Piccole Donne: la storia delle sorelle March nel film di Greta Gerwig

Piccole Donne: la storia delle sorelle March nel film di Greta Gerwig

“Natale non sarà Natale senza regali, brontolò Jo distesa sul tappeto”

Inizia così il celebre romanzo di Louisa May Alcott, che inconsciamente alla giovane scrittrice, sarebbe diventato un classico della letteratura: Piccole Donne.

La famosa frase non segna però l’incipit del film di Greta Gerwig. La regista infatti, decide di aprire le scene con la protagonista indiscussa del romanzo, Jo March mentre quest’ultima è intenta a consegnare uno dei suoi scritti all’editore.

Ma giocando sapientemente tra le linee temporali, e raccontando la vita delle quattro ragazze, Greta, inserisce l’inizio del romanzo della Alcott, dopo diverse battute, piazzandolo al punto giusto, quello che commuove gli spettatori (e lettori) e che rappresenta il momento di vera apertura della trasposizione.

Subito si entra nel vivo della vita delle protagoniste, che rappresentano ognuna una tipologia di donna.

Meg (Emma Watson) è la più grande, colei che desidera avere una famiglia e dei figli, niente di troppo ambizioso eppure quanto le basta per essere felice. Poi c’è Jo (Saoirse Ronan) l’alterego della Alcott prima e della Gerwing poi. L’anticonformista, la scrittrice. Quella che tutte vorremmo essere. In mezzo c’è Amy (Florence Pugh) simbolo di quelle donne orientate sia alla carriera che all’amore, e infine la piccola Beth (Elisa Scanlen) che presa dalle sue insicurezze preferisce rifugiarsi tra le mura di casa.

Seppur sembrino diverse sono legate da un rapporto inscindibile: fondano il loro club di sole ragazze, passeggiano a braccetto discutendo di problemi adolescenziali, ma affrontano anche difficoltà economiche, l’assenza del padre, la malattia e la morte.

Piccole Donne
amica.it

Quello che rende Piccole donne davvero interessante è il gioco delle linee temporali che ci fa comprendere quanto le cose possano cambiare.

Si passa infatti, dalle risate, dalle azzuffate sul tappeto, e le giornate al mare, che fanno da sfondo all’adolescenza delle protagoniste, al presente vuoto e triste, dove aleggia il richiamo della morte, l’aver dovuto dire addio ai propri sogni di ragazza, l’aver rinunciato all’amore per essere libere.

“Non credo che mi sposerò mai. Sono felice così come sono, e amo così tanto la mia libertà per non avere alcuna fretta di rinunciarvi, per qualsiasi uomo mortale”

Afferma infatti Jo, ritrovandosi tuttavia a sentirsi sola, quando rimane l’unica in soffitta. Quella stessa soffitta che aveva visto nascere teatrini e prime cotte e che è sempre stata il rifugio della ragazza. Lì, dove sono nate le sue opere, come appunto Piccole Donne, il romanzo che la donna decide di proporre dopo aver smesso di credere in sé stessa. Ma la caducità della vita che le ha portato via le sorelle in modi diversi, la spingerà a fare qualcosa per riunire quella famiglia.

È proprio la famiglia infatti ad essere la protagonista di Piccole donne.

Con a capo Marmee (Laura Dern) e l’odiosa zia March (Meryl Streep) vediamo crescere queste piccole donne. Le vediamo soffrire, gioire, amare, confortarsi, litigare e poi perdonarsi. Con la libertà di poter essere chi vogliono essere, senza alcun obbligo.

 

Piccole Donne
donna.it

Cosa non affatto facile a quei tempi, dove non era buona cosa rimanere zitelle (a meno che non si fosse estremamente ricchi, è ovvio). Piuttosto bisognava maritarsi (possibilmente con un buon partito) e fare il proprio dovere. Ma sarà Jo, che ci farà capire più di tutte, che certi pregiudizi e stereotipi vanno abbattuti.

È lei l’eroina dell’800 che ha ispirato tutte le altre figure femminili venute successivamente nella letteratura e nel cinema. Eppure, non lo fa con estremo femminismo. Agisce con garbo, attraverso la scrittura, fa valere i suoi diritti in un mondo comandato da uomini, prendendosi la percentuale che le spetta, e soprattutto i diritti di aver fatto qualcosa con le sue mani.

Piccole donne: Non manca sicuramente la componente maschile

La ritroviamo in primis in Timothée Chalamet che interpreta Laurie. il ragazzo crescerà accanto a Jo, Meg, Amy e Beth, sostenendole nei loro momenti di bisogno, e trovando anch’egli conforto alla solitudine che lo attanaglia. Sì innamorerà di Jo, finendo poi per lasciarla andare tra le braccia di Friedrich (Louis Garrel) e riconoscendo chi davvero provava per lui dei sentimenti veri.

La loro presenza però non oscura la componente femminile del film. Sì presentano come gli uomini perfetti, dolci e amorevoli. E lo stesso vale per John Brooke (James Norton) che sposerà Meg, il signor Dashwood (Tracy Letts) l’editore che si farà convincere a pubblicare il libro di Jo, e per il signor Laurence (Chris Cooper) che sarà l’equivalente di un padre, per le ragazze March.

Piccole Donne
cinematographe.it

Senza dubbio la Gerwig ha creato una sua versione personale, ma ugualmente commuovente del romanzo. È impossibile non versare lacrime: il ritorno del padre, la morte di Beth, lo sguardo avvilito di Laurie e Jo che stringe tra le braccia quel piccolo volume rosso che racconta la vita della sua famiglia.

Piccole Donne è un film da vedere, ma soprattutto un romanzo da leggere. Fatelo per saziare la vostra curiosità sulla vita ottocentesca, fatelo per comprendere che donne ed uomini abbiano pari diritti, fatelo per tutte le Beth del mondo e dei loro sogni che potrebbero essere anche un po’ i vostri.

Pubblicato da Silvia Rosiello

Studio psicologia e amo scrivere. Con la scrittura esprimo parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Attraverso la psicologia mi piace scoprire quello che si cela dietro l'animo delle persone e poter aiutare a combattere la loro oscurità. Perché ogni giorno è un "bel giorno per salvare delle vite".

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