28 Ottobre 2020
capitano giallorosso

Tanti auguri al capitano giallorosso, con il numero 10: Francesco Totti

Oggi 27 Settembre, compie 44 anni colui che è simbolo eterno di Roma, capitano giallorosso, icona italiana del calcio e dello sport nel mondo: semplicemente Francesco Totti.

Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso
Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso

 

Da bambino a uomo

Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso
Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso

 

Francesco Totti nasce il 27 Settembre del 1976, nel quartiere popolare di Porta Metronia, da papà Enzo (detto Sceriffo) e mamma Fiorella, nella città del più grande impero mai esistito nella storia, nel luogo che ospita meraviglie come il Colosseo, Altare della Patria, Fori Imperiali, piazze e fontane, divenute ormai famose e parte integrante dell’esistenza della città. Lui: l’ottavo Re di Roma.

Sulla carta d’identità, sotto la voce professione c’è scritto ex calciatore, ma Francesco Totti è stato, è ancora oggi e sarà per sempre l’idolo di tutti i bambini, ragazzi che iniziano a tirare i primi calci al pallone. È l’espressione di un calcio antico, genuino e romantico, che oggi non esiste più: i concetti di bandiera, di fedeltà, di attaccamento ad una sola ed unica maglia sono stati sostituiti da keywords come business e budget, che spingono le società sportive, come delle vere aziende, ad organizzare al meglio i propri profitti.

Francesco Totti muove i primi passi nel mondo del pallone a sette anni, nella squadra della Fortitudo, per poi passare nel campionato dilettantistico e successivamente approdare alla Lodigiani.

All’età di 12 anni il destino bussa alla sua porta, ma stava per compiere un brutto scherzo; infatti era tutto pronto per il suo trasferimento alla Lazio.  Chi lo avrebbe mai detto?

L’eterna rivale stava per infrangere il sogno di quel bambino, da sempre tifoso dei colori giallorossi. Per un colpo di astuzia dell’allora presidente Dino Viola, il futuro capitano giallorosso passa nelle giovanili della Roma, in cambio di due giocatori e spicci.

Finalmente a Trigoria può vestire la maglia da lui tanto ambita e desiderata sin dalla nascita. Contemporaneamente osserva ed ammira le gesta del suo idolo di sempre, Giuseppe Giannini: centrocampista degli anni ’80, capitano, simbolo della Roma e della romanità per circa quindici anni di carriera. Totti cresce, impara i segreti del mestiere vicino a lui e nella sua testa inizia a diffondersi il pensiero di imitarlo nel prossimo futuro.

 

Da uomo a calciatore

Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso
Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso

L’esordio in serie A di Francesco Totti avviene il 28 marzo del 1993, a soli 16 anni in un Brescia-Roma, Boskov ha il merito di farlo entrare nei minuti finali del match. L’anno successivo viene ingaggiato come allenatore Carlo Mazzone, personaggio unico, trasversale e che per Francesco somiglia molto di più ad una figura paterna che ad un allenatore, come da lui stesso dichiarato in svariate interviste.

Mazzone ritiene Totti “un talento purissimo”, ne gestisce accuratamente le prestazioni in campo e sotto la sua guida il campione giallorosso guadagna la titolarità nelle varie competizioni della prima squadra.

Si intuisce che  Totti sia un predestinato, anche se nel 1996 il destino prova a fargli il secondo brutto scherzo della carriera. Quell’anno sulla panchina giallorossa c’è Carlos Bianchi e i rapporti tra lui e il futuro capitano giallorosso non sono idilliaci. Infatti era tutto deciso per il trasferimento alla Sampdoria (di Mancini e Vialli), ma le sorprendenti prestazioni di Totti nel Torneo Città di Roma fanno fare marcia indietro alla trattativa con il conseguente esonero di Bianchi.

L’annata successiva arriva Zeman, che cambia radicalmente la mentalità e l’aspetto atletico e tattico dell’ormai imminente capitano della Roma. Totti ha una maturazione calcistica: per quanto riguarda l’aspetto tecnico-tattico, si dimostra adatto ai rigidi schemi dell’allenatore boemo (il famoso credo del 4-3-3), dimostrandosi abile e disposto alla corsa e al sacrificio, consentendogli una maggiore potenza ed esplosività muscolare.

