WhatsApp vietato ai minori di 16 anni? Tutto ciò che c’è da sapere

Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore in Europa il GDPR, la nuova normativa per il trattamento e la tutela della privacy e dei dati sensibili di milioni di utenti europei. Tra le app e i Social coinvolti figura anche WhatsApp, che sono ormai in pochi a non conoscere. Ma quali sono state le conseguenze?

WhatsApp, cos’è e cos’è cambiato nell’ultimo anno

WhatsApp è l’applicazione di messaggistica istantanea che ha rivoluzionato il mondo della telefonia mobile, acquistata dal proprietario di Facebook, Mark Zuckerberg, nel 2014. Lo scorso anno, con l’entrata in vigore del GDPR, il web è entrato in subbuglio per i limiti di età per l’utilizzo di internet. Vediamo meglio nel dettaglio di cosa si tratta.

In realtà nulla è stato stravolto, ma adeguato alle nuove regole arrivate dall’Europa. Formalmente, una persona può iniziare a utilizzare liberamente internet all’età di 16 anni e ciò è stato applicato anche a WhatsApp. Gli Stati europei possono decidere a loro discrezione, con una legge specifica, di abbassare questo limite a 13 anni. Prima di queste età, saranno i genitori a dover dare il consenso in vece dei propri figli.

“Aggirare” i limiti di età, una pratica molto diffusa

Il problema alla base di tutto questo è che fin dalla nascita dei social network ci sono ragazzi e bambini che mentono sulla loro età indisturbati. A causa di ciò, ci si era chiesto come sarebbe stato possibile identificare l’età reale di un utente al momento della sua registrazione. Diversi dubbi erano sorti anche su come scovare coloro che mentono, e su come i genitori avrebbero dovuto dare la loro autorizzazione.

Nel corso dell’ultimo anno, nonostante la messa in vigore, la situazione non è cambiata di una virgola.
Nell’ultimo periodo però WhatsApp, dopo la novità circa l’introduzione dello sblocco tramite l’impronta digitale per la versione Android dell’app, ha deciso di iniziare a fare concretamente qualcosa per smuovere le acque.

Come risolvere?

Ad oggi si sta ancora studiando il da farsi, in quanto non è affatto semplice riuscire a risalire all’età degli utenti. Infatti, al momento dell’iscrizione, non viene chiesto nessun dato anagrafico: in sostanza, basta possedere una sim telefonica, anche intestata a qualcun altro, e il gioco è fatto.
Una delle idee proposte è quella di fare un incrocio dei dati anagrafici da Facebook e Instagram, entrambi di proprietà di Zuckerberg. Se WhatsApp riuscirà nell’intento, ovviamente verrà applicato anche ai profili già esistenti.

Questa mossa potrebbe essere molto rischiosa per l’ app in quanto potrebbe perdere una buona fetta di utenza, ma è anche vero che, ora come ora, tantissimi minori ne fruiscono e i loro dati potrebbero finire in mano a truffatori e malintenzionati.

Alla resa dei conti, meglio la popolarità o la sicurezza?

Views All Time
Views All Time
128
Views Today
Views Today
1
Next Post

Amazzonia: le fiamme stanno distruggendo la biodiversità

Facebook Twitter LinkedIn Amazzonia in fiamme e noi non stiamo attenti al nostro pianeta. “Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare.” diceva Andy Warhol. Forse dovremmo dargli ascolto. Viviamo in un paese in cui se c’è una partita di calcio ci esaltiamo e […]
amazzonia fiamme

Subscribe US Now