Ottobre, anche nel 2020, mese di prevenzione dal tumore al seno. Visite gratuite in tutta Italia

Il mese di ottobre si tinge di rosa. Al via, con la campagna promossa dalla LILT, l’attività di screening e prevenzione contro il tumore al seno che prevede visite senologiche gratuite.

Locandina della campagna LILT per la prevenzione del tumore al seno
Locandina della “LILT for Women – Campagna Nastro Rosa 2020”

La campagna di sensibilizzazione al tumore al seno

In una fase storica delicata di pandemia globale, il Covid-19 ha catalizzato l’attenzione mediatica e dell’intera popolazione, lasciando in secondo piano problematiche, attività e sensibilizzazioni riguardanti patologie che continuano comunque ad esistere e a causare decessi.
Tra queste troviamo sicuramente i tumori mammari, che rappresentano il 30% della totalità di tumori maligni diagnosticati alle donne.

L’obiettivo di questa campagna, intitolata “LILT for Women – Campagna Nastro Rosa 2020” è quello di sensibilizzare la popolazione su questo tema e di spingere la popolazione femminile ad effettuare visite e controlli di prevenzione.

Sulla locandina è visibile la scritta “E’ ora di prenderti cura di te” stampata sulla t-shirt della testimonial, Benedetta Rinaldi (coordinatrice nazionale della Consulta femminile LILT  e nota giornalista Rai). E’ una frase d’impatto, diretta. A te, donna, che stai guardando. Devi pensare a te, alla tua salute. In questo mondo che a volte si rivolge più agli uomini, oggi, in questo mese soprattutto, sei tu la cosa più importante.
Sotto la scritta, ci sono due orologi. Della serie: “Sveglia! “Il treno ha fischiato” direbbe Pirandello.

Durante la conferenza di presentazione della campagna si è parlato di quanto sia importante la diagnosi precoce, ai fini di una guarigione definitiva dalla malattia, senza eccessivi segni e/o cicatrici in una parte del corpo così importante per una donna.

Il seno è, infatti, l’emblema della femminilità. E’ simbolo di maternità, di bellezza estetica e sessuale. E’ semplicemente simbolo di donna in tutte le sue mille (e più) sfaccettature. Dovrebbe essere intoccabile. Eppure ci sono varie donne che lottano per poterlo salvare (e salvarsi). Un esempio è quello di Shannen Doherty, che da 3 anni lotta contro un tumore al seno e che di recente ha raccontato della sua attuale situazione (che non è delle migliori).

Tumore al seno: dove, quando, a chi rivolgersi?

Le visite senologiche gratuite potranno essere fatte, durante l’intero mese di ottobre, presso le associazioni provinciali LILT e i 400 ambulatori attivi sull’intero territorio nazionale. Semplice la procedura di prenotazione: basterà  chiamare il numero verde SOS LILT 800998877.

I dati dei tumori mammari 

Secondo i dati LILT nel 2019 sono stati diagnosticati 53.200 casi di tumore al seno in Italia. E’ un dato importante e in leggero aumento (nel 2018 erano 52.800).
La sopravvivenza a 5 anni da una diagnosi di tumore mammario si aggira attorno all’87%, a 10 anni dalla diagnosi scende all’ 80%.

Un altro dato importante riguarda la probabilità di guarigione. Quando la misura del tumore è di meno di un centimetro, questa va addirittura oltre il 90%.

La prospettiva di vita dopo una diagnosi di tumore al seno è quindi abbastanza ottimista. Certo è che, più tempestivo sarà l’intervento, maggiore sarà la probabilità di guarigione definitiva. Per questo si insiste così tanto sulla prevenzione.
E’ stato pubblicato anche un opuscolo dalla LILT in cui si parla della patologia, della prevenzione, della diagnosi, della terapia, dei risvolti psicologici.

In uno studio, pubblicato su The Lancet Global Health, si legge che nel 2018 i casi di tumore al seno sono stati 2,1 milioni in tutto il mondo, rappresentando il 24% dei nuovi casi di cancro tra le donne. Sono state evidenziate le differenze tra i vari Paesi in base all’indice di sviluppo umano. I tassi di mortalità risultano essere superiori in regioni in fase di transizione economica, sia in caso di tumore al seno diagnosticato  in pre-menopausa (47% in Paesi con indice di sviluppo umano più basso, 11% in Paesi con indice di sviluppo umano più alto) , sia nel caso in cui la diagnosi è avvenuta nel post-menopausa (56% contro il 22%)

Questa ricerca ha quindi evidenziato quanto siano importanti sia la diagnosi precoce e la prevenzione, sia l’accesso equo alle cure. E’ difficile combattere le differenze socio-economiche all’interno di un Paese, figuriamoci nel mondo intero. La situazione riportata è però abbastanza allarmante da farci riflettere sul peso enorme che queste differenze hanno anche in un ambito che dovrebbe essere sicuro ed egualmente accessibile in ogni parte del mondo.

Una cosa è certa: l’arma ad oggi sicura contro questa malattia è la prevenzione.
Spesso ci si lamenta della sanità italiana, dei costi eccessivi, dei tempi lunghissimi.
Quella di questo mese è un’opportunità. E tutte le opportunità vanno colte. Per se stessi, o meglio, per se stesse.

 

 

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