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Vintage Friday: buon 40° compleanno Pac-Man

Pac-Man oggi compie 40 anni: la piccola pallina gialla, in perenne lotta coi fantasmi, è stata il simbolo degli anni Ottanta. Per il Vintage Friday, ricordiamo la sua storia e di come ancora oggi continua a farsi amare.

 

Fonte foto: Cellulare Magazine

 

Tutto lo conosciamo e tutti ci abbiamo giocato almeno una volta nella vita: Pac-Man è il simbolo del videogioco arcade anni Ottanta.

La schermata blu rudimentale, i fantasmini colorati, le palline gialle da dover mangiare e ovviamente lui, il protagonista: una grossa palla gialla diventata iconica.

Pac-Man è nato nel 1980, ideato da Toru Iwatani e prodotto dalla Namco. Il videogioco nasce e viene distribuito nel formato arcade (la classica postazione in cui inserire gettoni o monete, che trovavamo nelle sale giochi), per poi evolversi in altre versioni e su altre console.

L’obiettivo del videogioco è molto semplice: il giocatore deve guidare questa creatura sferica gialla, facendogli mangiare tutti i puntini disseminati in un labirinto, facendo attenzione a non farsi toccare o raggiungere dai quattro fantasmi colorati (pena la perdita di una vita). Per facilitare il giocatore, ai quattro lati del labirinto sono poste quattro “pillole” speciali (le “power pills”) che permettono a Pac-Man di diventare invulnerabile per una manciata di secondi, così da poter mangiare i fantasmini in un tempo ridotto. Inizialmente, ogni livello era così, con diverse difficoltà: l’obiettivo era quello di mangiare tutti i puntini gialli.

Tutte le cose che vengono mangiate da Pac-Man diventano dei punti e ogni 10’000 punti viene data una vita extra; oltre ai pallini gialli, le power pills e i fantasmini, Pac-Man può mangiare anche degli oggetti speciali che regalano punti extra, come ciliegie, mele, campane o chiavi.

I vari livelli del gioco sono intervallati da scenette umoristiche in cui compaiono i protagonisti del gioco, come Blinky (un fantasma) che insegue Pac-Man, per poi essere a sua volta rincorso da Pac-Man che ha ingurgitato la power pill.

Il gioco termina al livello 256, un termine dato da un bug del gioco. In linea teorica il videogioco può continuare all’infinito, poiché sempre identico in ogni livello, ma nel livello 256 appaiono simboli di frutta al posto dell’indicazione del livello sulla parte bassa dello schermo, proprio a causa del bug.

A questo punto, la mappa del labirinto si riempie di simboli casuali che rendono quasi impossibile il completamento del livello. Tuttavia, esistono voci sul completamento del livello: la più famosa è quella che riguarda Jeffrey R. Yee (che, all’epoca, aveva 8 anni), il quale sosteneva di aver ottenuto un punteggio altissimo e di aver superato il livello. La voce fu così insistente che il piccolo videogiocatore ottenne anche i complimenti dall’allora presidente Ronald Reagan.

Recentemente, grazie all’emulatore MAME, è stato possibile vedere come, dopo il 256° livello, esistano altri 255 livelli.

Fonte foto: Vice

 

Ma torniamo all’origine di Pac-Man, simbolo dei videogiochi arcade. Secondo la leggenda, il creatore ebbe l’idea alla fine degli anni Settanta, mentre era a cena fuori con alcuni amici. La compagnia prese una pizza e dopo il primo pezzo, Iwatani ebbe la prima idea, ispirato proprio dalla forma che rimaneva.

Per quanto riguarda il nome, questo proviene dal giapponese “paku”, che è il suono che si verifica quando si apre e si chiude la bocca quando si mangia. Inizialmente il nome doveva essere “Puck-Man”, ma è stato cambiato per il mercato statunitense, perché la parola “Puck” somigliava troppo alla parola “Fuck”.

Il grande successo di Pac-Man è dovuto a svariati motivi: innanzitutto, si tratta di un gioco “unisex” e tutti potevano identificarsi nel protagonista. Inoltre, si tratta di un videogioco semplice e piuttosto elementare nella modalità, senza violenza, ma solo con tanto divertimento. Inoltre, fungeva come una sorta di “lotta contro sé stessi” per migliorare il proprio punteggio.

Fonte foto: Considerable

Pac-Man ebbe un successo clamoroso alla sua uscita, anche perché, proprio in quegli anni, si stavano sviluppando i videogiochi arcade e le sale giochi. Tra il 1981 e il 1987 Pac-Man arrivò a toccare cifre altissime, diventando il videogioco arcade di maggiore successo di tutti i tempi, con un totale di 293’822 mila macchine vendute.

Col tempo Pac-Man ebbe un’enorme evoluzione arrivando anche sulle console portatili casalinghe, furono aggiunti nuovi personaggi, come Miss Pac-Man (la versione femminile del protagonista) e furono creati nuovi videogiochi anche in 3-D con dei veri e propri livelli da superare tra salti, rincorse e nemici (ve lo ricordate Pac-Man World per Play Station 1?).
Negli ultimi tempi, il personaggio di Pac-Man è stato inserito nel gioco Super Smash Bros, entrando nel mondo Nintendo.

Fonte foto: RetroGames Planet

 

Ecco alcune curiosità su Pac-Man:

-Si tratta del gioco a gettoni più venduto della storia. Infatti, Pac-Man è stato giocato più di 10 miliardi di volte in un arco di vent’anni e la Namco ha ricavato la cifra astronomica di 100 milioni di dollari solo da questo videogioco arcade.

-Nel 1982 ha debuttato anche il cartone animato, edito ABC, sulla famosa pallina gialla, nel quale Pac-Man cercava di salvare Pac-Land e i suoi amici dal malvagio Mezmaron.

-Pac-Man viaggia il 20% più veloce nei corridoi senza pallini gialli (ricordatevelo la prossima volta che ci giocate).

-Il marchio di Pac-Man è stato concesso ad oltre 250 aziende, infatti possiamo trovare il protagonista su una miriade di prodotti diversi: scatole di cereali, cellulari, libri e gadget di ogni tipo.

-Nel luglio del 1999, un americano di nome Billy Mitchell, residente in Florida, ha ottenuto il primo punteggio perfetto nella storia del videogioco, pari a 3’333’360 punti, dopo aver giocato per 6 ore di fila e senza perdere nessuna vita.

-Nel 2015 Pac-Man è stato scelto come il villain del film (tremendo a dir la verità) Pixels.

-Il 22 maggio 1983, per il suo terzo anniversario, è stato festeggiato il Pac-Man Day in 27 città americane.

Fonte foto: We Heart It

 

Pac-Man è stato l’emblema, più di altri, di un nuovo tipo di videogioco, simbolo dell’avvento degli arcade e delle sale giochi.

Oggi compie quarant’anni e noi ancora impazziamo per la piccola pallina gialla.

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