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Videogiochi da semplici passatempi al divieto cinese

Videogiochi uso e abuso.

I videogiochi, un tempo passatempo per pochi eletti che potevano permetterseli, sono oggi facilmente utilizzabili da tutti, basta un telefono o un tablet. Questo ha portato all’uso sconsiderato degli stessi, soprattutto nei ragazzini che si trovano per tante ore a casa da soli. I genitori, dopo aver attivato tutti i blocchi possibili sono convinti di lasciare i loro figli con un passatempo sicuro, ma è la verità?

Dipendenza da videogiochi.

Sempre più spesso i ragazzini lasciati liberi di agire si fossilizzano davanti allo schermo per interi pomeriggi e i personaggi dei video diventano i loro unici compagni di giochi. Unico interesse del tempo libero diventa anche il principale argomento di conversazione a scuola, al punto tale che chi non ci gioca si trova escluso.
Oggi una delle problematiche principali è proprio la dipendenza con relativa mancanza di socialità e chiusura in se stessi. Questi aspetti portano a loro volta ad ansia e depressione.
I videogiochi hanno aspetti positivi legati alla logica che deve essere messa in atto, ma il loro abuso e anche il loro semplice uso accentuato creano molte difficoltà.

Le problematiche.

L’uso di qualsiasi tipo di congegno elettronico dovrebbe essere escluso in tenera età e sarebbe ancora meglio fino ai dieci anni, poiché il cervello del bambino si sta sviluppando e ha bisogno di stimoli che lo aiutino ad elaborare, creare, riflettere, insomma a crescere. I videogiochi hanno già pronta la parte creativa e limitano soprattutto le capacità visive, poiché, così come per tutti i video, utilizza solo la visione frontale e non quella laterale.

La visione laterale ci permette di osservare ciò che ci è attorno, di evitare eventuali pericoli di lato, ci è utile nella guida, ma anche semplicemente se si cerca qualcosa. I ragazzi di oggi tendenzialmente faticano in giochi come la caccia al tesoro proprio perché poco abituati alla ricerca su luoghi ampi.

Come comportarsi?

Un genitore dovrebbe limitare l’uso dei videogiochi a un tempo determinato, come può essere una mezz’ora al giorno. Questo limiterebbe le problematiche fisiche, mentali e soprattutto psicologiche. È anche vero che questi ragazzi dovrebbero avere un’alternativa e qui si potrebbero aprire innumerevoli dibattiti sulle paure che i genitori hanno nel lasciare i figli liberi di fare un giro in bicicletta o sul tempo che dedicano tutti insieme a un gioco di società .

La Cina ha vietato i videogiochi.

La Cina ha vietato i videogiochi ai minorenni e ha anche limitato l’uso nelle ore notturne. Questa scelta ha alzato le polemiche sulla libertà personale, poiché sarà proprio lo Stato a controllare i ragazzi stessi, in quanto per accedere a ogni gioco il bambino dovrà registrarsi, in modo tale che ogni suo movimento venga osservato dal server. La Cina quindi perderà il primato mondiale di fatturato sulla vendita di videogiochi. Lo Stato spiega che la motivazione è sociale, ma c’è chi dice che sia solo un altro modo per togliere libertà ai cittadini.

Fonte: https://www.madmass.it

Articolo di Erika Franceschini

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