Vaginismo: quando l’amore fa male

Circa 1-2% delle donne in età fertile soffre di Vaginismo, ovvero la paura della penetrazione (sessuale e non). Di che cosa si tratta? Quali sono le cause e come si guarisce? Scopriamolo insieme.

Il vaginismo, come definito dalla dottoressa Graziottin è:

un disturbo sessuale caratterizzato da paura e angoscia della penetrazione, associate a variabile fobia del rapporto e a una contrazione muscolare riflessa, e quindi involontaria, dei muscoli che circondano la vagina.

In poche parole, nel momento della penetrazione (durante un rapporto sessuale, una visita ginecologica, o anche solo se si vuole inserire un tampone durante il ciclo mestruale) i muscoli della vagina si contraggono involontariamente per paura di provare dolore. In alcuni casi l’irrigidimento è lieve, in altri casi l’intensità aumenta sino a non permettere alcun tipo di esplorazione vaginale. Possono presentarsi sintomi come bruciore o dolore pungente, ansia, attacchi di panico e perdita del desiderio sessuale.

Sebbene possa essere una problematica tutta al femminile e che non riguarda tutte le donne, il DSM V inserisce il vaginismo tra le patologie all’interno della categoria “disturbo del dolore genico-pelvico e della penetrazione”. Per tale motivo non va sottovalutato, e non va sicuramente detto, alla propria partner, semplicemente di “rilassarsi” durante l’atto, in quanto la sua paura irrazionale del dolore sarà più forte del semplice consiglio.

Quali sono le cause e come risolverle?

Il vaginismo ha una duplice causa: può derivare sia da problematiche fisiologiche ma dipendere anche da una serie di disfunzioni psicologiche.

Problematiche fisiche:

Per quanto riguarda le problematiche fisiologiche, spesso queste non sono state prese in considerazione in quanto ci si focalizzava principalmente sul ricercare una causa mentale. Tuttavia, la donna potrebbe soffrire di rigidità dell’imene, endometriosi, atrofia senile, potrebbe presentare inoltre un infiammazione o un tumore nella zona pelvica.

In questi casi sarebbe opportuno farsi visitare da un ginecologo. In questo modo, non soltanto avrete modo di conoscere il motivo per cui non riuscite ad avere un rapporto sessuale con il vostro partner, ma potreste anche prevenire l’insorgenza di ulteriori complicazioni qualora presentaste alcune di queste sintomatologie fisiche.

Problematiche psicologiche:

Molto spesso però alla base del vaginismo vi sono una serie di cause psichiche. Ad esempio, l’essere cresciute con un’educazione rigida riguardo la sessualità, potrebbe avervi fatto insinuare l’idea del sesso come tabù e pertanto come qualcosa di sporco che deve essere evitato. Di conseguenza, ci si irrigidisce durante il rapporto e si prova dolore al solo pensiero di una penetrazione.

Potreste aver subito abusi o violenze ed in tal caso associate l’atto di penetrazione al ricordo doloroso di quei momenti, potreste farvi condizionare dalle storie di amici e parenti che hanno vissuto la loro prima volta in modo particolarmente doloroso, o aver vissuto il periodo delle prime mestruazioni in maniera negativa (con dolori e sentimenti di vergogna).

In questi casi sarebbe opportuno intraprendere un percorso terapeutico. Parlare con uno psicologo potrà aiutarvi a fare luce su tutte le motivazioni che vi bloccano ed una volta risaliti alla radice del problema, sarà più facile ricominciare ad avere dei normali rapporti sessuali.

Altre volte però le cause non dipendono solo dalla donna. Anche l’uomo fa la sua parte. Infatti, circa il 32% delle donne che soffre di vaginismo avrebbe un compagno che presenta anche’egli una disfunzione sessuale come l’eiaculazione precoce o disturbi dell’erezione.

In questi casi l’unico consiglio è comunicare con il vostro partner. Aiutarvi a vicenda a sviluppare una nuova autostima di voi stessi, senza sentirsi inadeguati o incapaci se non riuscite ad avere un’intesa sotto le lenzuola. La mancanza di dialogo potrebbe infatti creare dei conflitti che potrebbero allontanarvi. Insieme potreste ritrovare la complicità perduta.

E voi, soffrite di vaginismo? Cosa avete fatto per curarlo?

fonte: State of Mind

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