Casapound e Forza Nuova oscurate sui social: “sono organizzazioni che diffondono odio”

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Internet, Facebook, 9 Settembre 2019, Mark Zuckerberg e il team di Facebook decidono di oscurare le pagine di Casapound e Forza Nuova poiché diffondono odio e violenza.

La pagina principale, guidata da Gianluca Iannone, aveva 280mila follower ed era persino certificata, con la spunta blu. Ma questo non è bastato per salvarla dalla pulizia di Facebook contro tutte le pagine e i profili che spargevano odio, non rispettando il regolamento del social.

Le pagine cancellate sono tante e anche di diverse nazioni, eccone alcune:

  • Generation Identify (Pan-Euro);
  • Inferno Cottbus 99 (Germania);
  • Varese Skinheads (Italia);
  • Ultras Sette Laghi (Italia);
  • Black Storm Division (Italia);
  • Rivolta Nazionale (Italia);
  • Scrofa Division (Olanda);
  • Chelsea Headhunters (Gran Bretagna);
  • White Front (Bulgaria);
  • Boris Lelay (Francia);
  • Beke Istvan Attila (Ungheria);
  • Szocs Zoltan (Ungheria);
  • Varg Vikernes (Norvegia).  

Iannone fa subito sentire la sua voce indignata all’Adnkronos, affermando che tutte le realtà che si rifanno a Casapound sono state colpite e che ritiene questo un atto vergognoso.

Il presidente di Casapound ritiene che questo attacco sia dovuto alla loro scesa in piazza contro il nuovo governo, avvenuta proprio nella mattinata del 9 Settembre e a cui hanno aderito diverse persone, tra stimatori della Lega, di Casapound, di Forza Nuova e di Fratelli d’Italia.

Tuttavia, il regolamento di Facebook è ben chiaro e un portavoce del team si fa subito sentire tramite l’ANSA:

Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram.

Portavoce di Facebook e Instagram

Regola che evidentemente il presidente non ha letto o ritiene ingiusta, poiché ritiene che su Facebook “non valgono le regole dello Stato ma la legge la fa Mark Zuckerberg. E’ agghiacciante e mi sembra un comportamento fuorilegge: noi ci siamo candidati, abbiamo consiglieri eletti e Fb deve attenersi alla legge italiana.

Molti sui social si appellano al diritto di espressione e alla democrazia, ma è coerente dai sostenitori di un partito apertamente neofascista?

Bisognerebbe infatti ricordare alcuni articoli della Costituzione e di altre leggi, per capire se davvero Casapound possa difendersi con la democrazia.

  • ‪L’art. XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione Italiana afferma che “è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.”‬
  • L’art. 4 della legge Scelba sancisce che “chiunque promuova oppure organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista.”
  • L’art 2 della legge Mancino, infine, punisce “chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali” di organizzazioni, associazioni o movimenti “aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.”

E infatti tanti quanti sono gli indignati per questa scelta di Facebook di far rispettare il suo regolamento, tanti sono coloro che gioiscono per questa censura, perché “finalmente qualcuno fa rispettare la legge”.

D’altronde, molti fanno notare come in piazza contro il governo in troppi abbiano più volte alzato la mano per imitare il saluto romano, che è reato, e nessun poliziotto, nessun agente della digos, abbia fatto nulla. Mentre le manifestazioni antifasciste, antileghiste o i semplici pride, vedono persone costrette a metter via lenzuoli o cartelli con frasi come “Restiamo umani“.

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Fonte: ilmici8 su Twitter

Ed è anche questo che sui social le persone cercano di far notare.

“Scendono con le svastiche in piazza, fanno il saluto romano, osannano il duce, lasciano un merdaio in giro, augurano stupri e pestaggi sui social a tutti, postano armi e minacce e poi chiedono libere elezioni, il popolo, democrazia”, scrive un utente di Twitter, facendo notare l’incoerenza del partito.

Anche gli esponenti e attivisti politici fanno sentire la propria voce, chi in modo positivo e chi in modo negativo

“Bene Facebook. Un altro passo verso l’archiviazione della stagione dell’odio organizzato sui social network”, scrive l’ex presidente della Camera Laura Boldrini sul suo profilo Twitter.

A gioire insieme a lei è anche Nicola Zingaretti, segretario del PD, che scrive: “Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Una motivazione esemplare per una scelta giusta e coraggiosa.”

Alla ricerca di risposte e appellatosi al diritto di espressione, sono invece Luca Marsella, consigliere del X Municipio, e Vittorio Sgarbi, storico dell’arte e opinionista.

Il primo lo ritiene “un fatto gravissimo in una democrazia su cui ogni persona libera dovrebbe prendere una posizione aldilà del proprio pensiero politico.”

Il secondo accusa Facebook affermando: “Facebook purtroppo non è nuova a ingiustificate forme di censura. Spero solo che l’improvviso oscuramento dei profili di CasaPound sia dovuto a problemi tecnici e non alle sue idee politiche.”

Che la censura di Casapound sia giusta oppure no, bisogna ricordare che il fascismo non è “un’opinione”, né un “ideale politico”, ma è un reato e nel XXI secolo dovrebbe essere solo un brutto ricordo.

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