La vita a 30 anni: come affrontare questo periodo di confusione totale

La vita a 30 anni, oggi, è piuttosto difficile: siamo cresciuti pensando al titolo di studio e al posto fisso, ci immaginavamo 30enni e felici con famiglia al seguito o comunque con un lavoro che ci facesse sentire realizzati. E invece no.

Abbiamo studiato, ci siamo formati, abbiamo seguito le regole ed eccoci qua, in un mondo di 20enni talentuosi che spopolano su youtube mentre noi ci arrabattiamo per arrivare a fine mese.

Abbiamo preso riforme scolastiche, universitarie, 3+2, nuovi corsi di laurea, abbiamo viaggiato, parliamo almeno 3 lingue ma siamo fermi. E ora ci si mette anche il coronavirus.

Magari avevi appena trovato lavoro, e già ti dicevamo che a 30 anni eri fuori età, ma comunque eri riuscito a realizzare un tuo sogno, potevi quasi toccarlo con la punta di un dito, ma arriva il virus e te lo strappa via. Stavi ad un passo dall’indipendenza, dopo anni di lavori sottopagati e in cui hai ingoiato rospi grandi quanto dinosauri, e ci devi rinunciare.

Sia chiaro le direttive si rispettano, anche perché non abbiamo scelta, ma per quanto si cerchi di essere positivi questa situazione ti lascia l’amaro in bocca. Ci criticano perché non facciamo figli, ma come li cresciamo?

Ci dicono che non abbiamo voglia di fare nulla, perché loro alla nostra età avevano un lavoro, i figli, una casa e cani, gatti e canarini. Ma non calcolano la totale differenza di periodo storico, con difficoltà annesse, da non sottovalutare.

Come risolvere? A sto punto seguiamo i nostri sogni, quelli che abbiamo messo da parte anni fa in nome della concretezza e del fare la cosa giusta. Il periodo che stiamo vivendo è indubbiamente un caos, in cui nessuno ha idea di quello che potrebbe succedere, per cui tanto vale fare il salto, che abbiamo da perdere? Un lavoro orribile in cui veniamo sfruttati e sottopagati? Visto che per adesso tutto è sospeso, e lo sarà per un bel po’, almeno facciamo finalmente quello che ci piace.

Da sempre ci hanno detto che con i sogni non si campa, abbiamo seguito tutte le direttive, tutti i percorsi che ci sono stati consigliati, ma qualcosa è andato storto visto che ora siamo pure costretti a stare a casa causa emergenza sanitaria. E allora, buttiamoci nei sogni, facciamo in modo che cambino le cose, che con i sogni si possa mangiare. Trasformiamo questo periodo nella rinascita dei sogni, in una nuova visione della vita orientata alla realizzazione personale e all’unione tra persone.

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