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Vintage Friday: com’è cambiata la gonna nelle varie decadi

Uno degli indumenti più amati dalle donne è anche uno degli indumenti più antichi ed affonda le radici in epoche lontane. Oggi per il Vintage Friday, scopriamo l’evoluzione della gonna nelle varie decadi.

 

Fonte foto: The Fashion Post

Tra gli indumenti preferiti e maggiormente usati dalle donne, esiste la gonna, classico intramontabile del guardaroba femminile, in qualsiasi forma.

Ma la gonna ha origini antichissime e all’inizio, non era prerogativa solo femminile, ma era per entrambi i sessi,
sin dai tempi della civiltà mesopotamica o in quella egizia. In quest’ultima gli uomini usavano indossare un panno di lino che partiva dall’ombelico e che poteva avere diverse lunghezze.
Nell’epoca greca e romana sia gli uomini che le donne vestivano con un peplo ed una mantella che li avvolgeva per tutto il corpo.

Nel Medioevo ci fu la spaccatura: gli unici uomini ad indossare la tunica erano l’imperatore ed il clero, gli altri indossavano dei pantaloni.

Durante il Rinascimento, la gonna inizia ad assumere forme sempre più diverse, a seconda delle varie nazioni, culture e ceto sociale: le nobili indossavano gonne preziose e voluminose, le popolane indossavano gonne con linee più semplici e pratiche.

Durante il Novecento, ci fu una vera e propria trasformazione del capo, che assunse volumi sempre più contenuti, grazie ai movimenti femministi ed all’emancipazione delle donne.

 

Vediamo quali furono i modelli più iconici della gonna nelle varie decadi.

 

Anni Venti

Durante questi anni la gonna ebbe un cambiamento che influenzò anche i modelli futuri: l’indumento si accorciò di una ventina di centimetri, arrivando, per la prima volta, sotto il ginocchio. La nuova gonna è detta “silhouette”.
Vengono usati nuovi tessuti, come lo chiffon, il tulle e la seta, inoltre, sono ricche di applicazioni, come le frange, per accentuare i movimenti durante il ballo.

Fonte foto: Old Magazine Articles

 

Anni Trenta

In questi anni le gonne assumono un aspetto più sobrio, facendo apparire la figura femminile più androgina, rispetto a quella del decennio precedente.
La gonna inizia a fasciare il punto vita, che viene spesso enfatizzato grazie ad una cintura, mentre diventano più svasate al ginocchio.
Era un tipo di gonna più sobrio, ma che esaltava le curve, rendendo le donne eleganti e sofisticate.

Fonte foto: Needle Works

 

Anni Quaranta

Negli anni del Dopoguerra, la gonna inizia ad assumere le caratteristiche del capo come lo conosciamo oggi. Dior, nel 1947, rivoluziona il capo e crea una gonna piuttosto ampia, a corolla e a pieghe. Il nuovo modello accentua le forme della donna, soprattutto la vita che, per i canoni di bellezza di quel tempo, doveva essere sottilissima. La lunghezza torna ad essere al polpaccio, mentre, nelle occasioni più eleganti, torna ad avere un orlo fino a terra.

Fonte foto: IMORE

 

Anni Cinquanta

Negli anni Cinquanta, il modello di gonna più venduto era quello a ruota: stretto in vita (sempre per i canoni dell’epoca), orlo all’altezza del ginocchio ed ampia, molte volte potevano avere un motivo a pois, stile pin-up.
In questi anni Chanel creò il “Tailleur Chanel”, un completo composto da giacca dal taglio maschile e gonna della stessa tinta, dalla linea dritta e lunga fino al ginocchio.

Fonte foto: Amando.it

Anni Sessanta

Negli anni Sessanta, dominati dalle contestazioni e dalla libertà, abbiamo una rivoluzione. In questi anni fu creato uno degli indumenti più discussi del nostro secolo: la minigonna, ad opera di Mary Quant, stilista britannica.
La minigonna è il simbolo della libertà sessuale che prende sempre più il sopravvento in questi anni. Per realizzare il nuovo modello, ci vogliono pochi centimetri di stoffa, per coprire il minimo indispensabile.
Nonostante fosse un indumento molto discusso, messo al bando dai più conservatori, viene definito il simbolo dell’emancipazione femminile.

Fonte foto: Pinterest

Anni Settanta

Negli anni Settanta, si attenuano le differenze tra le donne e gli uomini e nasce lo stile unisex, con proposte di abbigliamento molto simili fra i due sessi. Le donne iniziano a preferire i pantaloni ed i jeans.
Nonostante ciò, con la cultura hippy uno dei modelli più indossati è la gonna lunga fino alle ginocchia, piuttosto larga, ricca di applicazioni o con fantasie floreali, per attenersi ad uno stile selvaggio e colorato.

Fonte foto: yve.ro

 

Anni Ottanta

Gli anni Ottanta ci hanno regalato uno stile fluo, colorato ed eccentrico.
Uno dei modelli più in voga fu la gonna in tulle, dai grandi volumi, spesso accompagnata da un paio di scaldamuscoli colorati.
L’icona di quegli anni era la cantante Madonna, che in diverse occasioni si mostrava con questo modello di gonna, abbinata ad un giacchetto di pelle. Un concentrato di contraddizioni tipico degli anni Ottanta.

Fonte foto: Pinterest

 

Anni Novanta

Negli anni Novanta torna la minigonna, sempre più corta e sempre più attillata.
Molto spesso è di tessuto jeans, ma anche di velluto, con bottoni nella parte frontale.
Simbolo di questi anni sono le ragazze di Beverly Hills 90210 o di Friends, che ci fanno sognare con i modelli cortissimi sulle loro gambe chilometriche, spesso indossate con crop top.

Fonte foto: Pinterest

 

 

La gonna ha assunto forme e modelli sempre più diversi durante gli anni.
Non è sempre stato un indumento femminile, ma è stato l’indumento della rivoluzione sessuale per le donne, facendosi manifesto della libertà sessuale.
Oggi se ne trovano di tutti i tipi possibili ed immaginabili e rimangono un capo passepartout, indossabile per ogni occasione, dalle più casual alle più eleganti.

Lunga vita alla gonna, di qualsiasi modello.

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