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Noi che… andavamo al Drive-in

Noi che… andavamo al Drive-in

“Il cinema è un occhio aperto sul mondo”: La storia del DRIVE-IN

Prima ancora dell’avvento di internet, dei “visualizzato e non risposto” o dei cuoricini su Instagram, c’era tutta un’altra epoca. L’epoca in cui la tv non era ancora a colori, in cui gli effetti della guerra erano ancora tangibili e se avevi 18 anni spesso eri chiamato alle armi (se eri un ragazzo) o costretta alle faccende di casa: eri già una piccola donna. Ma era anche l’epoca dell’avvento dei cine-teatro, luoghi in cui poter assistere a rappresentazioni teatrali ma anche a proiezioni dei primi film in uscita. Non tutti però potevano permettersi di andarvi, soprattutto per una questione economica. Fu allora, che nacquero i Drive-in.

Il primo Drive- in nacque ufficialmente il 6 giugno del 1933 da un’idea di un giovane, Richard M. Hollingshead, che prendendo un lenzuolo ed attaccandolo ai due alberi del suo giardino, fece di questo un proiettore. Voleva accontentare su madre che per via del peso non poteva entrare nelle poltrone del cinema. Questa creativa soluzione, sarà alla base della successiva società che il giovane fonderà con alcuni parenti e che permetterà poi la diffusione del drive -in.

“Non importa quanto siano rumorosi i vostri bambini, l’intera famiglia è la benvenuta” questo lo slogan con cui Richard accolse il pubblico al primo drive-in a Camden.

Si tratta fondamentalmente di cinema all’aperto. Negli anni 50 negli Stati Uniti ve ne erano più di 4mila ed ebbero un successo che durò per molto tempo. Per vedere un film bastavano solo tre cose: una macchina, coca cola e pop corn.  Ed ovviamente la giusta compagnia: la tua famiglia, gli amici di sempre o la persona che avrebbe potuto essere l’avventura di una notte o l’amore della tua vita.

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fonte: a day in rome

Erano luoghi magici, i Drive-in.

Perché bastava poco per essere felici, senza troppa tecnologia a rovinare il momento. In aperta campagna potevi avere un intrattenimento quasi gratuito (I Drive-in erano molto economici) con la possibilità di visionare film d’autore e godere al tempo stesso di un cielo stellato che rendeva il tutto più romantico.

Era un modo di percepire il cinema totalmente diverso distrutto però da una serie di fattori. Primo fra tutti la crescita delle città che inglobando quei terreni che prima erano in periferia, ne aumentavano il prezzo per i proprietari, costringendoli a vendere.

Inoltre, se prima delle nuove invenzioni, audio e video dei Drive-in erano gli unici accettabili, in seguito il pubblico andò alla ricerca di condizioni migliori per poter vedere un film. Sparirono cosi i Drive-in, ed anche se oggi si parla spesso di “Cinema all’aperto”, sicuramente non siamo di fronte allo stesso tipo di luogo, macchiato dalla mancanza di naturalezza che solo un vecchio Drive-in poteva donare.

 

 

Approfondimento:

https://www.ilpost.it/

http://www.napolitan.it/

 

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