Riforma del Copyright: Quali saranno i cambiamenti?

Dopo ben due anni di dibattito, la controversa riforma della direttiva sul Copyright è passata con 348 voti a favore. Diventerà tuttavia legge soltanto se approvata ufficialmente dal Parlamento Europeo.

Dopo la prima proposta di luglio, vi è stata un’accelerazione a settembre quando la proposta era stata approvata in via preliminare e il dibattito lungo ben due anni, è arrivato forse ad una conclusione.

Ha visto intanto lo schieramento dei deputati in due gruppi: da un lato coloro che, sostenuti dai colossi dell’informazione, ritenevano che la legge avrebbe limitato la libertà di internet, dall’altra i promotori della creatività  del futuro del giornalismo, aventi l’appoggio delle industrie musicali, cinematografiche e dell’informazione.

In particolare si è cercato di rendere meno ambigui soprattutto gli articoli 11 e 13, divenuti ora rispettivamente il 15 e il 17. Il primo riguarda il cosiddetto link tax, ovvero il compenso da pagare al titolare del diritto d’autore, mentre il secondo prevede che vengano posti dei filtri per verificare il contenuto e proteggere il diritto d’autore

Quali saranno i cambiamenti

Con l’approvazione della nuova legge, secondo l’attuale articolo 15, le grandi aziende come Google, Facebook e Youtube devono pagare equamente i creatori di contenuti e rispondere alle violazioni d’autore. Questo nasce dalla protesta degli editori di vedere i loro contenuti pubblicati liberamente e senza renumerazione; le piattaforme si sono difese affermando che il traffico deriva proprio dalle anteprime pubblicate. Tutto questo però potrebbe portare ad uno svantaggio per i piccoli gruppi editoriali che non riceverebbero attenzioni dai colossi.

Per quanto concerne invece l’attuale articolo 17, è previsto che i contenuti caricati online debbano essere controllati per verificare la presenza di una violazione del Copyright. Si obbligano le aziende ad introdurre un sistema di filtri, simile al content ID di Youtube, la tecnologia utilizzata dalla popolare piattaforma musicale per evitare il caricamento di contenuti che violino il diritto d’autore. Tuttavia questo è un sistema dispendioso e non sempre efficace che potrebbe condurre alla rimozione immotivata di alcuni contenuti.

La riforma inoltre prevede che gli snippet (foto e descrizione dell’articolo in breve) siano coperti di copyright e che per utilizzarli bisognerà pagare.

Il diritto d’autore escluderà i meme, popolarissimi sui social, e le enciclopedie gratuite come Wikipedia, che prima dell’approvazione della legge, si era schierata contro il provvedimento, sebbene esso non la toccasse liberamente.

 

Intanto arrivano i pareri dal mondo politico. Gianluca Vacca, ministro dei beni culturali dichiara che la riforma rappresenta “la risposta sbagliata ad un giusto problema”. Di Maio, ha denominato questa come “legge bavaglio”, mentre tra i sostenitori il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, ha affermato che questa sarà la “fine del far west di internet”.

Per l’approvazione ufficiale tuttavia dovremo aspettare il 9 aprile e si avrà tempo di altri due anni per attuarla realmente all’interno delle leggi nazionali.

fonti:

https://ilbolive.unipd.it/

http://www.ilducato.it/

 

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