28 Ottobre 2020

Barbie Vagina: che cos’è la labioplastica ?

Barbie Vagina: il trend che impazza. Che cos’è e quanto è utile ?

Le notizie sul web non smettono mai di stupirci!
Oggi parliamo di una tendenza diffusa  già da un po’ nel background femminile: la labioplastica, o se vogliamo utilizzare i suoi epiteti radical chic: Barbie Vagina/ Vagina Design .

Che cos’è la Barbie Vagina?

https://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/opere-commentate/cerca/commentaire_id/lorigine-du-monde-125.html

Premettiamo che la pratica  della -propriamente detta-  labioplastica o  Barbie Vagina o Vagina Design, rientra in una branca della chirurgia estetica  (a sua volta branca della chirurgia plastica) secondo cui vi è la possibilità di sottoporre i genitali femminili ad un intervento  volto a modificare e  ridurre le dimensioni delle piccole labbra /ninfe (interne) e delle grandi labbra/ valve (esterne);  quelle dolci pieghe che disegnano – alla Courbet -“L’origine du monde”.

Le due attribuzioni mainstream di per sè risulterebbero,quindi, un po’ inadeguate. Le modifiche apportate, infatti, riguardano la VULVA, ossia l’apertura esterna degli organi genitali femminili esterni. E’ qui che la labioplastica agisce- non nella VAGINA- parte elastica e muscolare del tratto genitale femminile.

Appurate queste “lievissime” sfumature che conferiscono un nome apparentemente improprio a questo fenomeno, passiamo a comprendere per quale motivo questo intervento chirurgico stia impazzando tra le donne.  Partiamo con ordine.

La labioplastica è tendenzialmente usata in tre casi:


  1. per modificare una condizione congenita come quella dell’ intersessualità, intesa come la possibilità secondo cui 6 diversi fattori che descrivono biologicamente ciascun individuo, e quindi (cromosomi, ormoni,genitali esterni e interni, caratteri sessuali secondari, gonadi ) siano presenti in combinazioni diverse, ritenute atipiche rispetto ai classici standard del maschile e del femminile*; altri difetti congeniti quali atresia vaginale  o agenesia mulleriana  o per alterazioni delle dimensioni delle labbra, della forma e  del colore in seguito al parto;
  2. per far fronte alle frequenti infezioni vaginali causate da genitali esterni troppo esposti o per evitare fastidi che per la maggior parte delle volte sfociano in  dolori dovuti alla pratica di alcuni specifici sport;
  3. per modificare, con soli scopi estetici, tutte le caratteristiche della vulva non ritenute particolarmente apprezzate dagli standard ; quindi -in sostanza- pur non sussistendo nessuna delle cause suddette, vi sono donne che volontariamente decidono di sottoporsi a questo tipo di intervento per rimodellare alcune parti dei genitali esterni, agendo in particolar modo su presunte asimmetrie della vulva, labbra troppo grandi o troppo sporgenti e via dicendo.

    Chi richiede la Barbie Vagina?

Barbie Vagina

Di certo quasi tutti i motivi elencati che inducono molta gente a ricorrere a questo tipo di intervento risulterebbero più che plausibili a sostenerne la causa; il problema è lo sproporzionato numero di richieste d’intervento da parte di ragazze giovanissime che per motivi ben lontani dalla “necessità” decidono di modificare il proprio corpo.

Questa ossessiva smania di dover avere una vulva che ricordi quella di Barbie – con piccole labbra contenute completamente in quelle grandi che consentono quindi un appiattimento totale delle parti intime- sembrerebbe esser scoppiata  dapprima in America, che di stereotipi, lo sappiamo, ci vive.
In Italia- ad esempio- all’oggi son più di 100.000 le richieste annuali di labioplastica. E la gran parte è di giovani donne.

C’è chi – per questa pratica- accusa il porno, chi accusa l’utilizzo smodato di internet, chi accusa gli uomini di assoluta criticità nei confronti delle forme “poco sinuose dei genitali”.

Però parliamoci chiaro! Questo retorico bisogno di dover  accusare qualcosa o qualcuno riguardo decisioni puramente personali ed intime – che eludano ovviamente i casi in cui vi è appunto un’esigenza- comincia a far acqua un po’ da tutte le parti.

Il fatto che ragazzine anche sotto i 18 anni si sottopongano ad un intervento simile, supportando dei costi non proprio esigui -considerata la giovane età (se non associato ad altri interventi i costi per una labioplastica si aggirano tra i 1.500- 2.000 euro), lascia supporre che vi sia l’appoggio diretto  di qualcuno : genitori o tutori che siano.

D’altro canto il costo dell’intervento risulta una “spicciolata” se sostenuto da una fascia d’età un po’ più alta.
Quindi, tirando le somme, in entrambi i casi vi è una facilitazione volontaria e forse un po’ speculativa in questo campo.

Piuttosto che accusare sempre ciò che è “politicamente non corretto”, come il porno ad esempio, dovremmo rivolgere l’attenzione a chi enfatizza i risultati post- operatori, a chi cerca di vendere perfezione e a chi medicalizza qualsiasi cosa.

Come testimonia la BBC, attraverso l’intervista di una ginecologa, le richieste di sole adolescenti con meno di 15 anni tra il 2015 e il 2016,  in Inghilterra, sono state esattamente 150 su un campione di 200 ragazze con meno di 18 anni.

I numeri parlano più delle parole! Ognuno è libero di fare quel che meglio crede con il  proprio corpo, però ciò non esclude il fatto che vi siano delle motivazioni sulla base delle quali agire,e che se una motivazione è mero  frutto di pressioni sociali che richiedono un determinato tipo di seno, di gluteo, di labbra e di vulva , non bisogni agire sul corpo se prima non si è incorsi in una valutazione psicologica di ciò che ci causa un dato disagio.
Non lasciatevi ingannare, addolcire e piegare da logiche di consumismo che pretendono una conformità non più solo negli abiti, ma addirittura nei tratti somatici e ancor più invasivamente nella vostra intimità.

Godetevi il vostro corpo per quello che è : le strade non son tutte piane, i laghi non di certo tutti profondi. Persino i fiocchi di neve son tutti diversi tra loro.

*Le teorie queer. Un’introduzione- Lorenzo Bernini

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