Viaggi in aereo: realtà VS aspettative disilluse. The web coffee dice la sua.

Grazie ad Instagram possiamo renderci conto di come le star si approccino ai viaggi in aereo, e soprattutto di quanta sia la differenza tra noi e loro. I loro profili sono pieni di foto in aeroporto, con mille valige perfettamente coordinate, i capelli perfetti, un look impeccabile e il trucco senza una sbavatura.
Memorabile Jennifer Lopez che va in aeroporto con i figli con tanto di tacco 12, cappotto color cammello e un look invidiabile.

Per non parlare di Chiara Ferragni, che ha pure le mutande griffate, set di valigie ordinati e perfettamente impilati, i capelli perfetti e il trucco impeccabile. E anche in tuta risulta quasi perfetta.


Ogni volta che partiamo ci convinciamo che possiamo farlo anche noi, che stavolta saremo fighissimi al check in e verremo scambiati per un personaggio famoso. Pie illusioni.
La vita di noi comuni mortali in partenza è simile all’inferno: la notte prima di partire la passiamo a finire la valigia, a mettere le cose in ordine che così le troviamo prima, e a pensare a quello che dovremmo mettere la mattina prima di partire.

I nostri viaggi in aereo partono sempre all’insegna del nervosismo, perché tanto qualcosa ce lo siamo dimenticati sicuramente e ci diciamo “va beh dai stavolta lo compro in aeroporto!”, salvo poi vedere i prezzi e pensare “ok faccio senza!”. 

L’inizio dei viaggi

Poi inizia la corsa per arrivare in tempo, fatta di tiro della valigia in macchina, caccia al parcheggio, corsa all’autobus e individuazione del check in.


Il tutto con una molletta in testa, vestiti da scappati di casa perché gli aeroporti sono sporchi, quindi meglio vestirsi male, e anche perché abbiamo già messo tutto in valigia dimenticandoci che non viaggiamo in mutande.


Arriviamo al controllo di sicurezza per i viaggi, quindi cerchiamo quello che la sera prima “abbiamo messo lì così domani lo troviamo subito”. Sì ciao. Passiamo 5 minuti di terrore in cerca del passaporto e della carta di imbarco, che ovviamente sono ben riposte per evitare che si perdano. Arriviamo così al controllo di sicurezza, in cui dobbiamo toglierci tutto e malediciamo di non aver scelto di viaggiare in mutande. Prendi il PC, i cavi, le cuffie, il telefono, il tablet e qualsiasi cosa abbia una batteria e lo metti nelle scatolette bianche, scordandoti che sciarpa, valigia e borsa non puoi portartele dietro.

I controlli per la sicurezza dei viaggi in aereo


Non si sa perché si suona al metal detector, veniamo così perquisiti e dopo interminabili minuti si rendono conto che era un contatto. Andiamo avanti a cercare il gate, che ovviamente è a chilometri dalla nostra posizione. Seguiamo così le frecce che ci indicano il percorso, e ci rendiamo conto che: o le ha messe qualcuno che non aveva idea di come dare indicazioni, o è un gioco di sopravvivenza.


Dovete andare al gate G che non si sa perché è a fianco agli ultimi numeri del W, e inizia la caccia al tesoro: frecce che vi mandano in ogni direzione, gente che gira in aeroporto da anni e non sa come uscirne, corridoi infiniti di frecce.
Finalmente arrivate al gate, e qui ci sono due opzioni: destinazione internazionale, gente ordinatamente in fila che aspetta il proprio turno, destinazioni italiane gente che compone una fila ramificata urlando perché stava prima di quello accanto, e perché non è possibile che siano così lenti.


Riuscite a salire in aereo, e parte la ricerca del posto: state sicuri che se avete il numero 20 senza dubbio salite dalla parte sbagliata. Altra fila per arrivare al seggiolino, farcita da gente che smania nemmeno fossimo su un’autostrada a 5 corsie, lotta per il posto della valigia nella cappelliera, e speranza di trovare 3 posti liberi (che non si realizza quasi mai).

Una volta a bordo…

Arrivate al vostro posto, vi sedete e aspettate pazientemente la partenza ignorando le hostess che fanno la dimostrazione. Sicuramente è mattina presto quindi il vostro amore per l’umanità è molto scarso, per non dire inesistente, e provate a mimetizzarvi con il seggiolino. Ma altrettanto sicuramente starete viaggiando con una compagnia low cost, che vorrà vendervi qualsiasi cosa, non lasciandovi dormire e provocando la vostra voglia di mettergli i carrelli in testa.

Provate a dormire, ma tra me ginocchia che vi avanzano e le hostess più insistenti del tipo indiano con le rose, l’impresa è davvero ardua, ma ci riuscite e vi svegliate all’atterraggio con le gambe ormai atrofizzate e pensando che la prossima volta prenoterete in business class. Fingiamo di crederci.

Influencer e viaggi in aereo

Quindi un appello alle influencer, attrici, e compagnia bella: non ci illudete vi prego. Basta con le foto di perfezione in aeroporto, che anche se avete 5 figli tutto vi scorre liscio, quando noi con un bambino dopo 5 minuti iniziamo a chiederci se è possibile ottenere un rimborso, tornare a casa e rimettersi a dormire. O spedire il bambino iperattivo da solo e prendervi le ferie dormendo a casa. Dateci un po’ di realismo per favore!

Quindi per noi comuni mortali i viaggi in aereo sono stile survivor, e il bello è che paghiamo pure per farli, li programmiamo e aspettiamo quel momento con ansia, perché anche se non viaggiamo in prima classe, con tutte le comodità, resta sempre un’avventura da vivere.

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