. Può essere la morte di un animale domestico, non aver superato un esame, la fine di una conoscenza o di un’amicizia.

Visto che però tutti abbiamo un modo di reagire diverso, complice anche la nostra storia personale, come siamo stati cresciuti, e l’impressione che abbiamo di noi stessi e che ci portiamo dentro, è ovvio che ciò che per una persona sia “facilmente superabile” per un’altra non lo sia.

Se ti senti triste per piú di due-tre settimane, con conseguente cambio di abitudini alimentari (ad esempio perdita di appetito) o dei ritmi del sonno (dormi troppo o non dormi affatto), e con sensazioni di vuoto costante e desideri autolesionistici, allora forse non sei piú solo triste. A questo punto, sapere come aiutare una persona depressa diventa fondamentale.

Depressione: cosa fare quando una persona vicina è depressa

La depressione non è semplice tristezza, ma il disturbo psichico più diffuso, nonché vero e proprio ambito di studio della salute mentale.

Non è facile vedere un amico, un collega, un familiare cadere vittima della depressione. Offrire aiuto è indispensabile, ma questo deve essere calibrato ed “intelligente”. Eccoti 5 mosse.

 

 

persona-depressa The Web Coffee
persona-depressa The Web Coffee

1. Come aiutare una persona depressa: fai capire che ci sei

Anche se le persone depresse tendono ad isolarsi perché si sentono impossibilitate a stare tra la gente, specie quella felice, non perdere l’occasione di far capire loro che ci sei. A volte, un gesto vale più di mille parole. Se hai un collega che si trova in un particolare momento della sua vita, lasciagli un post-it con una bella dedica nella sua postazione di lavoro. Se tuo padre non è più lo stesso, prova a suggerirgli una delle sue attività preferite da fare insieme. Se è una cara amica a sentirsi giù, comprale dei fiori.

In ogni caso, non occorre alcun gesto eclatante. La cosa importante è non essere invadenti. Soprattutto chi si trova in un periodo buio per la prima volta ha bisogno di capire “come comportarsi”, quindi dai loro tempo e mostra compassione.

2. Cosa non fare: non atteggiarti psicologo/a

Ovviamente, da fuori la prospettiva è ben diversa. A noi sembra che la persona cara si stia buttando giù eccessivamente, anzi, che sia addirittura in caduta libera. Così, anche se spinti dalle più buone intenzioni, ci mettiamo a cercare, e magari a parlare con chi ne sa di più. Non ci pensiamo due volte e finiamo per consigliare libri, una seduta di prova da un “bravo psicologo”, inviamo link su siti che promettono un approccio miracoloso alla depressione. Quando ci sentiamo in dovere di capire come aiutare una persona depressa, non dobbiamo avere la mania del super-eroe. Attieniti al tuo ruolo di amico.

Anche se la tentazione di aiutare concretamente la persona cara è plausibile, evita di fare lo/la psicologa, dando consigli non richiesti e soprattutto, dicendo cosa la persona dovrebbe o non dovrebbe fare. In questo modo, non farai altro che trasmettere pressione e far sentire loro un peso.

Nessuno è depresso per scelta (o almeno, lo vogliamo credere). Questa malattia mentale, infatti, ruba la gioia di vivere, facendo perdere l’interesse in cosa un tempo ci piaceva e catapultandoci in un buco nero. La persona depressa vuole aiuto, molte volte non sa come chiederlo, e vuole sentirsi comunque capita e supportata. Non ha bisogno di una lezione di vita, ma di una spalla d’appoggio.

3. Aiutare un amico depresso: manda good vibes e circondali di felicità

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato l’importanza di fare movimento fisico – non solo in caso di depressione e di salute mentale, ma per la salute nel suo senso generale- e l’importanza di provare sensazioni positive.

Tralasciando veri o presunti scompensi a livello chimico nel cervello (ricordiamo che la depressione colpisce ognuno in modo diverso), aumentare il livello di ossitocina e di endorfine aiuta a sentirsi meglio.

Quindi via libera ad abbracci, a cibi buoni e gustosi, alle risate e ai momenti passati in compagnia. Sorprendi la persona cara con piccoli gesti. Vedrai che, anche se a te non sembra, saranno davvero apprezzati e sicuramente potranno aiutarla ad aprirsi ulteriormente.

4. Cosa fare: apriti per primo

Molto spesso, quando diciamo “capisco come ti senti” non lo capiamo affatto. E la persona coinvolta lo sa benissimo. Proprio perchè lei sente che c’è un divario, sente di non potersi aprire.

Se ci tieni veramente alla persona in questione e vuoi offrire un aiuto concreto, parla di te. Senza strafare, apriti e parla di un momento particolare della tua vita nel quale ti sei sentito depresso o solo e di come tu lo hai affrontato. Non dare consigli, ma parla di esempi pratici.

Normalizza il loro stato d’animo e – nel caso stiano prendendo dei farmaci- mostrati compassionevole. Nel caso stiano andando da uno psicologo o psicoterapeuta e per primi abbiano avuto il coraggio di parlartene, mostrati aperto e incoraggia il loro cammino personale verso la guarigione.

 

come-aiutare-una-persona-depressa The Web Coffee
come-aiutare-una-persona-depressa The Web Coffee

5.  Cosa non  fare: alla larga da “certe frasi”

Ci sono certe frasi che è meglio non dire, soprattutto al diretto interessato. Stiamo parlando di “Non è la fine del mondo”, “Non hai niente, sei solo triste”, “Fidati che passa”, o peggio ancora “È tutto nella tua testa”. Se a dire queste frasi è un familiare, il diretto interessato si sentirà in primis non capito, e successivamente, senza una rete di supporto. Per questo, se ti stai relazionando ad un collega o ad un amico, agisci diversamente. Del resto, gli amici sono proprio la famiglia che ci scegliamo.

Frasi del genere mostrano non solo mancanza di sensibilità, ma dei limiti mentali che tu stesso hai nei confronti della depressione. Con queste frasi non farai altro che minimizzare un problema serio, per il quale ogni anno in Italia e nel mondo perdono la vita troppe persone.

Utilizza piuttosto frasi quali “Se hai bisogno, ci sono” , “Ne uscirai piú forte di prima”, “Questa è la tua occasione per confrontarti con limiti e sfide e per crescere personalmente”. Fai trasparire speranza e positività in quello che dici.

Come aiutare una persona depressa: e se fossi tu?

Nel caso sia tu a soffrire di depressione, ti consigliamo di cercare una forte rete di supporto. Se non riesci a trovarla nella famiglia, speriamo che almeno in un amico tu possa vedere una spalla sulla quale piangere.

Non avere paura a cercare uno psicoterapeuta, in alcuni casi, troverai dei centri convenzionati. Se vuoi intraprendere il cammino della terapia, informati sui differenti approcci. Ad esempio, la terapia cognitivo-comportamentale è molto piú pratica rispetto alle varie tecniche freudiane, in quanto cerca soluzioni pratiche ai problemi.

La cosa piú importante da tenere a mente però è che puoi uscirne. Non hai alcun morbo. Anzi, vedi la depressione come un’opportunità di crescita personale. Del resto, basta vedere molti entrepeneurs e celebrità affermati: la maggior parte di essi ha avuto un’infanzia difficile o periodi bui, che li ha resi persone molto piú forti.

Cerca un modello da seguire – che sia un cantante, un attivista, uno scrittore. Concentrati sulla positività e pratica self-care. Vedrai, ne uscirai piú forte di prima.

Views All Time
Views All Time
143
Views Today
Views Today
2