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Cultura
Spazio urbano, forme e colori nell’arte contemporanea

Spazio urbano, forme e colori nell’arte contemporanea

Articolo di Milena Vitucci

Il linguaggio dell’astrazione accomuna molti artisti appartenenti al mondo dell’arte contemporanea.

Alcuni di questi – generalmente tra i più insoliti – a partire dal 2015 sono stati molto apprezzati dalla critica, citati sulle riviste di arte e in voga nelle migliori case d’aste.

Li accomuna l’uso dello spazio urbano, i colori fitti e sgargianti, le linee geometriche, lo studio e l’evoluzione delle linee e del movimento che sembra inarrestabile, quasi incontenibile.

Il marchio lineare di Charles Burwell, ad esempio, è appunto un elemento costante nel suo lavoro. I suoi dipinti sono costruiti mediante un processo di stratificazione molto complesso, a partire da strati di gocce che hanno una specifica struttura di colore.

Burwell ha iniziato a studiare le forme a partire dagli anni ’80, e le sue sperimentazioni a tal proposito sono sono in continua evoluzione. Alcuni dei lavori recenti, invece, sono mixed-media e si avvalgono del processo digitale.  L’introduzione di una gamma molto ampia di immagini e l’uso della tecnologia informatica rendono interessanti i suo lavori ed assolutamente contemporanei.

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Charles Burwell, Purple Vista, 2014, acrilico su tela

 

Lawrence Atoigue è invece un artista prettamente espressivo, rapidamente emerso sulla scena dell’arte contemporanea. Le sue opere  futuristiche hanno mescolato con successo metodi di arte pop, cubista e surrealista,  trasformando questi elementi della cultura moderna in arte, usando per lo più figure angolari a mosaico e colori nitidi.

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Lawrence  Atoigue, Loyalty, 2014, tecnica mista su pannello di legno

Anche Laura Mosquera crea composizioni dinamiche, a volte aggressive, ispirate all’ambiente urbano contemporaneo. L’artista è solita esplorare il mondo fisico e psicologico mediante l’utilizzo del primo piano e dello sfondo, che spesso tendono a spostarsi visivamente insieme per minare la nostra percezione. Colore, pattern e texture sono usati per attirare l’osservatore.

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Laura Mosquera, Blue Triple Spin Green Split, 2014, acrilico e olio su tela

A tal proposito, la Mosquera afferma:

«Il mio lavoro si concentra sull’interazione di forma, spazio, movimento, colore e consistenza utilizzando queste convenzioni come stimolo visivo di pura geometria. I dipinti sfruttano la loro materialità per esibire simultaneamente una calma concreta e una velocità ottica. […] Attraverso le mie tele cerco di rappresentare specifiche situazioni, reazioni, scaturite da determinati eventi. Uso elementi di colore e design, come pattern e texture, per descrivere una tensione sottile all’interno di questi “paesaggi mentali”. Mentre uso il linguaggio dell’astrazione, trovo un modo per dare un senso al mondo intorno a me e al modo in cui lo percorro».

Questi ed altri artisti  – chi più chi meno – fanno le veci della Pop Art, spingendosi però verso soluzioni artistiche che sono maggiormente proprie della contemporaneità: li accomuna, quindi, l’uso della tecnologia informatica e del digitale, di elementi propri del design, del collage, di materiali ripresi direttamente dalla strada e quindi propri dello spazio urbano.

 

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