Armine Harutyunyan e l’industria della classifica

Armine Harutyunyan e l’industria della classifica

Armine Harutyunyan: la modella di Gucci e la polemica sulla classifica delle “100 donne piu sexy”

Senza dover seguire una metodologia di ricerca particolarmente complessa, basta digitare due parole su google, per accorgersi di quanto talvolta possa risultare superficiale redigere una classifica, specie se gli attributi associati alle “100 donne più..” oscillano tra bellezza, ricchezza e successo.Armine Harutyunyan

Non perché  l’appiattimento di una peculiarità somatica e/o di un talento sia giusto, ma classificazione ed etichettamento (in senso positivo) dovrebbero esser frutto esclusivo di un individuo dal pensiero imparziale.

Cosa innaturale! Almeno per un soggetto che guarda e ne giudica un altro; non perché “l’oggettivamente bello o bravo” non esista, ma perché è impossibile attribuire un giudizio che sia scevro di condizionamenti e personali attenzioni, soprattutto se rivolto ad un pari piuttosto che ad un’opera artistica, naturale o scientifica.

La morale della soggettività, del “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” dovrebbe esser cosa già assodata, forse. Eppure cavalcando l’onda del XXI secolo ci si accorge delle lacune umane e culturali di cui siam ancora vittime disperate.

 

 

 

 

E’ il caso della modella che ha sfilato per Gucci, Armine Harutyunyan, vittima di body shaming e dei suoi conseguenti macabri giudizi.

Inserita nella classifica delle 100 donne più sexy al mondo riscuote dal popolo dei leoni da tastiera elaborati giudizi degni della miglior scuola di filosofia critica.

Ma, a ben vedere, il problema non sono le critiche in sé. Quelle distruttive, tristemente, esisteranno sempre . Il problema potrebbe essere un altro: quello della classificazione rispetto a qualcosa, in questo caso all’essere sexy.

Armine Harutyunyan e altre 99 donne sono state definite “sexy” che letteralmente vuol dire: 1. Che, o chi, è dotato di forte attrazione erotica così da riuscire sessualmente eccitante o  2. Con valore di sost. (usato in ital. al masch.), carattere o contenuto erotico, che è intenzionalmente diretto all’ eccitazione sessuale.

Armine Harutyunyan

Armine Harutyunyan fonte www.haberturk.com

Il body shaming non è solo nella critica da parte del pubblico, è nel titolo stesso della classifica.

Dare una definizione di questo stampo vuol dire partire con l’intenzione premeditata e di creare polemica e di comprimere per l’ennesima volte le virtù di una donna a mera attrazione erotica, ad oggetto che suscita libido alla sola vista.

Di cosa ci stupiamo esattamente ? Di coloro che hanno abboccato a questa “provocazione” laddove l’intento era esattamente quello di scatenare un caos mediatico? Il cuore del problema è che in tutto ciò ci stanno rimettendo non di certo i lineamenti “non convenzionali” della modella, ma la sua intimità personale. Avete riempito una classifica e svuotato di senso chi ne fa parte. E’ probabile che  l’aggettivo “sexy” , se considerato nel suo originario significato, non faccia sentir poi così tanto soddisfatte .

Armine Harutyunyan non è sexy, è affascinante.

Il fascino comprende una gamma di attribuzioni ben più ampia rispetto all’essere sexy. Fascino è intelligenza emotiva e fisica, è capacità di far trasparire le peculiarità personali al solo sguardo;  è  il bagaglio di cultura e conoscenza che caratterizza  ogni singolo individuo ed è tutto ciò che parte dall’interiorità fino ad esplodere nelle fattezze fisiche.

Probabilmente sarebbe stato un appellativo più appropriato e avrebbe conferito una maggior dignità a TUTTE le donne della classifica.

In ogni caso questa digressione alla radice della causa non voglia essere un palliativo per di chi si nutre d’odio e lo utilizza come metro di giudizio.

E’ sconfortante pensare che dopo anni di azione, spiegazione e sensibilizzazione vi siano ancora carenze intellettuali di questo spessore e ancora più lo è il dover parlare di “canoni” in un’epoca in cui arte e bellezza assumono un significato di senso così ampio e sfumato da non poterle neanche più inquadrare all’interno di una definizione lineare.

Nell’ impero della bellezza non vi sono compromessi,
e la donna, schiava o regina,
è subito disprezzata o adorata.
A.L Barbauld, Song V, vv 16-18,
in Poems

 

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