Turismo: cosa è la psicologia del viaggiatore?

Turismo: cosa è la psicologia del viaggiatore?

Turismo: essere turisti o viaggiatori, quale è la differenza?


Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
(Charles Baudelaire)

Viaggiare è da sempre una delle prerogative dell’uomo che nel corso degli anni ha implementato tecnologie sempre più efficienti per raggiungere i luoghi desiderati. E pensare che un tempo l’unico modo per muoversi erano le nostre gambe! Oggi viaggiamo per i motivi più svariati: svago, lavoro, fuga romantica, scappata verso il mare più vicino. Dobbiamo tuttavia distinguere due tipi di persone: il turista e il viaggiatore.

Turismo: Possiamo dunque parlare di Psicologia del Turismo e Psicologia del Viaggiatore.

Psicologia del turismo

Il termine indica una branchia della psicologia sociale sviluppatasi attorno agli anni 90, quando si è intensificato il fenomeno del turismo di massa. Un luogo diventa di culto e tutti vi si recano, come l’attuale caso di Chernobyl, che ha visto arrivare sul luogo diversi influencer, carichi di noncuranza del pericolo della zona e di zero rispetto per il luogo e la tragedia consumatasi.

Il principio dunque alla base della psicologia del turismo è cercare di sensibilizzare i cittadini verso il valore e la cultura del territorio, di modo che il turista non sia soltanto un individuo passivo che si preoccupa solamente di trovare il locale più instagrammabile o la spiaggia che offre il miglior aperitivo.

Al giorno d’oggi purtroppo in molti decidono di intraprendere un viaggio in un luogo che va di moda, per seguire le tendenze e la vacanza diventa un bene di consumo tra souvenir e fotoricordo. Ma vediamo come si potrebbe cambiare prospettiva e “diventare” viaggiatori.

Psicologia del viaggiatore

Per un viaggiatore, viaggiare significa andare alla scoperta di luoghi nuovi, non fermarsi nei posti più conosciuti ma proseguire oltre, verso borghi e paesini meno rinomati, verso mari meno invasi da ombrelloni e lettini, verso grandi distese desertiche. Insomma, tutto quello che possa servire a soddisfare la propria voglia di acculturarsi, per nutrire l’intelletto. Infatti la personalità di un viaggiatore è caratterizzata dalla voglia di scoperta, dalla ricerca di sensazioni e stimoli nuovi.

Non ci si ferma nel primo hotel di lusso, si preferisce campeggiare su una montagna e ammirare il panorama dalle sue alture; si va alla ricerca di un percorso, più che di una vacanza, che possa coniugare avventura, romanticismo, e un pizzico di imprevedibilità. Il correre rischi fa infatti parte di chi vuole rompere gli schemi della quotidianità, di chi cerca la libertà e al contrario del turista, che generalmente viaggia in gruppo, pur di evadere, decide di intraprendere un tour da solo.

Turismo: Turisti o viaggiatori, quale è la differenza?

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Il turista lo riconosci dal programma di viaggio organizzato, il viaggiatore lo organizza da sè. E se il primo avrà con se uno zaino pieno di soldi, vestiti, e l’immancabile computer, il secondo, nel suo bagaglio al massimo conserva gli oggetti tipici raccolti nei luoghi visitati. E poco importa se non ha visitato il museo tal dei tali famosissimo in tutto il mondo; magari la sua esperienza nel vecchio e tipico caffè di paese lo avrà arricchito molto di più.

Un turista vede un luogo, un viaggiatore lo vive, e permette, attraverso quello che porta con sè dal viaggio (foto, oggetti, aneddoti) di farlo vivere anche a chi non ha la fortuna di poter viaggiare. Un turista torna svuotato da un viaggio perchè aveva preso delle abitudini a cui è difficile rinunciare; dovrà tornare alla incombente realtà di tutti i giorni fatta di enormi responsabilità e tempi stretti per far combaciare tutto. Ma un viaggiatore torna svuotato da un viaggio perchè sa di aver lasciato un pezzo di sè, e da questo percorso ne esce completamente diverso.

 

Pubblicato da Silvia Rosiello

Studio psicologia e amo scrivere. Con la scrittura esprimo parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Attraverso la psicologia mi piace scoprire quello che si cela dietro l'animo delle persone e poter aiutare a combattere la loro oscurità. Perché ogni giorno è un "bel giorno per salvare delle vite".

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