VENEZIA: IL GRIDO DI AIUTO DEI TESTIMONI

Silvana Uber

L’elettricità è saltata per tutta Venezia. Siamo al buio e per le strade c’è mezzo metro di acqua

Inizia così il messaggio di Marco R., abitante di Venezia

La situazione a Venezia si è stabilizzata ma nelle ultime ore gli abitanti hanno dovuto affrontare una delle alte maree più catastrofiche registrate dal 1966.

Il centro maree del comune di Venezia aveva allertato gli abitanti ma nessuno, nemmeno i tecnici, avevano previsto un’alta marea di 1 metro e 87. Tutti sapevano che arrivava, ma con simili livelli non ci sono passerelle o paratoie davanti a negozi o case che tengano.

A peggiorare la situazione è stato lo scirocco che ha iniziato a spirare con raffiche fino a 100 km/h, e ha gonfiato la laguna.

Alle 22 Piazza San Marco si presentava deserta e spettrale, sommersa da quasi un metro d’acqua, le onde ad infrangersi sulle colonne di Palazzo Ducale e la Basilica di San Marco, indifesa davanti all’attacco del mare, rovinando e corrodendo una cripta appena restaurata e riportando danni di circa 1 miliardo a monumenti ed abitazioni.

Venezia – San Marco

Chi si trovava malauguratamente ancora per strada ha visto o vissuto scene da panico: l’acqua saliva ovunque a velocità impressionante, superava gli argini e le barricate, le onde stavano letteralmente affondando Venezia, penetrando in ogni angolo e facendo dilagare il terrore.

Le barche dal mare sono state brutalmente spinte nella città, rimaste in balìa delle onde e incastrandosi tra le strette calle.

Venezia – nave incastrata tra le calle

Acqua ed elettricità hanno creato un connubio mortale che è costato la vita a due persone. La gente era immobilizzata nelle abitazioni e negli uffici pubblici.

Sono in Tribunale, a Rialto, sono le 8 di mattina. Hanno chiuso il Tribunale perché non agibile ma noi non possiamo uscire. Siamo bloccati qua dentro. Un muro di acqua sta sfondando le porte…

continua Marco R.

Ma è solo quando la situazione si stabilizza che il terrore viene schiacciato dalla desolazione. Nei cuori delle persone resta solo spazio per la conta dei danni e dei ricordi andati distrutti.

Alla gente mancano i servizi primari: luce e gas sono stati ripristinati solo in alcune zone della città, i mezzi di trasporto sono stati danneggiati e non possono garantire il servizio, le passerelle sono inutilizzabili e ci si muove solo per estrema necessità con stivaloni alti fino all’inguine.

Gli esercizi commerciali sono quasi tutti chiusi, tra cui i supermercati. La merce galleggia all’interno dei negozi e per strada.


Venezia – supermercato

La gente per strada si osserva, si scambiano sguardi di comprensione e muti silenzi che sono più forti di tanti gridi d’aiuto. Negli occhi la paura per ciò che era e che non sarà più.

Fonti: testimonianze reali – foto a cura di Marco R.

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