Delizie dal mondo: Reynisfjara, la spiaggia nera d’Islanda

Maria Gismondi

Reynisfjara: l’ammaliante spiaggia nera d’Islanda

L’autunno è ormai alle porte e questi mesi estivi, che pian piano si trasformano in melanconici ricordi,   ci avranno sicuramente regalato dolci passeggiate in riva a spiagge dorate,  nuotate rinfrescanti, qualche cocktails dal sapore esotico, energici happy hour e mascherine fluttuanti.

L’idea di dover abbandonare tutte queste saporitissime abitudini lascia un po’ interdetti, specie in un periodo di facile mutevolezza come quello che stiamo vivendo. Ma non preoccupatevi del cambio stagione!

Non abbiate paura di non poter più correre liberi con i piedi nella sabbia schizzando granelli sul telo mare del tipo accanto, che le distanze di sicurezza non le conosceva già da prima del Covid- 19 e ha posizionato le sue svariate attrezzature da mare in modo tale che voi non possiate neanche respirare. Non vi allarmate assolutamente!  La soluzione c’è e non è il Samsara  Beach nè tantomeno Baia Verde, ma qualcosa di un po’ più fuori dall’ordinario (e dall’afa).

L’allettante meta che vi proponiamo qui di seguito è Reynisfjara, in Islanda,  una spiaggia di origine vulcanica a circa 180 km dalla capitale Reykjavík.

La spiaggia nera di Reynisfjara
La spiaggia nera di Reynisfjara Fonte: https://www.sygic.com/it/travel

E’ possibile raggiungere questa spiaggia ( a circa due ore di macchina dalla capitale) passando per il villaggio di  Vík í Mýrdal , situato in una delle 8 regioni d’Islanda, la Terra del Sud.

Faraglioni (Reynisdrangar)

Lo splendore di questo luogo magico  è sicuramente dato, oltre che dalle tonalità scure della spiaggia, dal panorama suggestivo immerso nella nebbia da cui è possibile ammirare due imponenti faraglioni, propriamente Reynisdrangar, riversi sul mare.

A tal proposito c’è una piccola curiosità da sapere! Una leggenda popolare narra che queste due sculture naturali, prima di esser tali, fossero due Troll, creature misteriose molto timide e con una certa antipatia per la luce del sole.
Infatti, i due abitanti dell’isola, intenti a rubare una nave nelle vicinanze della spiaggia, furono sorpresi dalla luce del Sole, abbagliati dalla stessa e subito pietrificati per punizione.

Rejnisfjara
I due faraglioni Rejnisfjara fonte: https://www.cosasifa.com/2020/06/28/sulla-spiaggia-dei-troll/ 

Le colonne in basalto 

Le caratteristiche vulcaniche di questo luogo  non sono visibili solo grazie alla spiaggia nera formata dai detriti. E’ possibile ammirare una parete rocciosa un po’ singolare. Si trova a pochi metri dal mare ed è costituita interamente in giunti colonnari di basalto, una roccia effusiva di origine vulcanica, per l’appunto.

L’aspetto colonnare descrittivo di queste rocce è dato da fratture estensive di origine lavica; infatti , laddove la colata non è riuscita a smaltire le tensioni, ha provocato delle  fratture con il conseguente risultato di  uno splendido complesso architettonico tutto al naturale.

Rejnisfjara
Colonne in basalto Reynisfjara Fonte: https://mybestplace.com/

Alle spalle delle colonne in basalto possiamo ammirare un altro prodigio di madre natura: una  grotta di scorrimento lavico rinominata “kirkjan” – “chiesa” per la sua struttura che ricorda le caratteristiche tipiche del luogo sacro.

Non è un caso che questa meravigliosa spiaggia nera sia meta prediletta per molti fotografi, data la spettacolarità del suo paesaggio e la presenza di una curiosa fauna.
Infatti qui  i vostri sguardi attenti potranno incrociare  quelli di anatre di mare, gabbiani tridattili e delle simpaticissime pulcinelle di mare, dall’inconfondibile aspetto delineato da un insolito becco triangolare di colore rosso, giallo e blu.
Probabilmente ne ricorderete una di nome Hans nel film animato “I pinguini di Madagascar” .

Rejnisfjara
Pulcinella di mare Rejnisfjara Fonte: https://www.focusjunior.it/animali/pulcinella-di-mare-fatti-e-curiosita/

Ma attenti però!

Questa Reynisfjara è tanto bella quanto insidiosa. E’ utile informarvi riguardo la pericolosità di queste spiagge oceaniche dove l’acqua è gelida, la risacca è molto forte e le onde, oltre che imprevedibili possono ingrossarsi parecchio, per cui sarebbe premuroso non avvicinarsi troppo a riva.

Piccola curiosità

Le ultime scene del film “Noah” di Darren Aronofsky con Russel Crowe nei panni del patriarca biblico sono state girate proprio qui, in particolare nella  grotta di Raufarhólshellir.

 

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