Giro d’Italia: Simon Yates rimane in Maglia Rosa

Al termine dell’attesissima cronometro di Trento, sedicesima tappa del Giro d’Italia 101, la Maglia Rosa rimane saldamente sulle spalle di Simon Yates.

Il corridore inglese è sempre più il padrone del Giro d’Italia: il capitano del Team Mitchelton-Scott si è saputo difendere egregiamente dal campione del mondo di specialità Tom Doumolin, perdendo soltanto 1’15’’ dall’olandese che ora è distaccato di 56’’ in classifica generale. Prova d’orgoglio per Fabio Aru che arriva al traguardo con un distacco originario di solo 37’’ dal vincitore della tappa, l’australiano Rohan Dennis.

Ma il corridore sardo sembra non avere pace in questa edizione del Giro d’Italia: poche ore dopo la conclusione della tappa numero 16, la giuria del Giro d’Italia ha deciso di penalizzare di 20’’ il campione italiano per aver sfruttato illecitamente la scia di un veicolo a motore.

Tom Dumoulin – Foto Credits LaPresse.

Ora rimangono solo altre 5 tappe, di cui 3 con arrivo in salita, e poi sapremo chi sarà il trionfatore nella città eterna.

Prima che l’ultima settimana entri nel vivo, facciamo un riepilogo di quanto visto dopo 16 tappe.

COSA SAPPIAMO DEL GIRO D’ITALIA FINO AD ORA.

Al termine della seconda ed ultima cronometro di questa edizione del Giro d’Italia possiamo dire che Simon Yates è il padrone indiscusso della Corsa Rosa. I suoi continui strappi e il suo voler conquistare ogni singolo abbuono denotano lucidità mentale, oltre che freschezza atletica.

L’unico che potrebbe strappargli di dosso la Maglia Rosa è Tom Dumoulin, ma 56’’ di ritardo potrebbero essere molti  da recuperare per un corridore che non predilige le tappe di montagna. Non dimentichiamoci però che l’anno scorso lo stesso Doumolin sorprese tutti vincendo la tappa con l’arrivo sul santuario di Oropa.

Fabio Aru durante la cronometro di Trento – Foto Credits SardiniaPost.

Fabio Aru ha cambiato il suo preparatore atletico in vista proprio del Giro che, a detta di tutti, l’avrebbe dovuto consacrare. Ma visto i risultati (non)ottenuti fin’ora, la scelta non è stata delle migliori. Per il corridore sardo ogni velleità di classifica è stata abbandonata con i ritardi accumulati sullo Zoncolan e sull’arrivo di Sappada. Nelle ultime due tappe della seconda settimana il campione italiano del Team Uae Emirates ha infatti, accusato un ritardo di oltre 20 minuti sul leader della corsa.

Chris Froome ha dimostrato invece di saper reagire alle difficoltà alle quali ha dovuto far fronte nel corso del Giro d’Italia, dando prova della sua forza vincendo sullo Zoncolan. Ma la vittoria nella tappa più temuta sembra essere stato solo un fulmine a ciel sereno. Il capitano del Team Sky non è al meglio della condizione e lo ha dimostrato all’indomani del Mostro, seppur possa ancora ambire ad un piazzamento sul podio( ora dista solo 39’’ da Pozzovivo, terzo in classifica).

Il corridore lucano appunto, è terzo a 3’ 11’’ di ritardo da Yates, e sta correndo un Giro d’Italia di tutto rispetto. Con Fabio Aru  senza ambizioni di classifica, è lui il portacolori azzurro e fino ad ora possiamo solo essere grati per quello che sta facendo vedere.

Passo indietro per Tibaut Pinot che vede allontanarsi – ora il suo ritardo è di 1’ 19’’- la speranza di un piazzamento sul podio al termine di una cronometro molto difficile.

Apertissima ancora la sfida per la Maglia Ciclamino di leader della classifica a punti con Elia Viviani primo con 37 punti di vantaggio su Sam Bennet. Al momento l’oro olimpico di Rio 2016 ha vinto 3 tappe con Bennet fermo a 2. Saranno decisive le uniche due tappe che non saranno preda degli uomini di classifica.

Per Simon Yates lo spauracchio dell’ultima cronometro dell’edizione 101 del Giro d’Italia è ormai un lontano ricordo, riuscirà Tom Dumoulin a recuperare 56’’ di ritardo nelle 3 tappe di montagna per poi tingersi di Rosa per la seconda volta consecutiva?