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Virginia Woolf: biografia di una femminista

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LA VITA

Il nome di battesimo di Virginia Woolf era Adeline Virginia Stephen. 

Nata in una famiglia numerosa e allargata, a differenza dei fratelli maschi che poterono andare a scuola, lei e la sorella ricevettero un’educazione casalinga, sebbene di prim’ordine. La biblioteca paterna divenne il loro regno, dove leggere e studiare  avvicinandosi con passione alla letteratura. 

Durante la prima adolescenza la serenità famigliare e la sua salute iniziarono a incrinarsi. Alla morte della madre, infatti, seguirono quella di una delle sorelle e del padre.

Questo carico emotivo in aggiunta alla tentata  violenza sessuale da parte di uno dei fratelli, fecero emergere i primi segnali di disturbi psichici.

Nel 1904 si trasferì a Bloomsbury con i fratelli Vanessa e Toby: insieme diedero vita, nella loro casa, al Bloomsbury group un gruppo formato da intellettuali appassionati di ogni forma di espressione artistica, non solo letteraria.

È in questo clima che Virginia inizia a scrivere e dalla sua penna vedranno la luce romanzi, saggi, racconti brevi, diari.

Qualche anno più tardi sposò Leonard Woolf, da cui prese il cognome econ cui fondò la casa editrice Hogarth Press.

Attiva anche dal punto di vista politico, fece volontariato nel movimento per il voto alle donne.

La sua vita terminò in tragedia: dopo essersi riempita le tasche di sassi, si lasciò annegare nelle acque del fiume Ouse. Era il 28 marzo del 1941.

LE IDEE

Virginia Woolf aveva le idee chiare in merito alla condizione femminile durante la sua epoca, a cavallo tra Ottocento e Novecento.

La fine dell’epoca vittoriana vedeva ancora le donne in secondo piano rispetto alla controparte maschile e il loro assoggettamento prima ai padri, poi ai mariti.

Virginia aborriva tutto ciò e lo denunciava nei suoi scritti. I temi più cari alla scrittrice si rifanno alla celebrazione della donna come un essere pari all’uomo sia per capacità sia per intelletto.

Celebre è una sua frase, tratta da Una stanza tutta per sé :

Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna? 

La sua visione, però, era troppo moderna per l’epoca . Negli anni ’70 del secolo scorso, però, le sue opinioni vennero rivalutate e divennero uno dei capisaldi del pensiero femminista.

Oggi, nonostante siano stati fatti molti passi per migliorare la condizione della donna nella società, siamo ancora ben lontani dal mondo che la scrittrice immaginava e si auspicava.

FONTI

http://www.treccani.it/enciclopedia/virginia-woolf/

https://www.google.com/amp/s/www.illibraio.it/virginia-woolf-gita-al-faro-836828/amp/

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Virginia_Woolf

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