Doula, “l’ancella” per l’equilibrio delle mamme

Doula, “l’ancella” per l’equilibrio delle mamme

Pensi che il vero amore sia l’unica cosa che possa spezzarti il cuore. La cosa che ti riempie la vita e la illumina, o la distrugge. Poi diventi madre.

Diventare mamme è un esperienza sconvolgente sotto tutti i punti di vista. All’improvviso, nella vita della giovane coppia, arriva una terza persona: un piccolo umano che spingendo con tutte le sue forze, esce dal grembo materno e si ritrova in questo pazzo mondo.

Adesso non si è più lui e lei, ma padre, madre e bambino. Una triade che si costruisce nel corso degli anni, se si è fortunati, con una grande parentela attorno. Amici, parenti e figure professionali sanitarie che aiutano i neo-genitori ad accogliere la nuova vita e indirizzarla verso i giusti percorsi.

A volte però può capitare che, tra il papà che lavora, la nonna che vuole dare consigli sentendosi esperta, e la casa piena di giocattoli e pannolini, la mamma non riesca più a farcela da sola. Ecco che entra in campo la doula.

La doula è una figura professionale, ben diversa dall’ostetrica che si occupa della parte medica di supporto, che supporta la donna prima e dopo il parto. Una donna che, forte delle sue esperienze passate, diventa “la persona” della mamma. Ascoltando e prestando attenzione alle richieste giornaliere della mamma, ma più in generale dei neo-genitori, la doula svolge il proprio lavoro tenendo conto di due elementi fondamentali: connessione e presenza, come afferma Valentina Ghirlandotti, doula di professione.

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«La doula è una figura professionale che si occupa del sostegno concreto e affettivo alla donna, e alla famiglia. [..] avere nella quotidianità questo appoggio, fortemente e delicatamente empatico, serve… quando spesso la donna si trova sola con tanti dubbi, a occuparsi del proprio bambino, in un momento in cui lei stessa è in qualche modo neonata e intenta a riscoprire un proprio equilibrio e la propria centratura». 

I tempi sono cambiati, da quando si partoriva in casa e si aveva una famiglia allargata a disposizione per risolvere ogni minimo problema. Con la società di oggi, siamo in un periodo in cui madri e padri devono tenere conto anche della carriera, e spesso si ritrovano soli perché lontani dalla loro famiglia di origine. Diventa dunque importante avere qualcuno che ci sia, che capisca le problematiche genitoriali. La doula dunque può aiutare la famiglia nelle incombenze giornaliere, come visite mediche, o come la salute stessa del piccolo appena nato. Essa può anche tenere la mano alla mamma durante il parto, e questo non significa altro che avere al proprio fianco, una persona al cento per cento.

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Questa figura professionale diventa quindi anche molto utile durante il cosiddetto maternitiy blues, ovvero quel periodo post gravidanza in cui la donna, sopraffatta dalle nuove incombenze, può sentirsi in preda ad una vera e propria crisi di panico. Se infatti, il maternity blues non si tiene conto come si dovrebbe tenere, si rischia di arrivare alla cosiddetta depressione post partum, che spesso può causare problemi di relazione tra madre e bambino. E come si sa, l’attaccamento madre-figlio è quel legame che sancirà poi la qualità delle future relazioni che la persona avrà nel corso della sua vita.

La doula non è altro dunque che la “servitrice, ancella della donna”, colei che entrerà a far parte della famiglia appena formata e che ne potrà portare degli enormi benefici grazie al suo sostegno psicologico e alla sua presenza fisica.

«Siamo qui in questo mondo attraverso i nostri corpi e stare vicino a una donna, a una famiglia che nasce, e fare sì che questa fase sia un’esperienza di benessere, mi rende felice e mi fa sentire ben radicata nel mondo». (Valentina Ghilardotti)

 

Approfondimento su

https://www.marieclaire.com/it/benessere/salute/

 

Pubblicato da Silvia Rosiello

Studio psicologia e amo scrivere. Con la scrittura esprimo parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Attraverso la psicologia mi piace scoprire quello che si cela dietro l'animo delle persone e poter aiutare a combattere la loro oscurità. Perché ogni giorno è un "bel giorno per salvare delle vite".

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