Matrimonio riparatore: la Turchia di Erdogan propone la legge “sposa il tuo stupratore”

Giulia

La proposta di legge soprannominata “sposa il tuo stupratore” riguardante il matrimonio riparatore era stata già proposta nel 2016 ma, in seguito a diverse proteste, era stata abrogata.

Tuttavia, 4 anni dopo, il presidente della Turchia Erdogan la ripropone senza scrupoli, perché, a quanto pare, uno stupratore libero è più importante di una donna, delle decisioni sulla sua vita.

La donna continua a essere vista come un oggetto e poi ci vengono a dire che il femminismo non serve più.

Sembra quasi di ritornare nei secoli avanti Cristo, prima che Gesù cominciasse a considerare le donne come persone, e non come oggetti.

Leggiamo, infatti, nell’Esodo:

“Quando un uomo seduce una vergine non ancora fidanzata e pecca con lei, ne pagherà la dote nuziale ed essa diverrà sua moglie.”

Esodo, capitolo 22, versetto 15

Tuttavia, un pensiero così raccapricciante quando ancora si credeva nel patriarcato, nel mos maiorum, è quasi accettabile. Nel 2020, dopo più di un secolo di lotte femministe, no.

In Italia è stato abolito nel 1981: cos’è il matrimonio riparatore

“Il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato”

In Italia era l’art.544 del codice penale, redatto nel codice Rocco del ventennio fascista. Parafrasando: se uno stupratore sposa la sua vittima, il reato viene estinto.

Di conseguenza, si legittima la violenza sessuale.

Perché, immaginate di essere una mente malata e di amare una donna che però non vi vuole. La violenti, la privi della sua dignità, del suo diritto di scegliere, e lei sarà tua per sempre.

E’ questo quello che è stato proposto da Erdogan in Turchia, fregandosene di quello che le donne scese in piazza desiderino davvero, fregandosene delle donne che ci hanno messo la forza per far capire cosa non vogliono.

E volete sapere anche una parte peggiore (e ce ne vuole, per avere una parte peggiore) di questa proposta di legge?

Secondo il The Guardian, il presidente turco ha anche scelto di non esonerare da questo ritorno al passato le minorenni.

Se stupri una minorenne, non andrai in carcere. Purché fra te e la tua vittima non ci siano più di 10 anni di età. Quindi se hai 20 anni e stupri una bambina di 11 anni, va benissimo. Avrete un bel matrimonio e condurrai una vita insieme a lei.

Un altro caso per favorire il fenomeno delle spose bambine di cui già tanto si parla, sebbene l’età del consenso sia a 18 anni (17 con il consenso dei genitori).

Nel 2020, la donna continua a essere vista come un corpo, come un oggetto, come se non fosse una persona alla pari

Secondo l’ONU almeno il 38% delle donne Turche ha subito delle violenze sessuali da parte del partner, sebbene il governo non renda pubblici i dati da più di 10 anni.

E ancora, nell’ultimo decennio le spose con l’età inferiore a quella prevista dalla legge sono state circa mezzo milione. Circa, perché questi matrimoni illegali non sono ovviamente celebrati davanti a chi potrebbe fare qualcosa.

Nel 2019, almeno 474 donne sono state uccise dai propri partner, molte di più rispetto agli anni precedenti (dati raccolti dalla piattaforma di Istanbul “Fermiamo i femminicidi”).

Sempre secondo quest’associazione, nell’ultimo decennio le donne uccise sarebbero state più di 2600, aumentando sempre di più, anno dopo anno.

“Nel 2016 il governo aveva proposto una legge sull’amnistia per gli autori di abusi sessuali sui minori, tutte le donne si sono opposte e la proposta è stata ritirata. Se ci riprovano, la combatteremo di nuovo”.

Fidan Ataselim, presidentessa di “Fermiamo i femminicidi”

Nel 2016 la proposta era stata subito fermata dalle tante proteste di donne, e anche di uomini, ma il presidente negli ultimi anni ha ricevuto molto più consensi

Sarà forse questo il motivo che lo ha spinto a riprovarci ancora una volta. Perché più consensi si hanno, più le masse sono incrementate, presenti, più gli uomini, i politici, credono di poter fare tutto quello che si vuole.

D’altronde, noi italiani lo sappiamo bene. Il fascismo (o, più in generale, i totalitarismi) è stato un fenomeno di masse. I consensi, la paura, l’ignoranza (nel senso letterale del termine), hanno contribuito all’ascesa di Mussolini.

Come tra l’altro spiega molto bene Hannah Arendt nel suo lavoro “Le origini del totalitarismo”: l’uomo di massa è capace di uccidere come di portare a spasso il cane. E’ uomo che vuole essere comandato.

E così fa anche il presidente Erdogan. Raccoglie consensi, manipola la mente dei cittadini per ottenere poi voti a suo favore. In particolare dopo aver schierato le truppe contro il generale Haftar in Libia e aver colpito i curdi siriani.

Tuttavia, i suoi consensi sono più nell’Anatolia e nel sud est, mentre le grandi città dell’ovest della Turchia storcerebbero il naso davanti alla reintroduzione del matrimonio riparatore.

“Lo stupratore sei tu!”, canzone cilena, simbolo della lotta femminista contro questa violenza anche tra le mura del parlamento

La legge soprannominata “sposa il tuo stupratore” è, fortunatamente (più o meno, visto che non dovrebbe neanche esistere più), una proposta, e speriamo rimanga tale.

In Italia abbiamo vinto con la legge sul revenge porn, adesso tocca alle donne turche farsi valere, urlare la propria opinione agli uomini che, ancora, vogliono scegliere per noi, sul nostro corpo e sulla nostra vita.

Riusciranno, come hanno sempre fatto, a superare anche quest’ostacolo. Con le proprie lotte, con il proprio sangue, con il proprio volto.

E non veniteci più a dire che il femminismo non serve più.

Perché, nel 2020, abbiamo ancora lotte da vincere.

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