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Vaccini: l’autocertificazione non è più valida, occorre il certificato

Inizialmente il 10 marzo  scadeva la proroga che permette ai bambini, anche senza vaccinazioni, di andare a scuola.Tuttavia si è slittato di un giorno, ed entro lunedì 11 marzo andava presentato il certificato vaccini.

 Dal 12 marzo quindi partiranno le misure che impediscono, anche la frequentazione scolastica, in alcuni casi, ai bambini che non hanno presentato tale certificato.

Questa proroga era la seconda, richiesta dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo quella accordata dalla Maggioranza nel 2018.  

L’associazione nazionale presidi (anp) ha dichiarato che la legge dovrà essere applicata. Questo vuol dire che chi non avrà il certificato che attesta i dieci vaccini obbligatori, non sarà ammesso in classe. L’allarme è la preoccupazione che scatta per gli immunodepressi, categoria tutt’ora priva di tutele.

 

La legge Lorenzin di cui si parla, è stata varata nel 2017 e prevede che negli asilo nido e nelle scuole materne i bambini non vaccinati non potranno entrare; invece per i bambini delle elementari e i ragazzini delle medie, i genitori possono essere sanzionati fino a un importo di 500 euro.

Gli esperti di Sanità pubblica affermano un innalzamento delle copertura. Infatti, in alcune regioni come Veneto, Lombardia,Toscana, Emilia Romagna e Puglia, si è arrivato al 95% dei vaccinati di 24 mesi.

Si è superata la cosidetta “immunità di gregge“, una protezione indiretta; quando una buona parte delle popolazione si vaccina vengono protetti indirettamente anche coloro che non sono immunizzati. Carlo Signorelli,  presidente della Società Italiana di Igiene, sostiene che è un dato rilevante, anche secondo la prospettiva dell’OMS (organizzazione mondiale delle sanità) in materia di copertura vaccinale.

Anche in questo caso i no Vax si stanno preparando all’attacco, attraverso un corteo di protesta che sarà portato avanti il 23 marzo.

In Parlamento è in discussione, probabilmente sarà l’ultimo anno di applicazione di questa legge, si sta valutando un “obbligo flessibile”, obbligando la vaccinazione solo in alcuni casi.

C’è da dire che l’Italia ormai spinge sul tema “vaccini” da più di un anno e mezzo, tra le polemiche scattate sulle immunizzazioni, in seguito al già citato decreto Lorenzin (7 giugno 2017), che ha portato da 4 a 10 il numero di vaccinazioni obbligatorie da 0 a 16 anni.

L’opinione pubblica, non solo si è espressa, ma si è nettamente divisa in tre categorie di pensiero, tra favorevoli, contrari (i cosiddetti no Vax) ed i contrari all’obbligatorietà del vaccino stesso (i free Vax).

Queste radicalizzazioni non hanno coinvolto solo la popolazione, infatti, anche in campo sanitario si è subito un profondo malcontento generato dalle differenti opinioni. Una frattura, probabilmente, insanabile.

Fonte: http://www.rainews.it

 

Virginia Di Leone

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