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Dolceacqua: il borgo dell’entroterra ligure dipinto da Monet

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Se ti dico Liguria, qual è la prima cosa che ti viene in mente? Scommetto mare! Beh, sicuramente sì, ma lo sapevi che c’è anche un entroterra ricco di borghi medievali, vigneti e storie uniche?

Oggi ti voglio raccontare di Dolceacqua, un paesino della Provincia di Imperia. Un luogo magico, fatto di case in pietra grigia attraversate da strette e ripide stradine acciottolate che regalano scorci mozzafiato sulla vallata circostante.

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Fonte: Social

Cosa vedere nel borgo tra storia e gastronomia

Il Castello della famiglia Doria fa la guardia all’antico borgo, arroccato sull’altura a ridosso del fiume Nervia. Un progetto di riqualificazione del 2016 ha donato nuova vita ai ruderi del Castello grazie ad un camminamento interno che ne valorizza il rapporto con la natura circostante.

Una serie di passerelle in acciaio Corten, materiale che progressivamente nel tempo assume i colori della terra, conduce il visitatore in un percorso tra le rovine e ne racconta il passato, alternandolo a momenti di sosta suggestivi a strapiombo su un territorio sospeso tra mare e montagna.

Ma la bellezza di Dolceacqua sta soprattutto nella sua storia. Era la fine del 1800 quando il pittore Claude Monet, in occasione di un viaggio in Liguria alla ricerca di nuova ispirazione per le sue tele, si recò nel borgo ligure e ne rimase incantato.

A colpirlo una scenografia di perfetto equilibrio tra artificio e natura in una cornice di luce meravigliosa. Scrive così il pittore:

“ […] Il luogo è superbo: vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza”.

L’antico ponte romanico in pietra, risalente all’epoca medievale, ancora oggi attraversabile, è stato immortalato in più di una tela dal pittore francese, che tornò spesso a Dolceacqua per dipingerne i paesaggi unici.

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Fonte: Social

Dolceacqua oggi: turismo straniero e identità storica

Oggi, Dolceacqua è rimasta pressoché invariata e si possono ammirare quegli stessi scenari che stregarono Monet, spingendolo a soggiornare qui per lunghi periodi.

I poco più di duemila abitanti del borgo sono molto legati al pittore francese che, in qualche modo, ha contribuito alla sopravvivenza della loro cittadina. Ogni anno, infatti, è  forte l’affluenza di turisti stranieri che ne riempiono i vicoli, curiosi di rivivere i luoghi e le emozioni che ispirarono il padre dell’impressionismo.

Dolceacqua ha puntato sulla salvaguardia del suo patrimonio e della sua identità culturale, unita alla capacità di investire in nuove iniziative che valorizzano la storia, la natura e la gastronomia locali. Grazie a questo, ha ottenuto nel 2007 la Bandiera Arancione, simbolo di qualità turistica del Touring Club Italiano, insieme ad altri borghi italiani.

Perdersi tra i caratteristici caruggi ( come vengono chiamati i vicoli stretti nel dialetto ligure) del borgo medievale regala un’esperienza di viaggio unica. Diversi artisti e artigiani si sono stabiliti qui e tengono vivo il paesino soprattutto nelle serate estive.

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Fonte: Social

Sono diverse, poi, le trattorie in cui concedersi qualche strappo alla dieta gustando i prodotti tipici a base di Rossese di Dolceacqua, vino rosso D.O.C. che nasce dalle vigne della Val Nervia.

Se, quindi, desiderate un tipo di vacanza lontana dalle rotte più battute non potete non addentrarvi nell’entroterra ligure e scoprire i gioielli di pietra disseminati tra le sue colline!

Autore: Simona Vitale

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