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Giro d’Italia: cosa rimane al termine della prima settimana.

Giro d’Italia: cosa rimane al termine della prima settimana.

Terminata la prima settimana del Giro d’Italia, proviamo a fare il punto della situazione.

IL LEADER E I DELUSI.

Il protagonista indiscusso di questa prima settimana dellla 101° edizione del Giro d’Italia è l’inglese della Mitchelton Scott Simon Yates, leader della classifica generale, indossa anche la maglia azzurra di miglior scalatore. Il corridore britannico ha senza dubbio meritato di indossare la Maglia Rosa rubando la scena ai favoriti della vigilia: Fabio Aru, Chris Froom e Tom Dumoulin. Ma se l’olandese, vincitore della passata edizione della Corsa Rosa,non ha tradito le attese nel suo terreno preferito, difendendosi sapientemente negli arrivi in salita, Aru e Froom hanno perso gradualmente secondi preziosi accumulando ritardi notevoli soprattutto sul Gran Sasso.

Fa notizia il fatto che Chris Froom, rispetto ai Grandi Giri vinti, per la prima volta abbia terminato la prima settimana di corsa senza indossare la maglia di leader. Così era successo nei Tour de France che l’hanno visto vincitore sui Campi Elisi e alla Vuelta del 2017. Il corridore, punta di diamante del Team Sky, si trova a vivere una situazione inedita ed è chiamato, nelle prossime tappe, a fare decisamente di più se vuole tingersi di Rosa nella Città Eterna. Il keniano bianco vive senza dubbio un momento difficile, tra la spada di Damocle che gli pende sulla testa per il rischio squalifica e la sfortuna che lo perseguita fin dalla prima tappa nella crono di Gerusalemme.

Il cavaliere dei 4 mori invece è apparso appannato e decisamente ancora lontano dalla forma migliore. Nella Grande Partenza in Terra Santa ha accusato un ritardo superiore del previsto e nei successivi tre arrivi in salita, non ha fatto molto per recuperare il terreno perso. La storia dei Grandi Giri dimostra che è ancora molto presto per dare giudizi definitivi e Fabio Aru ha dimostrato di poter dare il meglio di se nel corso dell’ultima settimana.

A 32’’ dal leader della Corsa, troviamo Esteban Chavez. Il colombiano, compagno di squadra di Yates, ha vinto da protagonista sul primo arrivo in salita ed è arrivato sul podio sul Gran Sasso. Sull’Etna si è notata una forte complicità tra i due capitani della Mitchelton Scott, ma prima o poi si dovrà fare chiarezza sulla ripartizione dei ruoli.

LA SORPRESA.

La sorpresa di queste prime nove tappe del Giro d’Italia è – senza dubbio- l’ecuadoriano Richard Carapaz. Il corridore del Team Movistar è il leader della classifica della Maglia Bianca riservata ai ragazzi under 25 ed ha già portato a casa una tappa del Giro con un poderoso allungo che gli è valso la vittoria all’arrivo di Montevergine. Il sudamericano sembra essere tra i corridori più in forma di tutta la carovana e chissà se non risulterà essere decisivo nell’assegnazione del Trofeo Senza Fine.

GLI ITALIANI.

I nostri portacolori hanno conquistato, fino a questo punto, tre tappe: due vittorie di Elia Viviani e una vittoria di Enrico Battaglin.

In classifica generale il primo tra gli italiani è il lucano Domenico Pozzovivo, quinto in classifica a 57’’ di ritardo da Yates. L’esperto corridore, voluto da Nibali in maglia Baharain Merida, si è ben comportato nel corso di queste prime 9 tappe risultando l’unico, tra i big, a non sfigurare nella crono d’apertura.

L’oro olimpico di Rio, Elia Viviani, non ha tradito le attese della vigilia. Il velocista della corazzata Quick Step, forte della carenza di ruote veloci, ha vinto le prime due tappe in linea in Israele diventando il leader della classifica a punti che gli consente di indossare la maglia ciclamino.

LA SECONDA SETTIMANA.

Con l’inizio della seconda settimana, il Giro d’Italia entra nel vivo.

Tradizionalmente questa settimana riveste un ruolo di particolare importanza per l’assegnazione della Maglia Rosa, con il simbolo del primato destinato a cambiare proprietario molto rapidamente.  Ed è proprio in questi momenti che i grandi campioni escono allo scoperto. Nei prossimi giorni assisteremo a tappe che potrebbero portare grandi sconvolgimenti alla classifica. L’attenzione degli addetti ai lavori si concentra tutta nelle frazioni del week end con la tappa del Monte Zoncolan che mette i brividi: 10 km al 12% di pendenza media con punte massime del 22%.

Riuscirà Simon Yates ad arrivare all’ultima settimana ancora in maglia Rosa?

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