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Autismo 2019: cosa sappiamo su questo disturbo?

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L’autismo è un disturbo neuropsichico caratterizzato da un’ alterazione a livello  emotivo, sociale ed intellettivo. Cosa sappiamo su questa sindrome? Quali sono le cause e come possiamo vivere con una persona autistica?

Autismo: Le origini 

L’autismo è un disturbo che ha origini antiche. Secondo le leggende popolari era dovuto alle fate che si pensava sostituissero i propri neonato con quelli umani.

Ai tempi dello psichiatra Bleuler, indicava un sintomo comportamentale della schizofrenia.

Oggi, è inserito all’interno del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) nella categoria “disturbi dello spettro autistico” che comprende anche sottocategorie come la sindrome di Asperger.

Autismo: sintomi

Una persona che soffre di autismo ha difficoltà soprattutto nel comportamento e nelle relazioni con gli altri.

Spesso si comportano in modo ripetitivo. Compiendo azioni routinarie, mantenendo un ordine mentale, sarà più facile per loro vivere in un mondo pieno di stimoli spesso fastidiosi, come i rumori troppo forti o le luci troppo intense.

Quando sono in contatto con gli altri, è difficile che riescano ad esprimere le proprie emozioni. Tendono ad isolarsi, mantengono lo sguardo verso il basso. Spesso non vogliono ricevere coccole, abbracci. Anzi evitano proprio il contatto fisico.

Tutto questo è complesso per un genitore. Le difficoltà sono tante soprattutto perché i primi sintomi compaiono attorno agli 8 mesi di vita. Come si può fare per capire se si tratta di autismo? se vedete che il vostro bambino non vi sorride, non vuole giocare con voi, questi sono già dei segnali che potrebbero portare ad una diagnosi. Attorno ai 24 mesi, il bambino si mostrerà sempre più chiuso in sé stesso. Data la precocità dell’insorgenza di malattia, si parla di autismo infantile.

Sarà allora importante per i genitori trovare un canale di comunicazione. Non riuscire infatti a capire quello che succede nell’animo dei bambini autistici può costituire una barriera che deve essere rotta, per poter aiutare i piccoli a capire la malattia ed affrontarla insieme.

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Da cosa è causato l’autismo?

Non ci sono ancora delle risposte a questa domanda. Sicuramente però, giocano un fattore importante due fattori, la genetica con mutazioni vecchie e nuove ereditate dai genitori, e l’ambiente che potrebbe causare l’autismo per via di fattori quali l’inquinamento. Ma non ci sono fonti certe.

Vi sono fattori di rischio, ovvero che facilitano la possibilità di poter avere dei bambini autistici. Un esempio è il diventare genitori in età avanzata o la prematurità.

Sicuramente però, state certi che tra autismo e vaccini non c’è nessuna relazione come hanno dimostrato diversi studi scientifici.

Si può parlare di una differenza tra forme di autismo. Non tutti i bambini sono uguali e non tutte le manifestazioni autistiche sono le stesse.

Con il termine autismo lieve per esempio, si identifica una diagnosi (non ufficiale) in cui il soggetto ha pochi problemi comportamentali. Possono esserci problemi di relazioni sociali o reazioni a stimoli forti, caratteristiche che l’autismo lieve condivide con la sindrome di Asperger.

Quest’ultima è più tipica di adolescenti ed adulti ed ha tra le sue peculiarità quella di rendere i soggetti intelligenti a tal punto da soprannominare il disturbo “sindrome da professore”.

 Come può essere diagnosticato l’autismo?

Ci sono diversi test, in base alle caratteristiche che si vogliono analizzare.

È importante che lo strumento sia utilizzato da un valutatore con esperienza, poiché altrimenti vi potrebbero essere problemi di interpretazione.

 “Si deve lavorare con persone che sanno cogliere ogni sfumatura. Per esempio, una persona di grande esperienza sa distinguere tra un bambino che evita il contatto visivo perché timido e uno che si comporta in quel modo perché autistico”. afferma la dottoressa Epstein che ricorda l’importanza di indagare nei primi anni di vita del bambino per una diagnosi più corretta.

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Tra i vari strumenti vi sono:

Autism Diagnostic Observation Schedule (ADOS-2): un test che si adatta in base all’età del bambino ed indaga le abilità sociali ed i comportamenti ripetitivi.

RAADS-R: scala per diagnosticare autismo lieve e sindrome di Asperger negli adulti

Test sui comportamenti cognitivi: aiuta a capire in che modo il bambino pensa, si organizza e risolve i problemi. Spesso sono utili in quanto i bambini si trovano a loro agio con domande specifiche.

Colloqui: colloquio con i genitori per discutere dello sviluppo, dei problemi che riscontrano nella quotidianità, un esempio è L’Autism Diagnostic Interview, Revised (ADI-R)

Trattamento per l’autismo: come vivere con un bambino autistico?

Non esiste una cura. L’autismo è una malattia irreversibile che può però essere controllata tramite farmaci, consulti psicologici e tecniche comportamentali. Vivere con un bambino autistico è difficile, di importanza primaria è però fornire un approccio multidisciplinare, che gli permetta di poter vivere una vita normale come i suoi pari.

I genitori devono essere coinvolti nel percorso affinché il bambino possa capire e gestire la sua malattia. Sarà difficile, in una famiglia, affrontare i momenti bui del disturbo, in particolare quando i soggetti autistici hanno delle crisi dovute per esempio ad un evento che va a rompere la routine.

 Vivere con l’autismo non è facile. Non lo è per i genitori ma neanche per i soggetti stessi, in particolar modo quelli più coscienti della loro condizione.  

Molto spesso infatti accade che i piccoli siano vittime di episodi di bullismo per via della loro diversità. È importante quindi prima di tutto entrare nel mondo autistico, capire il punto di vista dei bambini con questo disturbo.

In secondo luogo anche gli insegnanti devono fare la loro parte. L’inserimento scolastico del bambino autistico può essere complicato, soprattutto se non si fa comprendere ai compagni di classe come approcciarsi ad una persona autistica.

Sarebbe opportuno che il bambino sia accompagnato da un insegnante di sostegno.  In questo modo sarà aiutato a sentirsi accolto in classe, portando a termine i suoi obiettivi e non sentendosi inferiore agli altri bambini.

Potrà in questo modo raggiungere, nel suo piccolo le prime vittorie importanti.

 

“Un bambino autistico ha bisogno d’amore. Ascolta il tuo cuore e imparerai a vedere il mondo dal suo punto vista” (Rinaldo Sidoli)

 

 

 

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