Dal punto di vista mentale Francesco diventa sempre di più punto di riferimento all’interno dello spogliatoio giallorosso. Il primo vero passo verso la consacrazione però, è l’investitura da parte dei suoi compagni di squadra ad indossare la maglia numero 10, la casacca che da sempre identifica il giocatore più forte, più talentuoso e che ogni bambino ha come sogno nel cassetto.

Da calciatore romano e romanista a capitano giallorosso

Il primo passo verso la leggenda avviene esattamente il 31 Ottobre del 1998: Aldair, storico difensore giallorosso, durante un match di Coppa Italia con l’Atalanta, cede la fascia da capitano a Francesco Totti.

È il sogno che si avvera: Francesco entra nella storia della società, eguagliando Giannini, ma non ancora sa che diventerà leggenda.

Nell’annata 2000-2001 alla Roma vi è una mini rivoluzione: in panchina arriva Fabio Capello e la società acquista Montella e Batistuta, i quali formeranno insieme al capitano giallorosso un tridente d’attacco da sogno. La stagione termina il 17 Giugno 2001 con la conquista dello Scudetto, il primo ed unico della carriera di Totti.

Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso
Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso

Iniziano ad arrivare i primi riconoscimenti personali per il numero 10 e il capitano giallorosso aumenta sempre di più il suo bottino di reti nelle varie competizioni: il merito è del cambiamento di ruolo e posizione in campo, passando da trequartista o mezza punta, a punta centrale.

Nelle successive stagioni, con l’ingaggio di Luciano Spalletti come allenatore, Francesco Totti inizia la sua ascesa verso i grandi del calcio italiano e internazionale, deliziando i tifosi degli stadi con giocate e goal di rara bellezza. Uno fra questi è il Cucchiaio a San Siro contro l’Inter, che il capitano giallorosso classifica come uno dei suoi migliori colpi realizzativi della sua carriera.

 

 

 

Il termine Cucchiaio in ambito calcistico lo ha coniato lui stesso con la celebre frase “Mo je faccio er cucchaio”. Sta ad indicare quella traiettoria a parabola discendente, impressa con un tocco dolce nella parte bassa del pallone, che risulta imparabile per il portiere. La prima volta che Totti ha mostrato questa sua giocata è stata durante i calci di rigore della semifinale degli Europei del 2000, fra Italia e Olanda, con quest’ultima padrona di casa. Totti in più interviste e discorsi con i suoi ex compagni di nazionale, ricorda che quel gesto è stato frutto di una scommessa avvenuta nello spogliatoio e che avrebbe fatto abbassare le arie al portiere olandese.

 

Da capitano giallorosso a leggenda nazionale

 

Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso
Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso

Il 9 Luglio 2006, in quella che è ricordata come una delle giornate memorabili del calcio italiano e della Nazionale, Francesco Totti alza al cielo la Coppa del Mondo. Da premettere che la presenza del capitano giallorosso ai mondiali è stata fortemente messa a rischio dal grave infortunio procuratosi ben quattro mesi prima (rottura del perone). Ma l’efficacia delle cure e il suo atteggiamento professionale da campione, gli hanno consentito far parte del gruppo e di essere determinante per la squadra e i risultati del cammino azzurro: suo è il rigore decisivo realizzato contro l’Australia. Dopo aver vinto i Mondiali di calcio, indossando per altro la maglia numero 10, Totti decide di ritirarsi dalla Nazionale per concentrarsi solo sulla Roma.

Nelle due annate successive al Mondiale, sotto la guida Spalletti alla Roma, Totti si consacra a suon di goal e nella stagione 2007 vince il premio Scarpa d’Oro con ben 32 marcature stagionali. La squadra capitolina grazie al capitano giallorosso conquista due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana.

Negli anni che vanno dal 2008 al 2015 la Roma non vince trofei, ma consente a Francesco Totti di battere molti dei record in campionato e qualcuno a livello internazionale; il capitano giallorosso diventa il miglior realizzatore della Serie A con un’unica maglia, miglior realizzatore della Roma di tutti i tempi, secondo miglior marcatore della Serie A (250 goal), giocatore con più presenze nei derby, miglior marcatore nei derby con 11 reti e diventa il giocatore più anziano ad aver segnato in Champions League (38 anni), massima competizione internazionale.

Gli ultimi anni della sua carriera alla Roma sono caratterizzati dai problemi fisici e dai rapporti non idilliaci con Spalletti (alla seconda esperienza capitolina) e con parte della dirigenza, in particolar modo con il presidente James Pallotta.

