27 Ottobre 2020
Trump

Trump, dal 20 settembre ban dagli Stati Uniti per TikTok e WeChat

Trump vieta TikTok e WeChat: è la notizia che si è diffusa a macchia d’olio negli ultimi giorni. Il tam tam mediatico è stato acceso, moltissimi TikTokkers ne hanno parlato nei propri profili e la preoccupazione generale è dilagata.

TikTok è il social del momento, largamente diffuso tra i più giovani, su cui si possono pubblicare dei mini video (la durata massima è di 1 minuto) dove fare balletti, raccontare qualcosa, ironizzare su qualche argomento in particolare e così via. WeChat, invece, è diventata un’app indispensabile per i possessori di iPhone in Cina. A discapito del nome, non si tratta di una semplice app di messaggistica istantanea, ma consente la gestione dei propri pagamenti ed è anche un social network.

E quindi, perché Trump vuole vietare TikTok e WeChat? Il tutto è fortemente legato ai rapporti che gli Stati Uniti hanno con la Cina. Entrambe le app, infatti, pur avendo sedi dislocate, sono nate in oriente. Ma vediamo meglio quali sono le controversie che hanno portato a questa situazione.

Le accuse nei confronti di TikTok e WeChat

TrumpTikTok e WeChat sono da mesi sotto il mirino della Cfius, il Comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti d’America, perché sospettati di violare la sicurezza nazionale degli USA. Il 6 agosto il presidente Trump ha varato un decreto legge che vieta ai cittadini statunitensi di avere rapporti economici con queste app: ciò significa che sia le aziende che i singoli non potranno usarle per sponsorizzazioni, né stringere in alcun modo accordi. In sintesi, sono vietati qualsiasi accordi commerciali tra ByteDance e Tencent, proprietarie rispettivamente di TikTok e WeChat, e aziende o società statunitensi.

I due social sono stati accusati di rubare i dati degli utenti che ne fanno utilizzo. Secondo alcune indagini, TikTok, in particolare, sarebbe riuscito ad accedere alle posizioni dei dispositivi sfruttando una falla del sistema operativo Android. Il tutto è ulteriormente alimentato dalla faida tra gli Stati Uniti e la Cina, che va avanti da decenni e che sta registrando ora il suo momento peggiore dagli anni ’70 ad oggi.

L’ultimatum di Trump a ByteDance: TikTok è salvo?

Il decreto legge di Trump, però, non è definitivo. I divieti imposti, tra cui anche l’utilizzo di queste app da parte dei dipendenti federali, hanno una durata ben precisa, ossia 45 giorni. Si tratta dell’ultimatum lanciato dal presidente a ByteDance per la vendita di TikTok a una società statunitense, l’unico modo possibile per mantenere il celebre social attivo negli States. Al momento, gli acquirenti più quotati sono Microsoft, Twitter e Netflix. Si parlerebbe addirittura di un’offerta di 30 miliardi di dollari da parte dell’azienda di Bill Gates. Per quanto riguarda WeChat, attualmente non ci sono prospettive di vendita, quindi il ban commerciale permanente sembra quanto mai probabile.

TikTok, nel frattempo, ha dato inizio a una battaglia legale contro l’amministrazione Trump proprio per via del decreto legge emesso nei giorni scorsi. L’accusa è quella di incostituzionalità, perché non sarebbe stato dato il tempo minimo per rispondere a TikTok e per l’assenza di solide fondamenta a sostegno del provvedimento effettuato.

 

Trump
Autore: Lazaro Gamio/Axios

 

WeChat, le conseguenze del ban commerciale sul territorio cinese

TrumpSe TikTok e WeChat venissero definitivamente bannate, sparirebbero completamente da tutti i dispositivi Apple, l’azienda di Cupertino frutto del genio di Steve Jobs. Questo avrebbe pesanti riscossioni sul mercato cinese di Apple. In Cina, WeChat è un’applicazione che è diventata ormai di vitale importanza. Viene utilizzata per pagare nei negozi e nei ristoranti, pagare i taxi, fare shopping online, e in alcune zone viene perfino usato come una sorta di documento d’identità. Di conseguenza, qualsiasi dispositivo non supporti WeChat è automaticamente considerato fuori dal mercato, ed è per questo che si stima un futuro calo del 30% delle vendite di iPhone.

Alibaba, l’e-commerce cinese potrebbe essere il prossimo a finire nel mirino?

Visti gli ultimi avvenimenti, l’emittente televisiva statunitense CNN ha avanzato l’ipotesi che la prossima società a finire nel mirino di Trump e del suo governo possa essere Alibaba, e-commerce cinese che si occupa di vendita all’ingrosso e che ha riscosso un grosso successo in patria. Tuttavia, a differenza del fratello Aliexpress (condividono lo stesso proprietario), non ha riscosso successo in occidente, quindi questo potrebbe tenerla momentaneamente al sicuro dal ban. Alibaba ha diversi rapporti e accordi con aziende statunitensi quali Nike e Apple, perciò anche in questo caso gli Stati Uniti rischierebbero di rimetterci dalle loro tasche.

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