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Turismo ancestrale, la nuova tendenza di viaggio del 2020

Turismo ancestrale, la nuova tendenza di viaggio del 2020

Turismo ancestrale: il viaggio diventa una “questione identitaria”

Partire, sì, ma alla ricerca delle proprie radici.

Parliamo del turismo “genealogico”, meglio conosciuto come turismo ancestrale, tendenza di viaggio (già diffusissima negli USA) che oggi inizia a prender piede anche in Italia.

Il turismo, così come il nostro modo di viaggiare, sono in continua e perenne evoluzione, ed anche i nuovi stili di vita influenzano il modo di vedere, e di gestire, la vacanza. Per questo motivo, le destinazione turistiche devono cercare di sviluppare prodotti più “sofisticati” per mantenere la loro quota di mercato.

E’ da qui che nasce il turismo ancestrale, una forma di “turismo culturale” che diviene un viaggio all’insegna della riscoperta delle proprie radici, caratterizzato da ricerca storica e fame di cultura, al fine di ritrovare una sorta di “senso di appartenenza” da tempo obliato. Un modo innovativo quanto complesso di viaggiare, certo.

Ma resta pur sempre un “business”, business che negli ultimi anni ha registrato un aumento esponenziale: infatti, grazie ai continui progressi nel campo della genetica, ed a piattaforme come 23andMe, MyHeritage e AncestryDNA, sono sempre più numerose le persone che desiderano conoscere a fondo le proprie origini.

Questa nuova tendenza, inoltre, apporta un impatto decisamente positivo al turismo locale, contribuendo a valorizzare il territorio, i luoghi più nascosti e remoti, spesso persino sconosciuti ai più: immaginate chiesette celate in rigogliose campagne, meravigliosi angoli di piccoli paesini sperduti, musei etnografici e così via.

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Nostalgia e curiosità: le parole chiave del turismo ancestrale

L’esigenza di visitare i luoghi in cui le nostre radici affondano, luoghi dove hanno vissuto i nostri antenati, è determinata da due parole chiave: nostalgia  e curiosità.

Il viaggio diventa in tal modo un vero e proprio pellegrinaggio alla ricerca di sé stessi.

Esistono tour genealogici su misura, soprattutto in America, che mettono in contatto il turista con una serie di ricercatori dediti a scoprire qualsiasi informazione utile ed a raggiungere qualsiasi località, anche la più remota.

Le agenzie si occupano delle ricerche storiche, della sistemazione e della scelta di guide personali. Inoltre, a viaggio terminato, offrono la possibilità di richiedere un “memoriale” di viaggio, con tutte le informazioni raccolte.

Il turismo ancestrale è un grande business anche in Scozia e in Irlanda: per di più, con il 400° anniversario del viaggio pioneristico di Mayflower, i viaggi negli Stati Uniti per riscoprire le proprie origini sono diventati ancora più popolari, incoraggiando allo stesso tempo molte persone ad approfondire eventuali legami con il celebre galeone.

Anche in Italia questa tendenza comincia ad essere diffusa, specialmente dopo il recente lockdown: lo stile di vita è decisamente mutato, e sembra che oggi le persone siano molto più interessate a riscoprire radici e origini rispetto al passato. Come dicevamo, curiosità e nostalgia sono leve molto potenti.

Tour genealogici: a chi rivolgersi?

Chi desidera scoprire il proprio albero genealogico completo ed immergersi nell’esperienza unica del turismo ancestrale, può rivolgersi alle agenzie che progettano i già menzionati tour su misura.

Ad esempio in Gran Bretagna potete trovare l’agenzia Ancestral Footsteps, che propone pacchetti con ricerca storica preventiva (che può durare dai quattro ai sei mesi), una guida personale ed una sistemazione di lusso nei luoghi in cui vivevano i propri antenati. Il costo varia in base alle esigenze.

