Cinematerapia in ospedale: Il cinema come arte che cura

Perché il cinema è un’esperienza terapeutica da vivere insieme anche in ospedale. Stare insieme nella malattia aiuta a stare meglio.

Quando si è costretti in un letto d’ospedale per molto tempo, quello che si vorrebbe è solamente evadere, anche solo per qualche ora, dal pensiero costante del dolore. Ecco che, proprio per alleviare l’animo di questi pazienti che trascorrono molte ore in un luogo stereotipicamente asettico e freddo, è nata l’iniziativa di Medicinema

L’organizzazione, una ONLUS, nata nel 2013 ispirandosi a Medicinema UK, ha lo scopo di allestire diverse sale cinema all’interno di strutture ospedaliere e case di cura. Spazi appositamente pensati per i malati, accessibili sia a chi è a letto e a chi è in carrozzina. Luoghi dove si può condividere la propria sofferenza. D’altro canto, anche il solo fatto di avere una rete sociale di supporto in situazioni traumatiche come l’ospedalizzazione, è già un buon fattore protettivo.

Il progetto è già presente all’interno del Policlinico Gemelli di Roma. Qui sono stati condotti esperimenti che hanno dimostrato che “lo stato psicologico di “pausa” favorito dalla visione di un film può davvero rivelarsi “ri-creativo” e riabilitativo.”

cinema terapia
fonte: agensir

 

Oggi anche l’ospedale Nicaguarda di Milano, dispone di una sala cinema. È  attiva già dal 12 novembre, giorno in cui si è dedicato un evento esclusivo ad i pazienti, in particolare bambini ed adolescenti.

Vi è stata la proiezione di “Gli incredibili 2”  ed in occasione dell’anniversario dei 90 anni di Topolino, la manifestazione è stata sostenuta anche dalla Walt Disney Company Italia. Ed ecco che Topolino e Minni in carne d’ossa hanno portato una ventata di allegria nei corridoi dei vari reparti, da quello pediatrico a quello oncologico.

cinema terapia
fonte: il giorno

“Uscire dalla propria stanza per assistere alla visione di un film in una vera sala cinematografica è certamente un’esperienza unica che aiuta a portare conforto alle persone ricoverate e alle loro famiglie”

Ha affermato il direttore generale Trivelli, confermando la tesi che a volte per poter stare meglio, non servono solamente farmaci ma esistono modi alternativi. Sebbene non si sostituiscono alla medicina tradizionale, possono alleviare il peso della malattia, macigno duro da affrontare soprattutto per i più piccoli ed i loro cari.

Il cinema diventa dunque arte che cura, un momento di unione tra vita e malattia, un aiuto contro depressione, solitudine e fragilità.

Attraverso infatti la stimolazione acustica e visiva, c’è la possibilità, per almeno due ore, di potersi sconnettere dal mondo ed immergersi in un’altra realtà, magari fatta di supereroi, che possa far dimenticare di essere degenti a breve o lungo termine.

Tramite l’assistenza di operatori, volontari e familiari, pazienti con deficit mentali, in riabilitazione, disabili, oncologici e pediatrici (queste le prime aree coinvolte) sono stati in grado di assistere a diverse proiezioni. Al Gemelli di Roma sono stati proiettati film come “L’era glaciale” o “Oceania” per i più piccoli ma anche “Ghostbusters” o “Animali fantastici” o la commedia “L’uomo che comprò la luna” con Francesco Pannofino.

Il progetto divenuto di casa anche a Milano, ha voluto unire salute e malattia e fare solidarietà, creando un ambiente colorato ed accogliente. Un modo questo, che come ha dichiarato Fulvia Salvi presidente  di Medicinema, ha fornito ai pazienti, uno strumento in più per poter permettere loro di vivere dei momenti di normalità, senza l’incombente paura della morte.

Alla base di tutto ciò vi è il concetto teorico applicativo della cinematerapia, che appartenente alla classe delle arti terapie, ha un:

“potente effetto vocativo, simbolico e allegorico delle immagini filmiche (analogamente a quanto facevano e fanno ancora le favole, i miti, le leggende, i sogni notturni, ecc.) per comporre ed elaborare le emozioni grezze in processi complessi che hanno la finalità stimolare nell’individuo lo sviluppo di nuove competenze, la realizzazione dei propri progetti profondi e agevolare il suo cammino esistenziale.”

Approfondimento:

http://www.cinematerapia.it/?page_id=33

 

Fonti:

http://www.policlinicogemelli.it/

https://www.ilgiorno.it/

 

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