Sanremo è già polemica: il conflitto di interessi di Baglioni

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Tra meno di 24 ore inizia Sanremo e già impazzano le polemiche. Una di queste riguarda il conflitto di interessi di Claudio Baglioni.

Il direttore artistico del festival, si difende dagli attacchi che lo accusano di un conflitto di interessi. Si dice infatti che i pezzi in scaletta sono per la maggior parte prodotti dalla sua casa discografica (Sony) e dalla sua agenzia di promoting (F&P, gruppo CTs Eventim). Questo ovviamente andrebbe contro tutte le altre aziende concorrenti.

Il cantautore e presentatore della nuova edizione del Festival dopo essersi innervosito (addirittura avrebbe sfasciato letteralmente la porta del suo albergo) in particolare in seguito ai servizi di Striscia la Notizia che hanno raccontato del suo conflitto di interessi, e dopo lo scontro con i vertici Rai che non avrebbero apprezzato il suo intervento sulla questione migranti, in conferenza stampa ha voluto arginare un po’ i toni caldi.

Sanremo : Esterno Casino . Photocall conduttori Festival di Sanremo . Nella foto : Claudio Baglioni

“Io sono il sagrestano del Festival, ci tengo affinché sia una festa cantata ma cantata al meglio possibile. Qualsiasi personalismo riguardi me o qualsiasi altro dei protagonisti, cercherò di combatterlo perché il Festival è più importante di tutti noi. Raccoglie gli sforzi, le speranze, le emozioni e le aspettative di tantissime persone.”

 

Queste le parole di Claudio Baglioni che ha voluto quindi ricordare l’importanza del festival, quello che questo “concorso canoro” ha rappresentato negli anni e quanto le futili polemiche dovrebbero essere lasciate fuori dalle mura dell’Ariston.

In difesa a proposito del conflitto di interessi, intervengono Teresa De Santis, direttore di Rai 1 e Claudio Fasulo, vicedirettore della rete ammiraglia di Mamma Rai.

La prima afferma che quando si tratta di grandi eventi, come il Live Aid, “è molto frequente che siano le filiere amicali degli artisti a stare alla base dell’organizzazione” Spesso questa rete di conoscenze risulta utile per poter ricercare i migliori in zona, e Baglioni non ha bisogno di giochi di potere per scegliere chi merita il festival. 

Fasulo invece dichiara che:

“La clausola di trasparenza c’è ed è stata rispettata, il contratto di Claudio Baglioni è in linea con quello firmato dai direttori artistici precedenti”.

 

Bando quindi alle polemiche, e godiamoci queste cinque serate dedicate alla musica.

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