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Come riprendere a vivere dopo la Quarantena

Coronavirus dopo la fase 2: come ricominciare a vivere?

A metà marzo le nostre vite sono cambiate per sempre. Quello che era un problema della lontana Cina, è diventato una pandemia mondiale e ad esserne stato colpito è stato soprattutto il nostro Paese. All’improvviso abbiamo smesso di lavorare, di incontrare amici e “congiunti” ed abbiano dovuto adattarci a nuove restrizioni imposte dalla quarantena.

 

Un evento del genere, in campo psicologico, può definirsi un evento traumatico, in quanto va a impattare le nostre vite causando una crisi che può essere gestita in modalità differenti che variano da soggetto a soggetto. Tanti sono stati i sintomi causati dal Coronavirus: ansia, attacchi di panico, depressione, alterazioni del sonno. Ben presto dunque, un’emergenza che era soltanto sanitaria è diventata anche un enorme danno economico e un problema psicologico da affrontare.

 

Dal 18 maggio le restrizioni si sono allentante e la vita sta ricominciando a poco a poco. Ma come affronteremo il Coronavirus dopo la fase 2? nulla sarà più come prima, ma come affronteremo quel che sarà dipende soltanto da noi. Ecco perché oggi vi lasciamo qualche consiglio su come poter riprendersi al meglio dopo la quarantena.

 

Coronavirus dopo la fase 2: impariamo ad essere pazienti

 

Innanzitutto, come afferma Juan Luis Arsuaga, esperto in evoluzione umana, questa crisi ci ha fatto comprendere che non abbiamo il controllo sul nostro futuro. Se pensavamo dunque di avere un posto fisso di lavoro, di poterci laureare con amici e parenti, di non dover mai rinunciare ad una passeggiata, ecco che le certezze sono crollate.

 

Bisogna considerare che la fine della quarantena non significa fine della pandemia. Il virus, seppur invisibile, è ancora presente e ci vorrà tempo e buon senso per essere debellato del tutto. Tuttavia, non dobbiamo farci spaventare, piuttosto imparare l’arte della pazienza. Magari avete voglia di scappare a casa il più velocemente possibile? Attendete che tutto sia più sicuro, per voi e i vostri cari e l’incontro successivo sarà ancora più entusiasmante. Quell’abbraccio tanto sognato, arriverà prima che ci pensiate se non vi focalizzate sulla distanza ma su quello che vi tieni uniti nonostante la distanza.

coronavirus dopo la fase 2

Coronavirus dopo la fase 2: adattamento e gestione dello stress

 

Il secondo passo per affrontare il  Coronavirus dopo la fase 2 è adattarsi: dal modo in cui fare shopping al prendere un caffè o ritornare al cinema. Tutto sarà diverso adesso, ma non significa che potrebbe essere negativo. Il cambiamento fa paura, ma ci fa anche crescere, rende responsabili e ci porta a vedere il tutto da nuove prospettive. Avreste mai immaginato di fare didattica a distanza? Eppure, le condizioni lo hanno reso possibile e forse anche produttivo.

 

Importante è anche la gestione dello stress che la quarantena ha provocato. Non bisogna sottovalutare sintomi che vi portano a arrabbiarvi, ad essere tristi, stanchi e apatici. Lo stress influisce sia a livello corporeo che mentale e pertanto è importante imparare a combatterlo. Analizzate la fonte di origine delle vostre sensazioni e cercate di capire come poter risolvere il problema. Lasciate spazio alle emozioni, prendetene nota, scrivetele, e d’un tratto scoprirete che non saranno più cosi ingarbugliate ma chiare e definite.

Coronavirus dopo la fase 2: prendersi del tempo

Prendetevi del tempo per accettare questa nuova fase. Un effetto tipico post quarantena è la cosiddetta sindrome della capanna. Vi sentite al sicuro nella vostra abitazione, e la paura di ricominciare a vivere, riprendere i ritmi della quotidianità spaventa. Quelle mura che nei primi giorni di isolamento forzato vi sembravano anguste, adesso sono diventate un rifugio, dove coltivare le proprie passioni e passare del tempo in famiglia, al riparo dagli obblighi sociali. Non costringetevi ad uscire di casa, piuttosto tenete conto dei vostri personali ritmi senza che questo diventi una competizione a chi è il migliore. Analizzate le vostre paure.

 

Non tutti riusciranno a riprendere la vita dopo la quarantena allo stesso modo e questo dipende da numerosi fattori.

 

Bisogna fare i conti con le perdite subite, in tanti ad esempio hanno subito dei lutti o devono fare i conti con la fine di una relazione. Altri ancora hanno perso il lavoro o hanno dovuto rimandare degli impegni presi. Inoltre, l’impatto della quarantena è stato sicuramente più forte su tutti i soggetti affetti da patologie fisiche e mentali o per coloro che vivono relazioni abusive e secondo degli studi in molti potrebbero presentare il cosiddetto “stress da Covid-19” che tra i sintomi prevede lo sviluppo del PTSD (disturbo post traumatico da stress).

 

Per questo motivo, anche se si ritiene di essere emotivamente stabili al momento, non sappiamo in toto come il nostro cervello o il nostro corpo reagirà ed ammettere di avere un problema è il primo passo verso la guarigione. Che vi confidiate con un amico o decidiate di intraprendere un percorso psicologico, l’importante è comunicare. Non lasciate che credenze erronee sulla psicologia impediscano di iniziare un percorso terapeutico che vi potrebbe portare numerosi benefici.

coronavirus dopo la fase 2

Non lasciatevi bloccare dalle paure, piuttosto mettete in atto soluzioni creative per combatterle. Molti individui sono spaventati dall’idea di poter contrarre il virus. Attuando dei meccanismi per proteggersi (quali igiene, distanziamento sociale, utilizzo delle mascherine) la paura potrebbe essere meno pesante da gestire. Un’altra problematica creatasi è la paura di perdere il lavoro (o di averlo perso). Potrebbe essere questa un’occasione per reinventarsi e fare quello che avremmo sempre sognato di fare come professione.

 

D’altronde, in questi mesi, abbiamo avuto modo di stare a contatto con noi stessi. Abbiamo ripreso a leggere, a cucinare, a fare sport, a stare in famiglia. Abbiamo coltivato hobby e chissà che non ci sia venuto in mente di proseguire verso una delle nostre passioni. Abbiamo anche imparato ad essere altruisti, a pensare non più soltanto al singolo ma alla comunità, rivalutato i nostri obiettivi ed i nostri rapporti amicali e amorosi. Non tutto è stato negativo, non tutto deve esserlo.

 

 

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