Onward – la recensione: tra magia e importanza della famiglia

Onward – la recensione: tra magia e importanza della famiglia

È arrivato al cinema lo scorso 19 agosto, anche se doveva uscire a marzo, Onward, l’ultima fatica di Pixar. Ecco la recensione del film.

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Fonte foto: Best Movie

 

Dopo diversi rinvii, è arrivato anche nelle sale italiane Onward, l’ultimo film di Pixar. Il film è riuscito a vedere finalmente la luce dopo aver rimandato la sua uscita in Italia svariate volte, per colpa del Covid-19. Ma anche se si è fatto aspettare, non ha certo deluso le aspettative.

Il film è ambientato in un mondo abitato da creature magiche: elfi, unicorni, centauri e chi ne ha più ne metta. Inizialmente la magia era all’ordine del giorno e veniva usata a fin di bene, ma col passare del tempo e a causa della difficoltà nel padroneggiarla, l’uso della magia è diventato sempre più obsoleto e le creature magiche si sono abituate ad usare la tecnologia.

I protagonisti sono due fratelli elfi che abitano nella città di New Mushroomton. Ian è un liceale con poca fiducia in sé stesso, mentre Barley è il fratello maggiore, appassionato di magia e di giochi di ruolo. I due fratelli hanno perso il padre anni prima e Ian non è riuscito neanche a conoscerlo.

Nel giorno del sedicesimo compleanno di Ian, la madre Laurel gli dà un regalo da parte del padre, che doveva essere consegnato ai due fratelli solo quando avessero compiuto entrambi 16 anni. Il regalo consiste in un bastone magico con una rara Gemma di Fenice e un incantesimo evocativo: tutto questo servirà a far risorgere il padre per un giorno. Dopo che Barley prova ad eseguire l’incantesimo, senza avere successo, è il turno di Ian, dotato inconsapevolmente dei poteri di uno stregone, ma riesce a far apparire solo la parte inferiore del padre.

I due hanno poco tempo, solo 24 ore, per poter trovare un’altra Gemma di Fenice e riuscire a passare alcune ore con il padre.

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Fonte foto: Tom’s Harware

Il film mescola la tematica dell’adventure-movie con la tematica della famiglia, ormai onnipresente negli ultimi film Pixar.

Onward è un film che scorre velocemente e senza intoppi, facendo divertire gli spettatori (ma mai con battute troppo scontate) e ovviamente a far commuovere il pubblico, specialmente i più grandi.

La storia s’ispira a quella del regista Dan Scanlon, che ha preso ispirazione dalla morte del padre quando lui e suo fratello erano giovani. Scanlon, dopo aver ascoltato un audio clip da parte del padre, ha iniziato a delineare i tratti di questa storia magica.

Ci sono tante tematiche e filoni portati avanti in Onward, innanzitutto la malinconia e la tristezza per il loro lutto: Ian non ha mai conosciuto suo padre, se non attraverso la sua voce in un messaggio ascoltato e riascoltato, mentre Barley ha soli pochi ricordi del padre.

Poi c’è la tematica della formazione e del cambiamento di personalità per entrambi i fratelli: Ian è timido e non ha amici, trova tantissima difficoltà nel fare amicizia, ma il viaggio riesce a cambiarlo e a renderlo più sicuro di sé; mentre per quanto riguarda Barley, il ragazzo cerca di essere più affidabile, sia con la madre che nei confronti del fratello stesso, anche se viene visto spesso come “quello strano”, appassionato di giochi di ruolo, senza alcuna prospettiva nella vita (si evince nel film che si sia preso un anno sabbatico) e sempre focalizzato sulla sua Ginevra, la macchina-catorcio di cui è tanto fiero.

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Fonte foto: Wikipedia

Ma sopra a tutte le tematiche, regna il rapporto tra i due fratelli protagonisti: se Barley pensa di essere una guida per Ian, capirà presto che anche il suo fratellino lo reputa inaffidabile e cercherà di cambiare le cose. Il viaggio che i due fratelli faranno è anche un modo per diventare amici oltre che fratelli.

Il tema della magia è solo un mezzo per raccontare una storia di formazione su più fronti, comprendendo anche il tema della famiglia che, come detto, sembra onnipresente negli ultimi lavori Pixar, basti pensare ad Inside Out e il rapporto di Riley coi suoi genitori o a Coco con la riscoperta dei propri antenati.

In Onward vediamo esplorato il rapporto fra due fratelli, entrambi persi e privati dalla vita da uno dei due genitori. Onward riesce a toccare certi tasti che solo la Disney e la Pixar sembrano conoscere, puntando ad una visione multigenerazionale e riuscendo a parlare al pubblico in tutta la sua totalità, dai più piccoli ai più cresciuti.

Ovviamente le situazioni comiche sono frequenti, ma non appesantiscono mai la storia, riuscendo a far sorridere gli spettatori, come gli unicorni che ormai sono diventati creature costrette a rovistare nella spazzatura in strada (come se fossero dei gatti randagi), la presenza delle sole gambe del padre dei due ragazzi oppure la presenza delle cosiddette “dad jokes” da parte del nuovo compagno della madre, un centauro.

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Fonte foto: Insider

Nonostante sia una storia pensata per i bambini, Onward riesce a parlare anche agli adulti, inserendo anche tematiche attuali, come lo scontro tra tecnologia e natura.

Inoltre, bisogna sicuramente citare l’inserimento (finalmente) di un personaggio LGBT: si tratta dell’agente di polizia donna Specter, che dice di avere una compagna che l’aspetta a casa con loro figlio. Ovviamente si parla di un’inezia, un elemento che non dovrebbe fare scalpore nel 2020, ma che invece fa piacere al pubblico, perché finalmente vengono rappresentati anche altri tipi di famiglia, oltre a quella “tradizionale” composta da una madre e un padre. Inutile dire che questa scelta è stata censurata in Russia, dove il personaggio parla solamente di un ipotetico partner. Che sia l’inizio di un’evoluzione anche nel mondo Disney?

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Fonte foto: Cinema Fanpage

Nel finale, che non spoileriamo, è impossibile trattenere una lacrima (anzi, i singhiozzi), poiché il pubblico interiorizza le scene finali traslandole alle loro esperienze di vita; questo avviene perché la Disney e la Pixar sono riuscite sempre a toccare certi tasti nel cuore del pubblico. Se negli anni Novanta non siamo riusciti a trattenere le lacrime con la morte di Mufasa, in Onward la situazione si modernizza, parlando di tematiche più vicine a noi, in modo moderno e intelligente.

Onward racchiude tante tematiche importanti, prima fra tutte il rapporto fra due fratelli e lo fa in maniera divertente, brillante ed intelligente, riuscendo a colpire i cuori dei bambini e degli adulti. Ovviamente, per la portata delle tematiche raccontate, il film risulta più efficace su un pubblico adulto o comunque adolescente, facendo piangere anche i più insensibili.

Onward è il film della rinascita dell’animazione dopo la pandemia, che speriamo riporterà al cinema tanto pubblico quanto merita. Ci ricorda di credere in noi stessi e nel valore della famiglia e noi non potremmo chiedere nient’altro da questo nuovo film Pixar.

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