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Retail Therapy: l’acquisto che risolleva l’umore e allevia lo stress

Grazie alle carte di credito e agli store online, siamo sempre più spinti verso lo shopping compulsivo, anche quando non ce ne sarebbe davvero bisogno.

Acquistare online infatti rende meno concreta la percezione dell’esborso economico, dato che l’addebito non avviene fisicamente sotto i nostri occhi.

I tempi sono cambiati e molti degli acquisti che facciamo giornalmente sono dettati più dall’impulsività che da un vero bisogno.

A chi non è mai capitato di passare davanti a negozi di lusso come Tiffany, Yves Saint Laurent, Gucci e guardare sognanti la vetrina, sapendo di non potersi permettere neanche il cartellino del prezzo?

Fonte: Pinterest

Dall’America arriva la Retail Therapy

Gli americani sono sempre un passo avanti a noi, e hanno escogitato un utile stratagemma per far felici noi povere (nel vero senso della parola) amanti delle grandi firme.

La Retail Therapy infatti, non è altro che un acquisto in grado di risollevare il nostro umore.

Ma dobbiamo comunque sborsare un sacco di soldi?

No, perché a questo scopo molti marchi prestigiosi si sono adoperati per questa “terapia del consumo” mettendo sul mercato 

“oggetti di poco costo che, mentre assicurano il piacere dell’acquisto, danno la sensazione che si stia spendendo poco”

dichiara Valeria Volponi, esperta di retail e docente alla Milano Fashion School.

Basti pensare a prodotti come portachiavi, penne, portamonete, candele, soprammobili e altre piccole chincaglierie di cui certamente non abbiamo bisogno, ma che ci danno l’illusione di poter migliorare la nostra giornata, seppur momentaneamente.

Un esempio simile alla Retail Therapy e che sta prendendo sempre più piede è la Brand Extension.

Una politica di branding orientata all’espansione di un brand in una fetta di mercato diverso da quello in cui si è consolidata la sua notorietà.

Tiffany e la Brand Extension

La nota gioielleria resa celebre dalla pellicola con Audrey Hepburn, fa quotidianamente il tutto esaurito al “Tiffany Blue Box Cafè”, il locale situato al quarto piano dell’edificio di New York.

Fonte: Tiffany.com

“Qui, i clienti non si portano a casa un gioiello, ma un’esperienza” e con un costo decisamente meno elevato, ma che ha comunque un ottimo impatto sull’umore.

In questi casi infatti, i consumatori non sempre sono spinti all’acquisto ma si accontentano anche di un selfie da postare sui social e da condividere con gli amici.

A cosa serve la Retail Therapy?

Secondo recenti studi (anche se è così da sempre) un piccolo acquisto personale ci fa stare meglio, aumenta la nostra sicurezza, stimola la serotonina ed è un antidoto contro la tristezza alleviando così lo stress.

Scaldate i motori anzi, le carte di credito, tra poco è tempo di saldi!

Articolo di Tina Brooks

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