#JesuisMila o #JesuispasMila: dove si trova il confine della libertà di parola

Mindy

Quando la libertà di pensiero ha un limite? Esiste un limite o si é sempre e comunque liberi di dire quello che si vuole? É quello che si sta chiedendo la Francia, se non l’intera Europa, dopo che si é saputo di Mila, una ragazza adolescente francese che ha insultato pesantemente in un video la religione dell’Islam; ma perché tanto scalpore?

Mila come dicevamo é una ragazza francese di 16 anni che un pomeriggio riceve sotto un suo video su internet dei commenti, o meglio degli “approcci”, da parte di ragazzi islamici. La ragazza rifiuta le “avance” aggiungendo che lei non é interessata agli uomini perché lesbica. Ed é qui che la situazione inizia a scaldarsi. I ragazzi non accettano il rifiuto e iniziano a insultare la ragazza sui social che risponde con il video di cui tutti parlano.

Arrivata all’esasperazione Mila registra un video in cui dice che “nel Corano c’é solo odio”, “la vostra religione é solo m….” e finisce dicendo “il vostro Dio? Gli metto un dito nel c…”. 

Inutile dire che il video é diventato virale e la comunità musulmana non l’ha presa benissimo, dato che il profilo della ragazza francese é stato inondato dalla così detta “shit storm”, ricevendo insulti di ogni genere: dalle minacce di morte agli insulti sessisti.

A complicare la situazione é la pubblicazione dei dati personali di Mila sui social. A un certo punto sono spuntati dati privati di Mila, come indirizzo di casa (con annesse foto) e indirizzo della scuola frequentata dalla ragazza, che l’hanno costretta a chiudere gli account social e a non recarsi più a scuola per paura di essere aggredita.

La storia non é passata inosservata alla politica francese che ha trovato la scusa per schierarsi con o contro Mila.

Ovviamente la destra estrema, tra cui anche Marie LePen, si é schierata al fianco della ragazza dicendo “Siamo in Francia e non in Arabia Saudita” rifacendoci alla libertà di espressione mentre il governo Macron, tra cui la ministra dell’istruzione Nicole Belloubet, ha criticando la ragazza dicendo che “ha recato offese alla libertà di coscienza”; ma nonostante le critiche ai modi usati da Mila, il governo Macron si é subito premurato di mettere sotto scorta la ragazza e di trovare una soluzione per riportarla a scuola.

Il caso di Mila divide, tant’è che sui social sono spuntati gli hashtag #jesuismila (sono Mila) e #jesuispasmila (io non sono Mila) mentre la ragazza ha già chiesto scusa per i modi in cui si é espressa ma non ha rinnegato il concetto  trasmesso nel video, perché ha detto “é quello che penso”.

Il caso che divide la Francia pone in rilievo 2 questioni: la libertà di esprimere il proprio pensiero contrapposto alla libertà di professare qualunque religione si voglia senza per questo essere insultati o discriminati. L’unica cosa certa che sappiamo é che Mila al momento non può frequentare la scuola e non può uscire senza scorta per paura di essere aggredita per aver espresso la sua opinione, giusta o sbagliata che sia.

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