ABOLITO IL TERMINE “ALTO ADIGE”: E’ POLEMICA

Silvana Uber

Il nuovo disegno di legge ha abolito il termine Alto Adige

Non si potrà più utilizzare il termine “Alto Adigee il corrispondente aggettivo “altoatesino”. E’ quanto deciso dal Consiglio provinciale di Bolzano. Il vocabolo in lingua tedesca Sudtirol è invece ammesso, mentre in italiano si utilizzerà solo il termine “Provincia di Bolzano”.

Per fare chiarezza andiamo innanzitutto a scoprire come è nato il nome Alto Adige

Il termine Alto Adige è stato coniato nel 1810, quando questo territorio fu occupato dalle truppe napoleoniche e assegnato al Regno d’Italia. Alcuni partiti sudtirolesi ritengono sia un nome ‘fascista’. Ma la sua storia è un po’ più complessa.

Dopo l’occupazione di questi territori, i francesi crearono qui il “Dipartimento dell’Alto Adige”, dando alla zona il nome del fiume più importante che la attraversa.

Il termine è stato poi abbandonato e ripreso solo nel ‘900 con la nascita del nazionalismo italiano, che aspira alla conquista dei territori di Trento e del Trentino.

Perché hanno voluto cancellarlo?

Nel 2001 con la riforma costituzionale si era aggiunto al Trentino Alto-Adige il nome Sudtirol.

In quegli anni un nazionalista italiano, Ettore Tolomei, fondò una rivista, l’Archivio dell’Alto Adige, per sostenere la fondatezza storica di questo nome e della necessità che l’Italia annettesse questi territori. Italianizzare questi luoghi divenne per lui di primaria importanza.

Tolomei scrisse un Prontuario dei nomi locali dell’Alto Adige, diede forma alla toponomastica italiana dell’area, poi, quando l’Italia acquisì questo territorio (1919, ndr), i nomi da lui coniati vennero usati per i luoghi e le aree della zona.

Ad introdurli ufficialmente, sostituendo o cancellando i vecchi nomi tedeschi, è stato il regime fascista, e questo darebbe ragione alle rivendicazioni dei partiti sudtirolesi.

Va tuttavia sottolineato che, pur essendosi scatenate polemiche tra i partiti, i bolzanini si sentono Sudtirolesi e non Altoatesini e a quanto pare questo nuovo disegno di legge ha contribuito a donare loro un’identità sottovalutata.

Attenzione però, perché le parole di Gianclaudio Bressa, sottosegretario per gli affari regionali, sottolineano un fatto gravissimo che pare sia stato trascurato dal consiglio provinciale di Bolzano:

 «È una cosa contro la Costituzione, perché i nomi delle regioni sono scritti nell’articolo 131 della Costituzione. Per cambiare legge devi fare una legge costituzionale. Impugneremo la legge».

Fratelli d’Italia intanto annuncia il deposito di una richiesta di interrogazione e informa che chiederà al Governo di cancellare questa legge “vergognosa” che calpesta la nostra storia e la Costituzione.

fonti: l’adige.it

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