Il 28 Maggio 2017, dopo 25 anni di amore per la maglia della Roma, Francesco Totti dà l’addio alla squadra del suo cuore e al calcio, appendendo definitivamente gli scarpini al chiodo. Per l’occasione lo Stadio Olimpico si riempie in ogni angolo possibile, dai tifosi romanisti, agli amanti del calcio e dello sport e spiccano anche personaggi dello spettacolo. Francesco, insieme ad Ilary e ai suoi figli Christian, Chanel ed Isabel, legge una lettera commovente e abbraccia simbolicamente tutti i presenti che sono quasi tutti con le lacrime. Anche lo stesso capitano giallorosso fa fatica, si emoziona e in certi momenti il pianto ha il sopravvento.

Riesce comunque a leggere le parole che aveva scritto con tanto amore per la sua gente, per tutti quelli che lo hanno ammirato e sostenuto, per la Curva Sud, la sua e anche per tutti i tifosi delle altre squadre che lo hanno visto esultare. Emblematicamente slaccia per l’ultima volta la sua fascia da capitano giallorosso e la mette al braccio di un bambino, che lo guarda con gli occhi pieni di gioia; Francesco li fissa e rivive in pochi istanti la sua carriera.

In cuor suo Totti sperava che questo momento non arrivasse mai o non si fosse concretizzato al termine di un’ultima stagione piena di litigi, musi lunghi, incomprensioni e malumori con allenatore e dirigenza.

Chiude la sua straordinaria carriera con uno score di 786 partite disputate e 307 reti realizzate, tutte ed unicamente con la maglia della Roma.

 

 

Totti dopo il campo di calcio

Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso
Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso

Dopo il ritiro ha iniziato subito la carriera da dirigente, sempre nella Roma, ma a causa di divergenze con la proprietà se ne separa un anno dall’inizio della collaborazione, muovendo accuse in particolar modo verso il presidente Pallotta, colpevole secondo Totti di decidere a distanza, fidandosi di persone sbagliate che non conoscono e non vivono fino in fondo le vicende della squadra a Trigoria.

Nel 2020 fonda due società per la gestione e la consulenza e assistenza per club e calciatori: si impegna a ricercare nuovi talenti in giro per il mondo e diventare il loro manager.

 

Il pilastro portante del capitano giallorosso

Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso
Francesco Totti, auguri al capitano giallorosso

La famiglia per Francesco Totti è sempre stata il punto di riferimento principale: quella di mamma Fiorella e papà Enzo che gli hanno trasmesso i valori semplici, importanti e fondamentali della vita. Ma lo è anche la famiglia con Ilary Blasi, la donna con cui si è sposato il 19 giugno 2005 e con cui ha avuto tre figli: Cristian di 14 anni, Chanel di 13 anni e Isabel di 4 anni.

In numerose interviste ha affermato che Cristian gioca nelle giovanili della Roma e che vorrebbe calcare le orme del padre, ma papà Francesco frena e vola basso: solo se dimostrerà di avere talento e più bravura dei compagni giocherà; altrimenti siederà in panchina oppure cambierà sport. Anche qui vengono fuori i principi di meritocrazia e di rispetto verso le scelte altrui, inculcati dai genitori e che hanno caratterizzato la personalità e l’immagine semplice ma gloriosa di Francesco Totti.

 

Prossimamente al cinema

Nei giorni 19, 20 e 21 di Ottobre, uscirà nelle sale di tutti i cinema il docufilm intitolato “Mi chamo Francesco Totti”, diretto da Alex Infascelli, tratto dal libro “Un capitano”, scritto da Totti con Paolo Condò ed è un viaggio che parte nella notte che precede il suo addio al calcio, ore di bilanci e riflessioni, in cui il capitano giallorosso ripercorre tutta la sua vita, come se la vedesse proiettata su uno schermo insieme agli spettatori. Qui sotto potete vederne uno stralcio.

 

 

In attesa di scoprire se avremo tra qualche anno un nuovo Totti sul rettangolo verde di gioco e impazienti di vedere la sua storia raccontata sul grande schermo, auguriamo all’unico ed inimitabile numero 10 della storia della Roma, al capitano giallorosso Francesco Totti, i migliori auguri di compleanno per i suoi 44 anni. Daje Capità!

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