Per gli emigrati di origine polacca c’è invece la Ancestral Attic, con sede anche negli USA, che propone studi genealogici e tour guidati per singoli o per gruppi familiari.

Per coloro che hanno ascendenze irlandesi, la Lynott Tours è la scelta perfetta: in un mese l’agenzia analizza i documenti presenti negli archivi e spedisce a casa una relazione dettagliata, insieme ad una mappa dei luoghi da visitare.

In Scozia, invece, dove i tour genealogici sono già super diffusi, esiste la Ancestral Scotland: l’agenzia si occupa di organizzare viaggi sulle orme del proprio clan, tra castelli diroccati, incantevoli paesini e luoghi che sono veri e propri tesori nascosti.

In Italia, il settore del turismo ancestrale è, come abbiamo accennato, appena agli inizi. A Catanzaro tuttavia, si trova il Cedro Bed and Breakfast, che propone un servizio di ricerca genealogica per chiunque voglia riscoprire le proprie origini calabresi.

I proprietari programmano inoltre un’escursione tra i luoghi degli antenati ed organizzano persino incontri con le autorità locali.

Anche Best Sicily Guide si occupa di ricostruire il backgroud familiare dei suoi clienti ed organizza su richiesta “viaggi sentimentali” per gruppi da due a trenta persone.

Turismo ancestrale e genealogia “fai da te”

Se, invece, si hanno a disposizione tempo, pazienza e qualche conoscenza tecnica, sarà possibile optare anche per il “fai da te”.

In tal caso, viaggio e ricerca andranno di pari passo.

Innanzitutto bisogna stabilire quale ramo della famiglia ricostruire, da qui si partirà girando per piccoli comuni, chiesette di campagna, spulciando tra registri comunali e parrocchiali.

Fonte preziosa son anche gli archivi delle associazioni locali e regionali, come quello dei Trentini dell’Argentina e di Piemontesi nel Mondo.

Ricorrere al web specializzato semplifica ulteriormente le cose: il sito americano Family Search è una miniera di informazioni per i meno esperti. Da lì, infatti, si può risalire alle antiche varianti del proprio cognome, si spiega come consultare i vari documenti e come contattare i parenti lontani.

Anche Ancestry è utilissimo allo scopo: contiene numerosi documenti, tra cui gli elenchi dei passeggeri sbarcati a Ellis Island e un manuale con le tecniche migliori per ricostruire la storia della propria famiglia.

Per gli stranieri che vogliono ritrovare i parenti italiani c’è invece Italian Genealogy.com.

Ovviamente esiste anche l’opzione, meno suggestiva e più pratica, del test del DNA: il test genetico permette infatti di risalire ai parenti prossimi sparsi nel mondo fino a cinque generazioni di distanza, e di individuare la percentuale di avi vichinghiassiri o ebrei.

Tra le testimonianze dei clienti, quella di chi ha scoperto di avere geni fenici e chi di essere di antica origine scandinava.” (ilSole24ore)

Ci sono test che permettono, ad un costo più elevato, di analizzare la linea genetica paterna o quella materna. Tramite le società che si occupano di tali test, “è possibile anche comparare il proprio profilo con quello di grandi personalità storiche di cui è stato conservato e analizzato il Dna, come l’ultimo Zar di RussiaJesse JamesPetrarca o Maria Antonietta.

Insomma, il turismo ancestrale non è semplicemente un modo per ricercare nostalgicamente le proprie origini, ma un vero e proprio viaggio indietro nel tempo, atto a ridar vita ai propri antenati, visitando luoghi, ambienti, scoprendo relazioni che magari hanno determinato le loro scelte, ed il destino di chi è venuto dopo di loro.

Un viaggio volto a ricostruire ed a rivivere la storia, la propria storia.

Fonti: ilSole24ore, “Nuove opportunità di sviluppo territoriale: il turismo di ritorno dei devoti di Sant’Alfio nella Sicilia orientale” di Mariangela Agnese Borzi’.

 

 

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