Smuoviamo le acque: la campagna per spingere più persone a bere dal rubinetto‌

Smuoviamo le acque: la campagna per spingere più persone a bere dal rubinetto‌

Una campagna social, nata dalla Rete per contrastare una minaccia concreta e reale, quella della plastica e in generale dei “rifiuti marini”: così nasce “Smuoviamo le acque”, mirata a sensibilizzare al consumo di acqua potabile, riducendo l’utilizzo dell’acqua in bottiglia.

Una delle prime cose che ci insegnano a scuola, in geografia o in scienze, è come è fatta il nostro pianeta, la Terra, e di come sia costituita principalmente d’acqua, che occupa il 71% della superficie: un’elemento essenziale, in quanto permette la vita.

Smuoviamo le acque
Fonte: Pixabay

Un bene prezioso, del quale negli anni però si è sottovalutata l’importanza, dal momento che le nostre acque, dai piccoli fiumi ai vasti oceani, sono diventate delle vere e proprie “discariche a cielo aperto”.

Non si parla di qualche cartaccia o una bottiglia di plastica dispersa, ma bensì di 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. Un numero che, purtroppo, è è destinata ad aumentare.

Sì è vero, i rifiuti si degradano, ma questo non vuol dire che causino meno danni, anzi.

Le microplastiche, ad esempio, rappresentano uno dei pericoli maggiori per l’ambiente, per gli animali che di continuo le ingeriscono, ma anche per noi esseri umani, che andiamo proprio a consumare sulle nostre tavole pesce e crostacei che si cibano del “nostro” inquinamento.

Sì, nostro, perché è vero la maggior parte dei “rifiuti marini” sono il risultato dell’attività delle fabbriche, incapaci spesso di smaltire correttamente gli scarti industriali, ma anche gesti e azioni che per l’uomo sembrano apparentemente piccole ed insignificanti, in realtà recano un enorme danno all’ambiente e all’ecosistema.

Che sia più o meno consapevole, l’inquinamento dei nostri mari ed oceani è una tematica seria, che non va assolutamente sottovalutata, in quanto ne va anche della nostra salute, non solo di quella di animali o piante.

Da qui la nascita di diverse iniziative per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e alla riduzione dell’utilizzo della plastica nella vita quotidiana: tra queste anche “Smuoviamo le acque”

Smuoviamo le acque

Una campagna, nata sui social, con l’obiettivo di sensibilizzare la gente ad abbandonare definitivamente le bottiglie di plastica preferendo l’utilizzo di acqua del rubinetto.

Perchè proprio l’acqua di rubinetto? Cos’ ha di “speciale”?

Due domande che sicuramente molte persone si pongono, abituate al consumo dell’acqua in bottiglia, per non parlare dei “luoghi comuni” che circondano l’acqua del rubinetto:

Non sappiamo da dove viene”

E’ piena di calcare dalle tubature”

Quesiti più che legittimi, certamente, miti che tuttavia vanno sfatati .

Innanzitutto, l’acqua del rubinetto è a chilometro 0, ossia possiamo usufruirne direttamente da casa nostra, senza dover trasportare bottiglie da una parte all’altra esponendo l’acqua a condizioni ambientali che possono alterarne le caratteristiche.

Inoltre, prima che arrivi nelle nostre case attraverso il sistema di tubature, l’acqua è sottoposta a controlli continui e a trattamenti che ne garantiscono la salubrità.

Altri miti da sfatare: l’acqua del rubinetto ha calorie zero come l’acqua in bottiglia.

Inoltre la quantità di calcare contenuta non ha effetti negativi sulla nostra salute..ma solo per la nostra lavastoviglie o altri elettrodomestici ( se non trattata, naturalmente).

Una campagna digitale, con l’hastag #Smuoviamoleacque, nata con lo scopo di promuovere l’utilizzo di acqua del rubinetto, ponendo l’attenzione su una tematica importante, ma ancora poco conosciuta.

Per saperne di più, cliccate qui

SITOGRAFIA

Clean Sea Life

MeteoWeb

Pubblicato da martysmith89

Se dovessi descrivere la mia vita, la definerei come un paesaggio pedemontano, dove rilievi irti e rocciosi si intrecciano con ampie vallate sconfinate. La mia prima grande passione,quella per la scienza, c'è stata fin da piccola ma ha cominciato ad assumere la forma della Biologia in seconda liceo, e dell'Immunogenetica adesso. L'altra, quella per la scrittura, quasi in parallelo, grazie ad eventi casuali: per me è stato come un fulmine, che mi ha colpita e ha lasciato un segno indelebile. Io e la scrittura siamo unite da un filo invisibile ma solido.

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