23 Ottobre 2020
Giornata mondiale contro il lavoro minorile

Giornata mondiale contro il lavoro minorile

Giornata mondiale contro il lavoro minorile, la storia di Zohra

Oggi 12 giugno è la giornata mondiale contro il lavoro minorile ed abbiamo deciso di raccontare, per questa ricorrenza, la storia di Zohra, una bambina morta a soli 8 anni per ricordare e ricordarci di quanto, sebbene ci troviamo nel 2020, si sentano ancora storie di sfruttamento minorile.

La giornata mondiale contro il lavoro minorile è stata istituita nel 2002 dall’ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) con lo scopo di eliminare ogni forma di sfruttamento dei bambini nell’ambito del lavoro.

Sopratutto nei paesi più poveri infatti, molte famiglie affidano i loro bambini a datori di lavoro che li sfruttano fino allo stremo, una pratica diffusa in particolar modo per compensare alle mancanze economiche delle famiglia che vivono in condizioni di povertà. In realtà, quello che c’è dietro lo sfruttamento minorile è soltanto una privazione dell’infanzia e del normale sviluppo psico-fisico.

Giornata mondiale contro il lavoro minorile: la situazione attuale

Secondo le stime dell’Unicef, sono circa 152 mila i bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni impiegati come risorse lavorative e che per questo motivo rinunciano ad una fetta importante della loro vita, quella di un’infanzia normale che comprende il gioco, la libertà di crescere ed esprimersi ma anche e soprattutto l’istruzione che viene negata.

La maggior parte dei lavori svolti sono rischiosi e duri e mettono spesso a rischio non soltanto la salute fisica ma anche quella psicologica. Il problema è sicuramente più diffuso in paesi sottosviluppati come l’Africa ma neanche il nostro paese è esente. Infatti, in Italia, solo negli ultimi due anni sono stati accertati più di 480 casi tra bambini ed adolescenti.

Nel corso degli anni tante sono state le campagne di sensibilizzazione e prevenzione condotte per aiutare bambini ed adolescenti che vengono sfruttati, vivono in condizioni di povertà e spesso sono addestrati dalle forze militari nelle zone di guerra. Numerosi gli appelli delle organizzazioni umanitarie e dei capi di stato, come il papa Bergoglio che ha dichiarato:

“Faccio appello alle istituzioni affinché pongano in essere ogni sforzo per proteggere i minori, colmando le lacune economiche e sociali che stanno alla base della dinamica distorta nella quale essi sono purtroppo coinvolti. I bambini sono il futuro della famiglia umana: a tutti noi spetta il compito di favorirne la crescita, la salute e la serenità”.

Giornata mondiale contro il lavoro minorile
Giornata mondiale contro il lavoro minorile

Giornata mondiale contro il lavoro minorile: come combattere il fenomeno

Sia chiaro che per debellare completamente il fenomeno ci vuole molto di più dell’appello del papa per poter smuovere le acque, e non bisognerebbe parlarne soltanto quando accadono eventi come la vicenda della piccola Zohra. Non bisognerebbe neanche parlarne unicamente nella sua giornata dedicata, ma fare in modo che ci si ponga attivamente nell’affrontare questa problematica.

In Italia in questo periodo si è parlato molto delle conseguenze del coronavirus sui bambini. Ci si è chiesti come potessero passare tanto tempo chiusi in casa rinunciando alla scuola, agli amici, ai momenti di gioco. Eppure, in tutte quelle zone del mondo, c’è una pandemia peggiore: lo sfruttamento minorile. I bambini che sono costretti a lavorare per aiutare le proprie famiglie maturano precocemente rispetto alla loro età, rinunciano al diritto di avere un’istruzione, non sanno cosa possa significare riunirsi con i compagni e festeggiare un compleanno o l’ultimo giorno di scuola, perche è molto probabile che una scuola non esista nella città in cui vivono.

Tante sono le forme di lavoro minorile. Dal campo agricolo al lavoro domestico, lo sfruttamento avviene spesso di nascosto agli occhi di tutti, sino a quando non arriva la morte. Ed ecco che allora se ne parla, ma dovremmo imparare da queste vicende ed essere furbi cercando di spezzare questo circolo vizioso e fare in mono che vengano promossi degli interventi per aiutare le popolazioni in difficoltà affinchè ogni bambino abbia il diritto di avere la sua infanzia.

Giornata mondiale contro il lavoro minorile, la storia di Zohra

Per la giornata mondiale contro il lavoro minorile, raccontiamo la storia di Zohra.

Zohra a soli 8 anni ha dovuto lasciare la sua famiglia due volte: la prima per andare a vivere presso la famiglia che doveva istruirla, la seconda quando ha trovato la morte presso questa stessa famiglia.

La bambina, originaria di una famiglia poverissima del Punjab in Pakistan, fuggiva da miseria e fame. Viene accolta da una ricca coppia di Rawalpindi, che promette ai genitori di Zohra di darle istruzione in cambio di aiuto in casa.

La bambina inizia ad occuparsi del figlio della coppia e delle faccende domestiche, ma dopo aver fatto accidentalmente fuggire i pappagalli della coppia, Zohra viene picchiata a morte. Alcuni affermano che la bambina abbia voluto liberare gli uccellini in gabbia, gesto quasi simbolico come se volesse in un certo senso rappresentare la libertà da lei perduta, altri affermano che sia successo casualmente mentre dava da mangiare agli uccellini.

In ogni caso, sembra che sia stata questa banalità a spingere la coppia a torturare la bambina, lasciata in ospedale con profonde lesioni al viso, alle mani, alla gabbia toracica.

La notizia ha iniziato a circolare e subito su twitter si è diffuso l’hashtag #JusticeForZohraShah ed ha anche indignato l’intera comunità pakistana. Il 3 giugno infatti, qualche giorno dopo la morte della piccola Zohra, il ministro pakistano dei Diritti umani, Shireen Mazar ha affermato che verrà modificata la legge sul lavoro minorile, classificando il lavoro domestico come pericoloso. In questo modo, i bambini non potrebbero più essere impiegati presso abitazioni private e sfruttati.

Tuttavia, prima di riuscire a sradicare completamente il fenomeno, c’è bisogno di un cambiamento che riguardi la mentalità. Come ha affermato infatti il giornalista Francis Paul

“Bambini di 11-12 anni smettono di andare a scuola per aiutare la famiglia… sarà un processo molto lungo sradicare questa mentalità, in troppi sfruttano i piccoli per arricchirsi, a questo si aggiungono le discriminazioni etniche e sociali che portano i bambini delle minoranze ad essere ancora più sfruttati”.

La storia di Zohra è soltanto una su milioni di casi di bambini e adolescenti che hanno perso la dignità, la libertà, la vita. Per lei e per tutti gli altri bambini invisibili è giusto combattere e chiedere di meglio. Se vogliamo mettere figli al mondo, dobbiamo anche dar loro un mondo che ne sia all’altezza. 

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