Si ritira Davide Moscardelli: il bomber social dice basta a 40 anni

Alex Rossi

Davide Moscardelli ha deciso di dire basta. A quarant’anni suonati, dopo aver incantato i campi di periferia di tutto lo stivale, la punta nata in Belgio appende gli scarpini al chiodo al termine della stagione più travagliata della storia del calcio. L’età, il lockdown e i nuovi protocolli hanno certamente inciso sulla sua decisione.

Lo aspetta una seconda vita nello staff del Pisa, squadra con cui ha chiuso la carriera nel campionato cadetto e di cui è diventato capitano nonostante abbia giocato per appena due stagioni nel team toscano. Belga di nascita, romano per fede calcistica, il bomber è un autentico numero 10: giocava principalmente come seconda punta, ma il suo fisico gli permetteva di agire anche da attaccante boa.

Ha realizzato, in campionato, delle reti di rara bellezza, ma non ha mai fatto mancare anche un certo opportunismo sotto rete. L’attaccante che ogni allenatore, nel proprio intimo, sogna.moscardelli

Gli esordi e le caratteristiche tecniche: i primi passi della punta che ha fatto innamorare la periferia nostrana

Il calciatore è diventato un idolo generazionale a cavallo degli anni ’10, quando grazie al suo talento aveva lasciato a bocca aperta tutti gli appassionati. Il suo stile di gioco particolare, caratterizzato da un fisico possente e una tecnica sopraffina, lo hanno reso uno degli idoli del web. Il video “Davide Moscardelli is too good for ballon d’or” non è più disponibile sulla piattaforma Google, ma le oltre dieci milioni di visual hanno garantito al bomber nato in Belgio la fama.

La sua barba, tratto somatico caratteristico del bomber, lo hanno reso decisamente riconoscibile, ma ai tifosi bastava stropicciarsi gli occhi con le sue giocate. La sua carriera è letteralmente esplosa al Rimini, quando, nel 2006, faceva sedere in panchina due mostri sacri come Matri e Floccari. La cittadina romagnola ha vissuto, in quel momento, il suo apice calcistico.

Il grande salto in serie A e gli anni da capitano: Davide Moscardelli è stato grande grazie al suo carisma

Dopo il passaggio ai rivali del Piacenza e al Cesena, la grande occasione per Moscardelli arriva al Chievo Verona. Grazie ai clivensi esordisce in serie A, dove realizza dieci marcature in sessantasei presenze. Dopo due stazioni e mezzo, il bomber passa al Bologna, con cui realizza altre due reti in diciotto mesi. Nonostante i numeri non siano impressionanti, è stata la pregevole fattura dei gol a rendere questo attaccante iconico. Rovesciate, tiri dalla distanza, dribbling ubriacanti e giocate di potenza: il suo arsenale, quando si trattava di attaccare l’area avversaria, era praticamente infinito. Per una conferma, basta chiedere ai tifosi di Lecce e Arezzo, di cui è stato anche capitano.

moscardelliIn serie C, Davide Moscardelli è stato un giocatore semplicemente immorale. Troppo esperto da marcare e tecnicamente troppo superiore agli altri giocatori. Lo testimoniano le 58 reti in 135 presenze, nonostante gli anni iniziassero a pesare. L’ultima passerella, al Pisa, ha contribuito ad alimentare il suo spirito, rendendolo un’icona per il gruppo. Da questo presupposto è nata la proposta di entrare a far parte dello staff della squadra toscana.

Un bomber social: moscagol e il rapporto unico con la sua barba

Uno degli aspetti che ha contribuito a creare la Leggenda di Davide Moscardelli è stato il suo forte interesse per i social. Attraverso Instagram, l’attaccante ha spesso condiviso frammenti della sua vita privata e la moglie, Guendalina, partecipa volentieri ai suoi siparietti. Iconica l’imitazione di Sandra e Raimondo Vianello, in cui la barba è stata assoluta protagonista. La sua folta peluria è stata protagonista sui social network: ha funto da albero di Natale e da apri bottiglie e ha contribuito a coltivare la fama del bomber.

Celebrità, in campo e sui social, giocatore alla mano e dalle caratteristiche tecniche sopraffini. Davide Moscardelli ha rappresentato un idolo generazionale. Le sue mirabolanti giocate ci hanno dimostrato che i veri fenomeni non stanno solo in mostra nei palcoscenici più importanti d’Europa, ma si nascondono anche nei campi di periferia. È qui che si respira il vero calcio, quello sport rude e dal sapore genuino che i soldi hanno contribuito a rovinare. In questo teatro, Davide Moscardelli è stato un protagonista assoluto.

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