Referendum Costituzionale: istruzioni per l’uso

Francesca Antoniello

Referendum Costituzionale: come funziona?

Qualche chiarimento in merito al voto che saremo chiamati ad esprimere in settembre.

Referendum Costituzionale: immagine rappresentativa

Il 20 ed il 21 Settembre 2020, i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimere il proprio voto nel Referendum Costituzionale che comporterà l’approvazione o la bocciatura della legge sulla riduzione dei Parlamentari (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica).
Il tipo di referendum per il quale ci si dovrà esprimere è definito “Costituzionale”, poiché si voterà per decidere se la legge – approvata già dal Parlamento – debba essere firmata dal Presidente della Repubblica per entrare effettivamente in vigore, oppure no.

La riforma prevede che il numero di membri della Camera dei Deputati sia ridotto da 630 a 400, mentre i componenti del Senato della Repubblica passeranno da 315 a 200 (di cui massimo 5 senatori a vita), come conseguenza alla modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. Purtroppo, o per fortuna, in caso di esito positivo del referendum, i membri del Parlamento non saranno immediatamente mandati a casa, ma alle prossime elezioni politiche, ognuno di noi sarà chiamato ad eleggere 600 parlamentari e non più 945, come prima.Referendum Costituzionale: cosa succede al Parlamento

Importante sapere che non è previsto il raggiungimento di un quorum, il che implica che se i sì dovessero superare i no, il taglio dei Parlamentari sarà confermato.

Un cambiamento di questa portata e, dunque, un tipo di responsabilità elettorale tanto grande potrebbe disorientarci. Per questo motivo, abbiamo bisogno di comprendere bene quali conseguenze la nostra decisione potrebbe comportare e soprattutto quali argomentazioni potrebbero schierarsi a favore del sì e del no.
Quindi vediamo bene come funziona.

I Pro: perché votare sì al Referendum Costituzionale?

l’Italia sembra essere uno degli stati con più Parlamentari in tutta Europa. La necessità di un taglio sembra evidente: prima di tutto, come si potrebbe facilmente intuire, diminuendo le poltrone in Parlamento, anche gli stipendi diminuirebbero, comportando un risparmio di circa 300 mila euro al giorno, per un totale di 100 milioni ogni anno. I costi per mantenere la politica italiana diminuirebbero. Inoltre, diminuire il numero di sedie da occupare in Camera e Senato ci permetterà di snellire e velocizzare il sistema governativo e legislativo.

Se il Referendum dovesse avere un esito positivo, questa modifica – seguita da altre riforme necessarie – potrebbe rappresentare una delle prime vere spinte al cambiamento, per rendere le istituzioni più efficienti, a vantaggio di una migliore capacità nel rispondere alle esigenze dei cittadini.

I Contro: perché votare no al Referendum Costituzionale?

Per quanto questa variazione costituzionale possa apparire fonte di grande risparmio, ciò che potremmo ricavarne effettivamente e singolarmente corrisponde a circa 94 centesimi l’anno per ciascun cittadino. Un guadagno, quindi, tutt’altro che vantaggioso, se si considera che l’effettivo prezzo da pagare sarebbe in termini di rappresentatività.

Referendum Costituzionale
Simulazione Nuovo Parlamento

Infatti, se la modifica dovesse essere approvata, diminuirebbe il numero di rappresentanti dei cittadini in Parlamento. I seggi del Senato, ad esempio, sono distribuiti su base regionale e quindi la riduzione del numero complessivo di senatori si abbasserebbe da 7 a 3 (con 2 per la Valle D’Aosta e 2 per il Molise). Ciò favorirebbe le zone meno ampie e popolose, dove verrebbero eletti solo i rappresentanti dei partiti più votati, mentre le minoranze – già abbastanza in difficoltà – verrebbero penalizzate. 

L’importanza del nostro voto

Indipendentemente dalla nostra decisione, negativa o positiva che sia, informarci e comprendere l’importanza del nostro voto nel caso di un referendum costituzionale è nostro dovere di cittadini. Il diritto ed il potere di esprimere politicamente un’opinione, pur essendo sottovalutati, rappresentano per noi un’arma, in questo caso anche l’unica, utile all’effettivo cambiamento istituzionale. Proprio per questo motivo dovrebbe essere essenziale capire appieno la valenza del nostro ruolo rispetto a queste possibilità di evoluzione.

“Qualcuno ha lottato per il tuo diritto di voto. Usalo.”
– Susan B. Anthony

 

 

 

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