Ivan Zaytsev, lo zar della pallavolo italiana

Ivan Zaytsev

Neanche due giorni fa la nazionale italiana di pallavolo ha conquistato un importante vittoria: il 3 a zero schiacciante sulla Serbia ha permesso alla squadra di Blengini di ottenere il pass per le Olimpiadi di Tokyio 2020. Nonostante lo sport sia di gruppo, c’è un nome che capeggia su tutti, quello di Ivan Zaytsev, lo “zar” della pallavolo italiana. Conosciamo dunque meglio il pallavolista amatissimo dai fan.

Ivan nasce a Spoleto il 2 Ottobre del 1988 e con i suoi soli 30 anni ha già conquistato vette importanti nel mondo dello sport. Figlio del pallavolista campione olimpico Vjačeslav Zajcev seguendo le orme del padre si appassiona alla pallavolo già dalla tenera età dei 7 anni. Inizia quindi a praticare lo sport a San Pietroburgo, spostandosi poi in diverse città sino a che, all’età di 10 anni si stabilisce con la famiglia in Italia.

Dopo ben 10 anni di permanenza nel nostro paese, il 12 maggio presta giuramento per ottenere la cittadinanza italiana.

Carriera

Zaytev inizia quindi la sua carriera sportiva spostandosi in diverse squadre, dalle giovanili del Perugia Volley alla M.Roma sino alla Lube Macerata, per finire poi, nella stagione 2018-19 nella squadra del Modena. Diversi sono i premi che si aggiudica tra cui quelli vinti per i club:

  • Coppa serie A2 2009/2010
  • Supercoppa Italiana 2012
  • Campionato Italiano 2013/2014
  • Coppa CEV 2014/2015
    Coppa dell’Emiro 2016

Non mancano i premi personali tra cui la Coppa Italia di Serie A2: MVP (miglior giocatore n.b) nel 2010 e la World League: Miglior schiacciatore 2013.

A questi si aggiungono le vittorie portate a casa con la Nazionale: prima l’oro ai Giochi del Mediterraneo, poi il bronzo alle Olimpiadi di Londra e infine l’argento ai Giochi di Rio de Janeiro del 2016.

“Anche solo tornare a casa e giocare con mio figlio mi aiuta a rilassarmi per ritrovare poi più facilmente la concentrazione nella pallavolo”.

Con i suoi 2.04 metri di altezza Ivan si è sicuramente distinto nel panorama sportivo per il suo ruolo all’interno della squadra e per il suo record personale di battuta alla velocità di 134km/h che spesso e volentieri ha travolto i giocatori avversari durante le partite. La pallavolo ce l’ha nel sangue e sulla pelle. Ha infatti ben 3 tatuaggi, il primo di questi è il più rappresentativo riguardo il suo legame con lo sport. Il secondo è una rondine con testa d’usignolo sul braccio, dedicato alla moglie che lo ha identico sulla schiena. Il più recente è un cavallo selvaggio giapponese sulla coscia.

Il primo tatuaggio l’ho fatto a 19 anni, quando giocavo a Perugia… C’è scritto “My life, my rules. Avevo capito che il volley poteva essere davvero la “cosa” della mia vita ma che in alto ci sarei arrivato, e rimasto, seguendo le mie regole e non quelle di qualcun altro.

Nonostante l’essere uno sportivo famoso comporti stipendi importanti oltre che una bella fetta di notorietà, Zaytsev è rimasto un uomo umile che per combattere le tensioni date dalla sua professione utilizza un farmaco potente: l’amore per la sua famiglia.

Il pallavolista è infatti sposato dal 2013 con Ashling Sirocchi. I due si sono conosciuti ad una partita di beach volley ed oggi è la sua manager. “Senza di lei sarei perso, a casa e fuori” ha dichiarato Ivan. La coppia ha due bambini, Alessandro detto “Sasha” di cinque anni e la piccola Sienna nata lo scorso anno. Quest’ultima è stata al centro di una bufera sui social quando il padre ha pubblicato una foto della sua vaccinazione.

Tanti sono stati i commenti ma Zaytsev l’ha messo in conto. Essere un personaggio pubblico ha il suo prezzo, ma alle parole “Zingaro di m.” che spesso si è ritrovato a leggere, lui passa avanti e dichiara che bisogna “mostrarci superiori all’odio, ma contemporaneamente dobbiamo capire cosa lo scateni e ripartire da lì, dall’educazione e dalla convivenza civile“.

Inoltre insieme alla moglie ha partecipato nel 2016 alla campagna promozionale per la raccolta benefica promossa dalla Fondazione Banco alimentare e nel marzo 2017, diventa ambasciatore e testimonial italiano del Programma Alimentare Mondiale.

Oltre alla pallavolo ama anche il Basket ed il tennis; ha dichiarato di ammirare Roger Federer mentre non ama particolarmente il calcio. Tuttavia lo prende d’esempio e vorrebbe che si considerasse la pallavolo al pari degli altri sport e non lasciare che se ne parli solo quando si vince qualcosa. In fondo, i palazzetti sono pieni, le squadre sono forti, ma c’è poco investimento d’immagine.

Come abbiamo detto, il suo nome emerge particolarmente all’interno della Nazionale italiana, ma nonostante ciò Zaytsev ricorda quanto sia importante la mentalità di squadra. L’unione delle personalità di ogni individuo è a servizio di tutti per affrontare i momenti di difficoltà e superarli insieme.

Piccola curiosità: sapete come su pronuncia il cognome di Ivan?

 Il suo cognome si pronuncia Saizev con la s di “schiacciata”.

Se avete voglia di conoscere meglio lo “zar” della pallavolo italiana, vi consigliamo la lettura del libro “Mia: Come sono diventato lo Zar fra pallavolo e beach volley, amore e guerre” un intervista a carattere autobiografico che Ivan ha concesso all’editorialista ed ex giocatore di rugby Marco Pastonesi.

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