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Cristiano Ronaldo non brilla, ma il Real sì: 2-1 in rimonta sul Bayern

Cristiano Ronaldo non brilla, ma il Real sì: 2-1 in rimonta sul Bayern

Sarebbe dovuta essere la partita della vendetta, ma alla fine il risultato è stato sempre lo stesso.

Monaco di Baviera, 25/04/2018.

Nonostante la serata storta di Cristiano Ronaldo – abbiamo la conferma che è umano anche lui – il Real espugna l’Allianz Arena, si aggiudica il primo round della semifinale e vede Kiev sempre più vicina.

È la classicissima di Champions League, quasi una tappa fissa, per il Real Madrid, nella corsa per la conquista della Coppa dalle grandi orecchie. Ben 24 incontri disputati, 11 vittorie a testa e soltanto 2 pareggi.

Tra le due squadre non corre buon sangue. I tedeschi hanno ancora il dente avvelenato per la cocente eliminazione dell’anno scorso, arrivata dopo qualche decisione arbitrale che ha fatto “discutere”.

PRIMO TEMPO BIZZARRO

È stata una partita sfortunata per i bavaresi: dopo solo 6 minuti Robben alza bandiera bianca e lascia il posto a Thiago Alcantara, e alla mezz’ora stessa sorte per Boateng, sostituito dal giovane Sule.

La prima frazione di gioco termine in parità, ma i gol sono arrivati nel miglior momento della squadra che l’ha subito.

A passare in vantaggio sono i padroni di casa con un gran goal di Kimmich che fa partite l’azione e poi si fa tutto il campo di corsa, prima di sorprendere il portiere blancos. Ma è un fulmine a ciel sereno. Fino a quel momento la partita era in mano ai palleggiatori madrileni e il Bayern sembrava soffrire i due cambi per infortunio.  Siamo al 28’ e da quel momento in poi i ruoli si invertono. I tedeschi danno l’impressione di poter raddoppiare da un momento all’altro, creano ben 4 nitide occasioni per farlo, ma sprecano sul più bello.  Ma è nel miglior momento del Bayern che arriva la beffa: sul finire dei 45’, un cross di Sergio Ramos, destinato a trasformarsi in rimessa laterale, diventa un assist involontario per Marcelo che trova il jolly con un tiro che s’insacca all’angolo più lontano.

ZIDANE SPAVALDO

Nella serata in cui CR7 non scrive il suo nome tra i marcatori del match, è Zidane a rubare la scena. Il tecnico blancos era stato chiaro alla vigilia: rispetto per la storia del Bayern ma “non ce la faremo nelle mutande”,  e al ritorno in campo dimostra di non accontentarsi del pareggio ottenuto, e si affida al talismano Asensio, al posto di uno spento Isco. Spavalderia che però viene premiata, perché è dai piedi dello spagnolo che arriva il gol del vantaggio. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo del Bayern, l’ex Genoa Rafinha commette un terribile errore in disimpegno e lancia il contropiede del Real, perfettamente finalizzato da Asensio che si riconferma bestia nera anche dei tedeschi.

Heynckes fa fede al suo celebre soprannome e cerca in tutti i modi di spingere la sua squadra verso il pareggio, che al netto delle occasioni create, avrebbe nettamente meritato. Ma il calcio non è una scienza esatta, accadono cose imprevedibili che spesso non trovano una logica spiegazione.

Così come all’andata dei Quarti di finale della scorsa edizione della Champions League, la partita termina sul 2-1 in favore del Madrid. Ai bavaresi servirà una partita senza sbavature, giocata con un pizzico di cinismo in più e qualche sbavatura in meno, affinché possa raggiungere la finale che potrebbe valere la conquista dell’ennesimo triplete.

Il Real dalla sua ha la tradizione e l’abitudine a giocare partite che contano, ma questo, a volte, può diventare un punto di debolezza. Molto spesso i giocatori commettono errori dovuti alla troppa autostima, ma se l’avversario non è abbastanza pronto per sfruttare a pieno questi regali che la retroguardia concede, nel corso dei 180’ il Real ha l’esperienza giusta per vincere la partita.

 

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